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LEGGE DI STABILITA` 2013

Enna, 03/01/2013 - La Camera dei deputati ha approvato, il disegno di legge recante «Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale dello Stato» (legge di stabilità per il 2013), nella versione licenziata dal Senato. Si evidenzia come l`iter parlamentare del disegno di legge sia stato anomalo in ragione della apertura di una nuova fase politica e, di fatto, della crisi di Governo. Tale situazione e la conseguente annunciata fine anticipata della legislatura hanno infatti impresso una accelerazione nell`esame di taluni provvedimenti che sono pertanto confluiti nel disegno di legge di stabilità, in deroga alla rigorosa normativa in materia di contabilità e finanza pubblica. In particolare, dal punto di vista dei contenuti: - sono stati sostanzialmente assorbiti il decreto legge n.185 del 2012, recante disposizioni urgenti in materia di trattamento di fine rapporto dei dipendenti pubblici e il decreto legge n.216 del 2012, recante disposizioni urgenti volte ad evitare l`applicazione di sanzioni dell`Unione Europea (cd decreto salva infrazioni), il cui esame non è stato neppure avviato - sono stati modificati alcuni recentissimi decreti legge, come il decreto «crescita bis» (DL 18 ottobre 2012, n.179) che risulta integrato con disposizioni in materia di giustizia volte a disciplinare diversi profili attinenti al deposito telematico degli atti processuali, ai contributi nei processi amministrativi e tributario ed alla liquidazione delle spese processuali, ed il decreto 10 ottobre 2012, n.174 (recante disposizioni urgenti in materia di finanza e funzionamento degli enti territoriali, nonché ulteriori disposizioni in favore delle zone terremotate nel maggio 2012) - sono state, infine, introdotte disposizioni relative a proroghe di termini legislativi tradizionalmente contenute nel cd «decreto milleproroghe» di fine anno. Dal punto di vista dell`efficacia temporale, il provvedimento, che sarà pubblicato nei prossimi giorni in Gazzetta Ufficiale, entra in vigore il 1° gennaio 2013, ma non mancano misure destinate ad avere effetto negli anni successivi e, in deroga a quanto richiesto dalla normativa contabile, anche misure destinate ad applicarsi già dall`anno in corso (2012). Si riporta, di seguito, una sintesi delle principali disposizioni di interesse: DISPOSIZIONI IN MATERIA DI AMBIENTE ED ENERGIA 1. Tributo comunale sui rifiuti e sui servizi - TARES (art. 1, Comma 387) Vengono introdotte disposizioni che disciplinano e regolano l`operatività del nuovo tributo TARES che, come noto, entrerà in vigore dal 1 gennaio 2013.Per definire il costo del servizio di gestione dei rifiuti, e di conseguenza la tariffa, si useranno i parametri attualmente in vigore dettati dal Dpr 158/1999. Questo decreto attuativo dovrà essere applicato a regime, perché non è più prevista l'emanazione di un nuovo regolamento. La tariffa è commisurata alle quantità e qualità medie di rifiuti prodotti per unità di superficie, in base agli usi e alle tipologie di attività svolte. La Tares va a sostituire la Tarsu e la Tia, ossia i precedenti tributi sui rifiuti e rispetto a questi avrà costi decisamente più alti, dal momento che finanzierà interamente il servizio di gestione dei rifiuti, e si occuperà anche di illuminazione pubblica e manutenzione delle strade e attività connesse a quegli ambiti definiti a domanda individuale (cd. servizi indivisibili). Relativamente alla determinazione della superficie imponibile, considerato poi che per la maggior parte degli immobili non esiste ancora la superficie catastale, all'Agenzia era demandato il compito non semplice di stabilire medio tempore una superficie convenzionale in base ai dati in suo possesso. Tenuto conto delle difficoltà di utilizzare la superficie catastale, viene consentito ai comuni di fare ricorso alle superfici già denunciate per Tarsu e Tia, utilizzando per il calcolo della tassa la superficie calpestabile anche per gli immobili a destinazione ordinaria (classificati nelle categorie A, B e C). La Tares si fonderà, pertanto, sulle medesime superfici dichiarate ai fini Tarsu o Tia, e solo quando sarà attivata l`interazione dei data base fra Catasto e Comuni, la tassa avrà la propria base imponibile effettiva, cioè l`80% della superficie catastale dell`immobile (come previsto dal nuovo tributo). Si evidenzia, tuttavia, che i Comuni potranno comunque, in sede di accertamento, basarsi, fin da subito, sul criterio dell'80% della superficie catastale per la determinazione delle superfici imponibili. Si passerà alla commisurazione del tributo sulla superficie catastale solo quando verranno allineati i dati degli immobili a destinazione ordinaria e quelli riguardanti la toponomastica e la numerazione civica, interna e esterna, di ciascun comune. Era previsto inizialmente che il pagamento avvenisse in quattro rate annuali (gennaio, aprile, luglio, ottobre). Ma con un emendamento, il governo ha permesso ai sindaci di variare il numero e la scadenza delle rate, inclusa anche la possibilità di versamento in un`unica soluzione a giugno. Nel 2013 la prima rata è comunque spostata d`ufficio ad aprile. DISPOSIZIONI IN MATERIA FISCALE Si ritiene opportuno premettere che - rispetto al testo originario del Disegno di legge di stabilità 2013 - non è più prevista la riduzione di un punto percentuale delle prime due aliquote Irpef del 23% e del 27%. Quindi, le persone fisiche con reddito fino a 15.000 euro continueranno a pagare un`Irpef del 23%, mentre per lo scaglione che va da 15.001 euro a 28.000 euro, l`aliquota dell`imposta personale sarà sempre del 27%. Inoltre, non è più prevista l`introduzione dal 2012 della franchigia di 250 euro per gli oneri deducibili dal reddito complessivo Irpef e per quelli detraibili dall'imposta. Infatti, nel testo originario del Disegno di legge, tale disposizione colpiva i soggetti con un reddito complessivo superiore a 15.000 euro a decorrere dal periodo di imposta in corso al 31 dicembre 2012. Oltre all`eliminazione della franchigia di 250 euro, è stato anche eliminato il tetto dei 3.000 euro delle spese detraibili per ciascun periodo d`imposta. 1. Istituzione del «Fondo per la concessione del credito d`imposta per la ricerca e lo sviluppo» (art. 1, commi 95 e 96) A decorrere dal 2013, viene istituito presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri un apposito «Fondo per la concessione di un credito di imposta per la ricerca e lo sviluppo» nonché per la riduzione del cuneo fiscale che sarà finanziato mediante le risorse derivanti dalla progressiva riduzione degli stanziamenti di parte corrente e di conto capitale iscritti in bilancio destinati ai trasferimenti ed ai contributi alle imprese. Tale credito di imposta sarà riservato alle imprese ed alle reti di impresa che affidano le attività di ricerca e di sviluppo: - ad università; - ad enti pubblici di ricerca; - ad organismi di ricerca; - ovvero che realizzano direttamente investimenti in ricerca e sviluppo. 2. Istituzione del «Fondo taglia tasse» (art. 1, comma 299) A partire dall`anno 2013, il Documento di Economia e Finanza dovrà contenere una valutazione, relativa all`anno precedente, delle maggiori entrate strutturali ed effettivamente incassate derivanti dall`attività di contrasto dell`evasione fiscale. Tali maggiori risorse - al netto di quelle necessarie al mantenimento dell`equilibrio di bilancio ed alla riduzione del rapporto tra il debito pubblico ed il PIL, nonché di quelle derivanti, a legislazione vigente, dall`attività di recupero fiscale svolta dalle regioni, dalle province e dai comuni, unitamente alle risorse derivanti dalla riduzione delle spese fiscali (cosiddette «tax expenditures») - confluiranno in un apposito «Fondo per la riduzione strutturale della pressione fiscale» e saranno finalizzate al contenimento degli oneri fiscali gravanti sulle famiglie e sulle imprese, secondo le modalità di destinazione e di impiego indicate nel medesimo Documento di Economia e Finanza. Inoltre, il Ministro dell`Economia e delle Finanze dovrà presentare annualmente - in allegato alla Nota di aggiornamento del Documento di Economia e Finanza - un rapporto sui risultati conseguiti in materia di misure di contrasto dell`evasione fiscale. Tale rapporto dovrà, tra l`altro: - indicare le strategie per il contrasto dell`evasione fiscale; - aggiornare e confrontare i risultati con gli obiettivi, evidenziando il recupero di gettito fiscale attribuibile alla maggiore propensione all`adempimento da parte dei contribuenti. 3. Iva: norme in materia di fatturazione (art. 1, commi da 324 a 335) Le norme in esame assolvono all`obbligo di recepimento delle disposizioni contenute nella Direttiva del Consiglio UE del 13 luglio 2010, n. 2010/45/UE, che reca modifiche alla Direttiva n. 2006/112/CE, in materia di Iva. In particolare, le modifiche normative introdotte riguardano la disciplina relativa: - al contenuto ed all`emissione della fattura; - alla fattura elettronica; - alla fattura semplificata; - all`esigibilità dell`imposta nelle operazioni transfrontaliere. Si precisa che le nuove disposizioni si applicano alle operazioni effettuate a partire dal 1° gennaio 2013. 3.1. Contenuto ed emissione della fattura Circa il contenuto delle fatture, viene modificato l`art. 21, comma 2, del D.P.R. 26 ottobre 1972, n. 633, prescrivendo l`indicazione in fattura di apposite diciture per particolari fattispecie (ad esempio, regimi speciali, inversione contabile, eccetera). Viene, inoltre, introdotto l`obbligo di indicare il numero di partita Iva del cessionario o del committente, ovvero il numero di registrazione ai fini dell`Iva per i soggetti stabiliti in un altro Stato membro dell`Unione europea, ovvero il codice fiscale se il cessionario o il committente non agisce nell`esercizio d`impresa, arte o professione. Viene anche riscritto il comma 4 del citato art. 21 del D.P.R. n. 633 del 1972, prevedendo, ora, che possono essere emesse fatture periodiche entro il giorno 15 del mese successivo a quello di effettuazione delle operazioni, sempre che le medesime trovino riscontro in un documento di trasporto (per le cessioni di beni) e in idonea documentazione (per le prestazioni di servizi). Per quanto concerne la conversione in euro degli importi in valuta estera risultanti in fattura, viene riscritto l`art. 13, comma 4, del medesimo D.P.R. n. 633 del 1972, cui ora rinvia, per le operazioni intracomunitarie, l`art. 43 del D.L. 30 agosto 1993, n. 331, convertito dalla L. 29 ottobre 1993, n. 427. Con la nuova disposizione si accorda la possibilità di effettuare la conversione sulla base del tasso di cambio pubblicato dalla BCE, senza che sia necessaria alcuna comunicazione all`Amministrazione finanziaria. Circa l`obbligatorietà dell`emissione della fattura, viene inserito il comma 6-bis nell`art. 21 del D.P.R. n. 633 del 1972. Tale nuova disposizione stabilisce, alla lettera a), un obbligo di emissione per le operazioni non rilevanti territorialmente in Italia ed effettuate nei confronti di soggetti passivi debitori dell`imposta in un altro Stato membro dell`Unione europea. La medesima disposizione, alla lettera b), prevede un analogo obbligo per le operazioni non soggette ad Iva che si considerano effettuate fuori del territorio dell`Unione europea. Al riguardo, è stato anche modificato l`art. 20 del medesimo D.P.R. n. 633 del 1972, al fine di stabilire che tali tipologie di operazioni, considerata la loro rilevanza, concorrono a formare il volume d`affari del soggetto passivo. Tuttavia, delle medesime operazioni non si tiene conto ai fini dell`acquisizione dello «status» di esportatore abituale. L`obbligo di emissione della fattura è escluso per le operazioni finanziarie esenti di cui all`art. 10, comma 1, nn. da 1) a 4) e 9), del D.P.R. n. 633 del 1972, effettuate da un soggetto passivo stabilito in Italia nei confronti di un soggetto passivo stabilito in un altro Stato membro dell`Unione europea. Circa le nuove disposizioni comunitarie sui termini di fatturazione, si sottolinea che, per le cessioni intracomunitarie e per le prestazioni di servizi intracomunitarie, la citata Direttiva n. 2010/45/UE ha imposto agli Stati membri di consentire l`emissione della fattura entro il giorno 15 del mese successivo l`effettuazione dell`operazione. Pertanto, per le cessioni intracomunitarie, è stato modificato l`art. 46, comma 2, primo periodo, del D.L. n. 331/1993, e, per le prestazioni di servizi rese nei confronti di soggetti stabiliti nell`UE, è stata introdotta la lett. c) all`art. 21, comma 4, del D.P.R. n. 633 del 1972. Analogo termine è stato introdotto alla successiva lett. d) di tale ultima norma per l`emissione della fattura relativa alle prestazioni di servizi rese a o ricevute da soggetti passivi stabiliti fuori dell`Unione europea. Infine, con alcune modifiche agli artt. 46, 47 e 49 del citato D.L. n. 331/1993, sono stati rideterminati i termini per la registrazione delle fatture e per il versamento dell`imposta in maniera da ridurre al minimo l`impatto sull`operatività dei soggetti. 3.2. Fattura elettronica Circa la fattura elettronica, è stato integrato il comma 1 del citato art. 21 del D.P.R. n. 633 del 1972, con una definizione della fattura elettronica simile a quella introdotta dalla Direttiva n. 2010/45/UE, ed è stato chiarito che il ricorso alla fattura elettronica è subordinato all`accettazione del destinatario. In merito all`autenticità dell`origine, all`integrità del contenuto ed alla leggibilità della fattura, è stato modificato il comma 3 del medesimo art. 21, lasciando, di fatto, al soggetto passivo la possibilità di stabilire le modalità con le quali assicurare le medesime; la nuova disposizione chiarisce, tuttavia, che, oltre all`apposizione della firma elettronica qualificata o digitale dell`emittente o mediante sistemi EDI di trasmissione elettronica dei dati, l`autenticità dell`origine e l`integrità del contenuto possono essere garantite mediante sistemi di controllo di gestione che assicurino un collegamento affidabile tra la fattura e la cessione di beni o la prestazione di servizi ad essa riferibile. Circa la conservazione delle fatture, è stato modificato l`art. 39 del D.P.R. n. 633 del 1972, prevedendo che le fatture elettroniche debbano essere conservate in modalità elettronica, in conformità alle disposizioni contenute nel Decreto del Ministro dell`Economia e delle Finanze, emanato ai sensi dell`art. 21, comma 5, del D.Lgs. 7 marzo 2005, n. 82. Viene, inoltre, previsto che le fatture create in formato elettronico e quelle cartacee possono essere conservate elettronicamente; per fatture create in formato elettronico si intendono quelle che - ancorché create elettronicamente - non possono definirsi fatture elettroniche per la mancanza della loro accettazione da parte del destinatario. 3.3. Fattura semplificata Viene inserito nel D.P.R. 26 ottobre 1972, n. 633, l`art. 21-bis che disciplina la fattura semplificata. La fattura semplificata può essere emessa solo in caso di operazioni di ammontare non superiore a 100 euro ovvero in caso di fatture rettificative (note di variazione). E` stata prevista, quindi, la possibilità di emettere la fattura indicando, in luogo dei dati identificativi del cessionario o del committente stabilito in Italia, soltanto il codice fiscale o il numero di partita Iva del medesimo. In caso di cessionario o committente stabilito in un altro Stato membro dell`Unione europea, è possibile indicare soltanto il numero di identificazione Iva attribuito da tale Stato membro. Inoltre, non è necessario che sulla fattura semplificata sia indicata la base imponibile dell`operazione e la relativa imposta, essendo sufficiente l`indicazione del corrispettivo complessivo e dell`imposta, ovvero dei dati necessari per calcolarla; ad esempio, può essere semplicemente indicato il corrispettivo (Iva compresa) e l`aliquota dell`Iva in esso inclusa. Con Decreto del Ministro dell`Economia e delle Finanze, il limite di 100 euro potrà essere elevato fino a 400 euro, nonché potrà essere consentita l`emissione di fatture semplificate anche senza limiti di importo per le operazioni effettuate nell`ambito di specifici settori di attività o da specifiche tipologie di soggetti per i quali le pratiche commerciali od amministrative ovvero le condizioni tecniche di emissione delle fatture rendono particolarmente difficoltoso il rispetto degli adempimenti previsti per l`emissione delle fatture. 3.4. Esigibilità dell`imposta nelle operazioni transfrontaliere Circa l`esigibilità dell`imposta nelle operazioni transfrontaliere - in considerazione delle disposizioni europee che prevedono che l`acquisto intracomunitario di beni si considera effettuato nel momento in cui si considera effettuata una analoga cessione di beni interna - è stato modificato l`art. 39, comma 1, del D.L. n. 331 del 1993, prevedendo che il momento di effettuazione, sia della cessione sia dell`acquisto intracomunitario di beni, coincide con il momento della consegna o della spedizione dei beni a partire dallo Stato membro di provenienza. Infine, per quanto riguarda gli acconti incassati in relazione ad una cessione intracomunitaria, la citata Direttiva n. 2010/45/UE ha soppresso l`obbligo di emissione della fattura; per cui è stato modificato il comma 2 del predetto art. 39 del D.L. n. 331 del 1993. 4. Disposizioni in materia di IMU [art. 1, comma 380, lettere a), f), g), h)] Per gli anni 2013 e 1014, al fine di assicurare ai Comuni la spettanza dell`intero gettito dell`IMU, viene disposta la soppressione della quota di imposta riservata allo Stato pari alla metà dell`importo calcolato applicando alla base imponibile di tutti gli immobili - ad esclusione dell`abitazione principale e delle relative pertinenze, nonché dei fabbricati rurali ad uso strumentale - l`aliquota di base del 7,6 per mille. Viene, invece, riservato allo Stato il gettito dell`IMU derivante dagli immobili ad uso produttivo classificati nel gruppo catastale D (capannoni, opifici, eccetera), calcolato applicando alla base imponibile l`aliquota di base del 7,6 per mille. Per tali immobili, inoltre, i Comuni potranno aumentare fino a 0,3 punti percentuali tale aliquota di base (quindi, con la facoltà di incrementarla fino al 10,6 per mille). 5. Aliquote Iva (art. 1, comma 480) A decorrere dal 1° luglio 2013, viene aumentata la sola aliquota ordinaria Iva dal 21% al 22%, mantenendo invariata, invece, l`aliquota ridotta del 10%. Al riguardo, si ricorda che il Disegno di legge di stabilità 2013, nella sua versione originaria, prevedeva che, a decorrere dal 1° luglio 2013, le aliquote Iva del 10% e del 21% fossero aumentate di un punto percentuale. 6. Detrazioni per figli a carico (art. 1, comma 483) Dal 1° gennaio 2013, viene previsto l`aumento della detrazione da 800 euro a 950 euro per ciascun figlio a carico. Inoltre, viene incrementata, da 900 euro a 1.220 euro, anche la detrazione per ciascun figlio di età inferiore a tre anni. Tali detrazioni sono aumentate di un importo pari a 400 euro per ogni figlio portatore di handicap. 7. Modifiche alla disciplina dell`Irap 7.1. Irap: «Cuneo fiscale» [art. 1, comma 484, lett. a)] A decorrere dal periodo d`imposta successivo a quello in corso al 31 dicembre 2013, viene aumentata la deduzione dalla base imponibile Irap del cosiddetto «cuneo fiscale», cioè quella parte collegata al costo del personale dipendente assunto a tempo indeterminato. In particolare, tale deduzione, che si applica a tutti i soggetti passivi Irap, viene incrementata, su base annua: - da 4.600 euro a 7.500 euro; - da 10.600 euro a 13.500 euro, per i lavoratori di sesso femminile nonché per quelli di età inferiore ai 35 anni; Se, invece, i lavoratori sono impiegati nelle regioni Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna e Sicilia, la deduzione viene incrementata, su base annua: - da 9.200 euro a 15.000 euro; - da 15.200 euro a 21.000 euro, per i lavoratori di sesso femminile nonché per quelli di età inferiore ai 35 anni. 7.2. Irap: Incremento deduzioni [art. 1, comma 484, lett. b)] A decorrere dal periodo d`imposta successivo a quello in corso al 31 dicembre 2013, viene aumentata la deduzione dalla base imponibile Irap per tutti i soggetti passivi Irap, diversi dalle Pubbliche Amministrazioni. Lo «sconto fiscale» ritorna, in pratica, ai livelli previsti prima del 1° gennaio 2008. La nuova deduzione sarà pari a: a) euro 8.000 (in luogo di euro 7.350), se la base imponibile non supera euro 180.759,91; b) euro 6.000 (in luogo di euro 5.500), se la base imponibile supera euro 180.759,91 ma non euro 180.839,91; c) euro 4.000 (in luogo di euro 3.700), se la base imponibile supera euro 180.839,91 ma non euro 180.919,91; d) euro 2.000 (in luogo di euro 1.850), se la base imponibile supera euro 180.919,91 ma non euro 180.999,91; Viene, inoltre, disposto l`aumento dell`ulteriore deduzione prevista per le ditte individuali, le s.n.c., le s.a.s. ed i professionisti. Tale deduzione passa: - da 2.150 euro a 2.500 euro; - da 1.625 euro a 1.875 euro; - da 1.050 euro a 1.250 euro; - da 525 euro a 625 euro. 8. Applicabilità dell`imposta di bollo ai certificati penali (art. 1, comma 486) Con riferimento alla non applicabilità dell'imposta di bollo nel processo penale e nei processi in cui è dovuto il contributo unificato, viene prevista un`eccezione per i certificati penali che, quindi, per effetto della modifica apportata all`art. 18, comma 1, del D.P.R. n. 115 del 2002, sono soggetti a tale imposta. 9. Modifica dell`aliquota Iva per le prestazioni socio sanitarie rese da cooperative direttamente o in appalto (art. 1, comma 488, 489 e 490) Viene abrogata l`aliquota Iva del 4% per le prestazioni socio-sanitarie, educative, comprese quelle di assistenza domiciliare o ambulatoriale o in comunità e simili o ovunque rese da cooperative e loro consorzi, sia direttamente che in esecuzione di contratti di appalto e di convenzioni in generale, in favore degli anziani ed inabili adulti, di tossicodipendenti e malati di AIDS, degli handicappati psicofisici, dei minori, anche coinvolti in situazioni di disadattamento e di devianza. Al contempo, viene prevista l`aliquota Iva del 10% per le prestazioni socio sanitarie di cui ai numeri 18), 19), 20), 21) e 27-ter) dell`art. 10 del D.P.R. n. 633 del 1972, rese da cooperative sociali e loro consorzi in esecuzione di contratti di appalto e di convenzioni in favore dei soggetti disadattati indicati nello stesso numero 27-ter) (anziani ed inabili adulti, di tossicodipendenti e malati di AIDS, degli handicappati psicofisici, dei minori, anche coinvolti in situazioni di disadattamento e di devianza, migranti, donne vittime di violenza). Le nuove aliquote Iva si applicano ai contratti di stipulati dopo il 31 dicembre 2013. 10. Imposta sulle transazioni finanziarie (cosiddetta «Tobin tax») (art. 1, commi da 491 a 494) Viene introdotta un`imposta sulle transazioni finanziarie applicabile a: - azioni e altri strumenti finanziari partecipativi di cui all`art 2346 del codice civile, emessi da società residenti in Italia; - titoli rappresentativi dei predetti strumenti, indipendentemente dalla residenza del soggetto emittente. L`imposta si applica con aliquota dello 0,2% sul valore della transazione, intendendo per tale il valore del saldo netto delle transazioni regolate giornalmente relative al medesimo strumento finanziario e concluse nella stessa giornata operativa da un medesimo soggetto, ovvero il corrispettivo versato. Per le azioni negoziate in mercati regolamentati e sistemi multilaterali di negoziazione, l`aliquota dello 0,2% è ridotta alla metà. Viene introdotta, invece, un`imposta in misura fissa applicabile alle operazioni su strumenti finanziari derivati, inclusi «warrents», «covered warrents» e «certificates». Si veda, al riguardo, la seguente tabella: Valore nozionale del contratto (in migliaia di euro) Strumento finanziario 0-2,5 2,5-5 5-10 10-50 50-100 100-500 500-1.000 > 1.000 Contratti futures, certificates, covered warrants e contratti di opzione su rendimenti, misure o indici relativi ad azioni. 0,01875 0,0375 0,075 0,375 0,75 3,75 7,5 15 Contratti futures, warrants, certificates, covered warrants e contratti di opzione su azioni. 0,125 0,25 0,5 2,5 5 25 50 100 Contratti di scambio (swaps) su azioni e relativi rendimenti, indici o misure. Contratti a termine collegati ad azioni e relativi rendimenti, indici o misure. Contratti finanziari differenziali collegati alle azioni e ai relativi rendimenti, indici o misure. Qualsiasi altro titolo che comporta un regolamento in contanti determinato con riferimento alle azioni e ai relativi rendimenti, indici o misure. Le combinazioni di contratti o di titoli sopraindicati. 0,25 0,5 1 5 10 50 100 200 Per le operazioni che avvengono in mercati regolamentati e sistemi multilaterali di negoziazione, l`imposta in misura fissa è ridotta ad un quinto e potrà essere determinata con riferimento ad un contratto standard da stabilirsi con un Decreto del Ministro dell`Economia e delle Finanze. L`imposta sulle transazioni finanziarie di azioni ed altri strumenti finanziari partecipativi è dovuta dal soggetto a favore del quale avviene il trasferimento mentre quella su strumenti finanziari derivati è dovuta da ciascuna delle controparti. L`imposta sulle transazioni finanziarie nonché quella sui derivati è versata dalle banche, dalle società fiduciarie e dalle imprese di investimento abilitate all`esercizio professionale nei confronti del pubblico dei servizi e delle attività di investimento, nonché dagli altri soggetti che, comunque, intervengono nell`esecuzione delle predette operazioni, ivi compresi gli intermediari non residenti. Qualora nell`esecuzione dell`operazione intervengano più soggetti tra quelli indicati, l`imposta è versata da colui che riceve direttamente dall`acquirente o dalla controparte finale l`ordine di esecuzione. Negli altri casi l`imposta è versata dal contribuente. Circa i tempi di versamento, viene previsto che esso vada effettuato entro il giorno 16 del mese successivo al trasferimento della proprietà delle azioni, mentre, per i derivati, entro il giorno 16 del mese successivo a quello delle operazioni. Infine, vengono previste alcune ipotesi di inapplicabilità dell`imposta. 11. Limite alla deducibilità delle spese relative alle autovetture per imprese e lavoratori autonomi (art. 1, comma 501) A decorrere dal periodo d`imposta 2013, viene ridotta dal 27,5% al 20%, la percentuale di deducibilità dal reddito d`impresa e di lavoro autonomo delle spese e degli altri componenti negativi relativi alle autovetture, agli autocaravan, ai ciclomotori ed ai motocicli che non sono utilizzati, esclusivamente, come beni strumentali all`attività d`impresa. Al riguardo, si ricorda che già l`art. 4, commi 72 e 73, della L. 28 giugno 2012, n. 92, di Riforma del «Mercato del lavoro», aveva disposto la riduzione della percentuale di deducibilità dei costi relativi alle auto di imprese e professionisti, dal 40% al 27,5%. 12. Effetti del riallineamento dei valori civili e fiscali dei beni immateriali (art. 1, comma 502) Si ricorda che l`art. 23 del D.L. n. 98 del 2011, ha previsto la possibilità di riallineare i maggiori valori derivanti dall`avviamento e dalle altre attività immateriali imputate alle partecipazioni, pagando un`imposta sostitutiva del 16%. Gli effetti del riallineamento sarebbero dovuti decorrere dal periodo d`imposta successivo a quello in corso al 31 dicembre 2012. Per effetto della norma in esame, la decorrenza viene prorogata al periodo d`imposta successivo a quello in corso al 31 dicembre 2017. 13. Effetti del riallineamento dei valori civili e fiscali dei beni immateriali e modalità di pagamento dell`imposta sostitutiva (art. 1, commi 503, 504 e 505) Come noto, con l`art. 15 del D.L. n. 185 del 2008, era stato disposto il riallineamento - mediante il pagamento di una imposta sostitutiva - dei minori valori fiscali ai maggiori valori contabili dell`avviamento e delle altre attività immateriali iscritte in bilancio a seguito di conferimenti, fusioni e scissioni. Con l`art. 23 del D.L. n. 98 del 2011, è stato disposto il riallineamento - mediante il pagamento dell`imposta sostitutiva entro il 30 novembre 2011 - anche per le operazioni effettuate nei periodi d`imposta antecedenti al 2010. Con il D.L. n. 201 del 2011, sono stati, poi, riaperti i termini per l`affrancamento di tali valori immateriali, estendendo l`applicazione della normativa anche alle operazioni effettuate nel periodo d`imposta in corso al 31 dicembre 2011. Gli effetti del riallineamento sarebbero dovuti decorrere dal periodo d'imposta successivo a quello in corso al 31 dicembre 2014. Per effetto della norma in esame, la decorrenza viene prorogata al periodo d`imposta successivo a quello in corso al 31 dicembre 2019. Inoltre, sono state modificate le modalità di versamento dell`imposta sostitutiva: il versamento è, infatti, dovuto, anziché in 3 rate di pari importo, in un`unica rata da versare entro il termine di scadenza dei versamenti del saldo dell`imposta sui redditi del periodo d`imposta 2012. Al riguardo, sono previste norme di coordinamento dovute alla nuova modalità di pagamento dell`imposta sostitutiva in un`unica rata. 14. Imposta per le società e gli enti esercenti attività assicurativa (art. 1, comma 506) Vengono modificate le percentuali d`imposta che le società e gli enti esercenti attività assicurativa sono tenuti a versare sulle riserve matematiche dei rami vita iscritte nel bilancio dell'esercizio. La percentuale d`imposta è pari allo 0,50%, per il periodo d`imposta in corso al 31 dicembre 2012, ed allo 0,45%, per il periodo d`imposta successivo a quello in corso al 31 dicembre 2012. 15. Credito d`imposta per le società e gli enti esercenti attività assicurativa (art. 1, comma 507) Come noto, i crediti d`imposta derivanti dal pagamento dell`imposta sulle riserve matematiche dei rami vita iscritte nel bilancio dell`esercizio possono essere portati in compensazione o ceduti dalle società assicurative. Con la norma in esame, viene stabilito che nel 2013, se l`ammontare del credito d`imposta non ancora compensato o ceduto, aumentato dell`imposta da versare, eccede il 2,50% delle riserve matematiche dei rami vita iscritte nel bilancio dell`esercizio, l`imposta da versare per tale anno è ridotta in misura corrispondente; in ciascuno degli anni successivi tale percentuale è ridotta di 0,1 punti percentuali fino al 2024, ed è pari all`1,25% a partire dal 2025. 16. Redditi derivanti da contratti di assicurazione sulla vita (art. 1, comma 508) Con riferimento ai contratti di assicurazione sulla vita e di capitalizzazione, viene precisato che i redditi costituiti dalla differenza tra il valore della riserva matematica di ciascuna polizza alla data del 31 dicembre 2012, ed i premi versati, si considerano corrisposti a tale data. Su tali redditi la ritenuta deve essere applicata a titolo di imposta, ed è versata, nella misura del 60%, entro il 16 febbraio 2013; la residua parte deve essere versata, a partire dal 2014, in 4 rate annuali di pari importo, entro il 16 febbraio di ciascun anno. 17. Imposta di bollo su strumenti finanziari (art. 1, comma 509) La norma in questione modifica l`attuale regime dell`imposta di bollo sugli strumenti finanziari che, come noto, prevede un`imposizione su base proporzionale pari allo 0,1%, per il 2012, ed allo 0,15%, a decorrere dal 2013, con importo minimo pari a 34,2 euro, e massimo pari a 1.200 euro. Per effetto della modifica in esame, dal 2013, la misura massima su cui determinare l`imposta di bollo per gli strumenti finanziari è innalzata a 4.500 euro, qualora il cliente non sia una persona fisica. 18. Credito d`imposta sulle riserve matematiche dei rami vita (art. 1, comma 511) Per le imprese di assicurazione, viene stabilito che i crediti d`imposta derivanti dal versamento dell`imposta sulle riserve matematiche dei rami vita iscritte nel bilancio di esercizio sono compresi tra i crediti d`imposta ammessi alla copertura delle riserve tecniche, nonché tra gli attivi delle gestioni separate. 19. Rivalutazione dei redditi dominicali ed agrari (art. 1, comma 512) Ai fini della determinazione delle imposte sui redditi, viene disposta una rivalutazione del 15% applicabile ai redditi dominicale e agrario, per i periodi d`imposta 2013, 2014 e 2015. Per i terreni agricoli, nonché per quelli non coltivati, posseduti e condotti dai coltivatori diretti e dagli imprenditori agricoli professionali iscritti nella previdenza agricola, la rivalutazione è, invece, pari al 5%. Le predette rivalutazioni si applicano a decorrere dalla determinazione dell`acconto delle imposte sui redditi per l`anno 2013. 20. Tassazione per le società agricole (art. 1, commi 513 e 514) Con la norma in esame, vengono aboliti i seguenti regimi agevolativi per il settore agricolo: - l`art. 1, comma 1093, della L. n. 296 del 2006 (legge Finanziaria 2007), che prevedeva la possibilità per le società di persone, le società a responsabilità limitata e le società cooperative che rivestono la qualifica di società agricola, di optare per la determinazione catastale del reddito ai sensi dell`art. 32 del Tuir; - l`art. 1, comma 1094, della medesima L. n. 296 del 2006, che prevedeva la possibilità per le società di persone e le società a responsabilità limitata, costituite da imprenditori agricoli, che esercitano esclusivamente le attività dirette alla manipolazione, conservazione, trasformazione, commercializzazione e valorizzazione di prodotti agricoli ceduti dai soci, di determinare il reddito applicando all`ammontare dei ricavi il coefficiente di redditività del 25%. Al riguardo, viene disposto che le opzioni esercitate per tali regimi perdono efficacia con effetto dal periodo d`imposta successivo a quello in corso alla data del 31 dicembre 2014. Con Decreto del Ministro dell`Economia e delle Finanze potranno essere adottate misure transitorie della norma in esame. 21. Irap: Imprese e professionisti privi di «autonoma organizzazione» (art. 1, comma 515) A decorrere dal 2014, viene istituito un apposito fondo finalizzato ad escludere dall`ambito di applicazione dell`Irap, le persone fisiche esercenti le attività commerciali di cui all`art. 55 del Tuir, e le arti e professioni, che non si avvalgono di lavoratori dipendenti od assimilati e che impiegano, anche mediante locazione, beni strumentali il cui ammontare massimo sarà determinato con Decreto del Ministro dell`Economia e delle Finanze. In pratica, a decorrere dal 2014, saranno esclusi dall`ambito di applicazione dell`Irap i cosiddetti soggetti «privi di autonoma organizzazione». La dotazione annua del predetto fondo sarà di 198 milioni di euro per l`anno 2014, di 252 milioni di euro per l`anno 2015, e di 242 milioni di euro a decorrere dall`anno 2016. 22. Disposizioni relative all`imposta sul valore degli immobili situati all`estero ed all`imposta sul valore delle attività finanziarie detenute all`estero (art. 1, commi 518 e 519) Con le norme in esame viene disposto il differimento al 2012 dell`istituzione: - dell`imposta sul valore degli immobili situati all'estero, di cui all`art. 19, comma 13, del D.L. 6 dicembre 2012, n. 201, convertito, con modificazioni, dalla L. 22 dicembre 2011, n. 214 (cosiddetto «Decreto Salva Italia»); - dell`imposta sul valore delle attività finanziarie detenute all`estero, di cui all`art. 19, comma 18, del medesimo D.L. n. 201 del 2011. A seguito di tale differimento viene previsto che i versamenti relativi alle suddette imposte effettuati per l`anno 2011, si considerano eseguiti in acconto per l`anno 2012. 23. Iva: servizio di gestione individuale di portafogli (art. 1, commi 520 e 521) Con la norma in esame, viene prevista la non esenzione ai fini Iva, oltre che della custodia e della amministrazione dei titoli, anche del servizio di gestione individuale di portafogli. Il nuovo regime Iva, si applica alle operazioni effettuate a partire dal 1° gennaio 2013. 24. Erogazioni volontarie al Fondo per l`ammortamento dei titoli di Stato (art. 1, comma 524) Per i soggetti passivi Irpef ed Ires, viene introdotta la detrazione d`imposta del 19%, per le erogazioni volontarie al Fondo per l`ammortamento dei titoli di Stato di cui all`art. 45 del D.P.R. n. 398 del 2003. 25. Detrazioni Irpef per carichi di famiglia per i soggetti non residenti (art. 1, comma 526) Per i soggetti non residenti, le detrazioni Irpef per carichi di famiglia, di cui all`art. 12 del Tuir, vengono prorogati anche per l`anno 2013. Al riguardo, viene disposto che la detrazione relativa all`anno 2013 non rileva ai fini della determinazione dell`acconto Irpef per l`anno 2014. 26. Annullamento crediti iscritti a ruolo (art. 1, commi 527 e 528) Dal 1° luglio 2013, i crediti di importo fino a 2.000 euro, comprensivo di capitale, interessi per ritardata iscrizione a ruolo e sanzioni, iscritti in ruoli resi esecutivi fino al 31 dicembre 1999, sono automaticamente annullati. Per i crediti diversi da quelli di cui sopra, iscritti in ruoli resi esecutivi fino al 31 dicembre 1999, l`agente della riscossione deve provvedere, anche in via telematica, a darne notizia all`ente creditore. 27. Istituzione del «Comitato di indirizzo e verifica dell`attività di riscossione mediante ruolo» (art. 1, commi da 531 a 533) Viene istituito il «Comitato di indirizzo e verifica dell`attività di riscossione mediante ruolo». Tale Comitato avrà il compito di elaborare, annualmente, criteri: - di individuazione delle categorie dei crediti oggetto di recupero coattivo e linee guida a carattere generale per lo svolgimento mirato e selettivo dell`azione di riscossione che tenga conto della capacità operativa degli agenti della riscossione e dell`economicità della stessa azione; - di controllo dell`attività svolta sulla base delle indicazioni impartite. 28. Disposizioni in materia di riscossione dei tributi (art. 1, commi da 537 a 544) Le norme in esame introducono nuove procedure di riscossione dei tributi a partire dal 1° gennaio 2013. Infatti, dal 2013, gli enti e le società incaricate per la riscossione dei tributi, saranno tenuti a sospendere, immediatamente, ogni ulteriore iniziativa finalizzata alla riscossione delle somme iscritte a ruolo, a seguito della presentazione di una apposita dichiarazione da parte del debitore, limitatamente alle partite relative agli atti espressamente indicati dal debitore in tale dichiarazione. A tal fine, entro 90 giorni dalla notifica, da parte del concessionario della riscossione, del primo atto di riscossione utile o di un atto della procedura cautelare od esecutiva eventualmente intrapresa dal concessionario, il contribuente potrà presentare al concessionario per la riscossione una dichiarazione - anche con modalità telematiche - con la quale venga documentato che gli atti emessi dall`ente creditore prima della formazione del ruolo, ovvero la successiva cartella di pagamento o l`avviso per i quali si procede, sono stati interessati: a) da prescrizione o decadenza del diritto di credito sotteso, intervenuta in data antecedente a quella in cui il ruolo è reso esecutivo; b) da un provvedimento di sgravio emesso dall`ente creditore; c) da una sospensione amministrativa comunque concessa dall`ente creditore; d) da una sospensione giudiziale, oppure da una sentenza che abbia annullato, in tutto od in parte, la pretesa dell`ente creditore, emesse in un giudizio al quale il concessionario per la riscossione non ha preso parte; e) da un pagamento effettuato, riconducibile al ruolo in oggetto, in data antecedente alla formazione del ruolo stesso, in favore dell`ente creditore; f) da qualsiasi altra causa di non esigibilità del credito sotteso. Entro i successivi 10 giorni dalla data di presentazione della dichiarazione da parte del debitore, il concessionario della riscossione dovrà trasmettere all`ente creditore la dichiarazione presentata dal debitore e la documentazione allegata al fine di avere conferma dell`esistenza delle ragioni del debitore ed ottenere, in caso affermativo, la sollecita trasmissione della sospensione o dello sgravio direttamente sui propri sistemi informativi. Decorsi ulteriori 60 giorni, l`ente creditore dovrà confermare al debitore la correttezza della documentazione prodotta ed a provvedere a trasmettere, in via telematica, al concessionario della riscossione il conseguente provvedimento di sospensione o sgravio, ovvero ad avvertire il medesimo debitore dell`inidoneità di tale documentazione a mantenere sospesa la riscossione, dandone immediata notizia al concessionario della riscossione per la ripresa dell`attività di recupero del credito iscritto a ruolo. In caso di mancato invio, da parte dell`ente creditore, della comunicazione di conferma al debitore e di mancata trasmissione dei conseguenti flussi informativi al concessionario della riscossione, trascorso il termine di 220 giorni dalla data di presentazione della dichiarazione da parte del debitore allo stesso concessionario della riscossione, le partite iscritte a ruolo sono annullate di diritto ed il concessionario viene automaticamente scaricato dei relativi ruoli. Contestualmente, vengono eliminati dalle scritture patrimoniali dell`ente creditore i corrispondenti importi. Qualora il contribuente produca documentazione falsa - ferma restando la responsabilità penale - si applica la sanzione amministrativa dal 100% al 200% dell`ammontare delle somme dovute, con un importo minimo di 258 euro. Infine, in tutti i casi di riscossione coattiva di debiti di importo fino a 1.000 euro, intrapresa successivamente al 1° gennaio 2013, salvo il caso in cui l`ente creditore abbia notificato al debitore la comunicazione di inidoneità della documentazione, non si procede alle azioni cautelari ed esecutive prima del decorso di 120 giorni dall`invio di una comunicazione contenente il dettaglio delle iscrizioni a ruolo. 29. Addizionale regionale all`Irpef (art. 1, comma 555) La norma in esame proroga dal 2013 al 2014, la possibilità concessa alle Regioni di introdurre all`addizionale regionale all`Irpef proprie detrazioni in favore delle famiglie. DISPOSIZIONI IN MATERIA DI LEGISLAZIONE D`IMPRESA 1. Ente risi (art. 1, comma 269) La disposizione interviene sull`articolo 12 del decreto legge 6 luglio 2012, n. 95, convertito, con modificazioni, dalla legge 7 agosto 2012, n. 135, eliminando il riferimento, di cui ai commi 2 e 3, all`Ente risi. All`esito della modifica viene quindi meno l`attribuzione all`Ente risi delle competenze del soppresso INRAN in materia di sementi elette, e, conseguentemente, anche il previsto trasferimento di risorse umane, strumentali e finanziarie aggiuntive. 2. Concessioni e locazioni di immobili del demanio (art. 1, comma 308) In caso di concessioni o locazioni relative a beni immobili di proprietà dello Stato e finalizzate alla riqualificazione e riconversione dei medesimi beni tramite interventi di recupero, restauro e ristrutturazione, ivi inclusa la possibilità di nuove destinazioni d`uso per lo svolgimento di attività economiche o attività di servizio per i cittadini, le disposizioni in esame introducono un nuovo comma 4-bis all`art. 3-bis D.L. 351/2001 ai sensi del quale, alla scadenza delle medesime, l`Agenzia del demanio, verificato il raggiungimento delle predette finalità, può riconoscere ai concessionari/locatari un diritto di prelazione per l`acquisto a prezzo di mercato dei beni medesimi, salvo che non sussistano diverse esigenze di utilizzo per fini istituzionali. 3. Istituzione rivendite generi di monopolio (art. 1, comma 407) La disposizione riapre il termine per l`emanazione di un regolamento del Ministro dell`economia e delle finanze sulle rivendite di generi di monopolio e modifica la procedura di emanazione del medesimo regolamento. Quest`ultimo concerne le modalità per l`istituzione di rivendite, ordinarie e speciali, di generi di monopolio, nonché per il rilascio ed il rinnovo del patentino. Il termine, scaduto il 31 dicembre 2011, viene ora posto al 31 marzo 2013. Riguardo alla procedura di emanazione, non è più previsto il coinvolgimento con il Ministero della salute. 4. Trasparenza dell`attività amministrativa in materia di appalti (art. 1, comma 418) Con riferimento ai procedimenti di scelta del contraente per l'affidamento di lavori, forniture e servizi, anche per quanto riguarda le modalità di selezione prescelta ai sensi del codice dei contratti pubblici, le stazioni appaltanti sono in ogni caso tenute a pubblicare nei propri siti web istituzionali alcuni dati. In sede di prima applicazione, viene prorogato al 31 marzo il termine per la pubblicazione di tali informazioni, relative all`anno precedente, in tabelle riassuntive liberamente scaricabili in un formato digitale standard aperto. Di conseguenza, viene prorogato al 30 giugno 2013 anche il termine entro cui l'Autorità per la vigilanza sui contratti pubblici di lavori, servizi e forniture deve trasmettere alla Corte dei conti l'elenco delle amministrazioni che non hanno adempiuto al suddetto obbligo. DISPOSIZIONI IN MATERIA DI TURISMO 1. Professioni turistiche (art. 1, comma 393) Viene prorogato dal 31 dicembre 2012 al 30 giugno 2013 - esclusivamente per le «professioni turistiche» - il termine entro cui il Governo, nell`ambito del processo di liberalizzazione delle attività economiche e riduzione degli oneri amministrativi sulle imprese, è autorizzato ad adottare regolamenti per individuare le attività per le quali permane l'atto preventivo di assenso dell'amministrazione, e disciplinare conseguentemente i requisiti per l'esercizio delle attività economiche, nonché i termini e le modalità per l'esercizio dei poteri di controllo dell'amministrazione. Le «professioni turistiche», nella definizione adottata dal Decreto Legislativo 23 maggio 2011 n.79 all`art. 6, sono «quelle attività, aventi ad oggetto la prestazione di servizi di promozione dell'attività turistica, nonché servizi di ospitalità, assistenza, accompagnamento e guida, diretti a consentire ai turisti la migliore fruizione del viaggio e della vacanza, anche sotto il profilo della conoscenza dei luoghi visitati». 2. Proroga concessioni demaniali (art. 1, comma 547) La norma integra l`elenco dei beni demaniali per i quali è prevista la revisione del quadro normativo in materia di rilascio delle concessioni, nelle more della quale è stato prorogato il termine di durata delle concessioni in essere al 30 dicembre 2009. La previsione viene quindi estesa anche ai beni demaniali lacuali e fluviali. Viene altresì estesa la finalità dei beni demaniali presi in considerazione, inserendo, accanto a quella turistico ricreativa, anche quella sportiva nonché i beni demaniali destinati a porti turistici, approdi e punti di ormeggio dedicati alla nautica da diporto. Per il combinato disposto del comma in esame con quanto normato all`art. 34 duodecies del decreto legge 18 ottobre 2012 n. 179 «ulteriori misure urgenti per la crescita del Paese» - convertito con Legge 17 dicembre 2012 n. 221 - il complesso delle concessioni dei summenzionati beni demaniali, che erano in essere al 30 dicembre 2009 con scadenza fissata entro il 31 dicembre 2015, vede prorogata la scadenza al 31 dicembre 2020. DISPOSIZIONI IN MATERIA DI LAVORO 1. Disposizioni in materia di sostegno alla maternità e paternità (art. 1, comma 339) Il comma apporta le seguenti modifiche all`art. 32 del D. Lgs. n. 151/2001: - viene consentita la fruizione del congedo parentale anche ad ore, prevedendo, tuttavia, che spetti alla contrattazione collettiva stabilirne le modalità di fruizione, nonché i criteri di calcolo della base oraria e l`equiparazione di un determinato monte ore alla singola giornata lavorativa; - è previsto che per poter fruire del congedo parentale il genitore, oltre a dover dare un preavviso di almeno 15 giorni al datore di lavoro, debba indicare l`inizio e la fine del periodo di congedo medesimo; - viene introdotta, durante il periodo di congedo, la possibilità che il lavoratore e il datore di lavoro concordino adeguate misure di ripresa dell`attività lavorativa, tenendo conto di quanto eventualmente previsto dalla contrattazione collettiva. 2. Proroga valutazione dei rischi - procedure standardizzate (art. 1, comma 338) Il comma rimanda all` apposita tabella 2 allegata il differimento al 30 giugno di alcune disposizioni e regimi giuridici in essa contenuti. Tra questi si segnala che viene prorogato dal 31 dicembre 2012 al 30 giugno 2013 il termine di cui al comma 5 art. 29 del d.lgs. 81/08 entro il quale le imprese che occupano fino a 10 lavoratori possono continuare ad autocertificare l`avvenuta effettuazione della valutazione dei rischi per la salute e la sicurezza sul lavoro, dilazionando in tal modo i tempi per l`implementazione delle procedure standardizzate. Si evidenzia in proposito come il differimento del termine sia stato fortemente voluto e sollecitato con numerose azioni da parte della Confederazione, anche al fine di scongiurare il rischio che i datori di lavoro che fino al 31 dicembre 2012 potevano autocertificare la valutazione dei rischi, dal 1° gennaio p.v. fossero obbligati ad elaborare il documento di valutazione dei rischi nelle modalità ordinarie, considerato che le procedure standardizzate entreranno formalmente in vigore a decorrere dal 4 febbraio 2013. 3. Lotta ai falsi invalidi (art.1 comma 109) L`INPS, nel periodo 2013-2015, dovrà realizzare un piano straordinario di 150.000 ulteriori verifiche annue della permanenza dei requisiti sanitari e reddituali nei confronti dei titolari di invalidità civile. Le risorse derivanti dalla disposizione sono destinate ad incrementare il Fondo per le non autosufficienze sino alla concorrenza di 40 milioni. 4. INAIL (art.1 comma 111) Per garantire la tutela degli infortunati sul lavoro e di coloro che hanno contratto malattie professionali, il personale sanitario dell`INAIL è escluso dalle riduzioni di organico previste. 5. Trasmissione CUD in via telematica (art.1 comma 114) A decorrere dal 2013 l`INPS invierà il CUD in via telematica. Gli interessati potranno chiedere la trasmissione della certificazione anche in forma cartacea. 6. Lavoratori esodati ( art.1 commi da 231 a 237 ) Viene ampliata la platea dei salvaguardati che maturano i requisiti pensionistici dopo il 31.12.2011, per i quali non troveranno applicazione le norme introdotte in materia con il decreto-legge Salva Italia. I nuovi soggetti tutelati sono: a) i lavoratori cessati dal lavoro entro il 30.9.2012 e collocati in mobilità ordinaria o in deroga a seguito di accordi, (governativi o non), stipulati entro il 31.12.2011 e che abbiano perfezionato i requisiti per il pensionamento entro il periodo di fruizione della mobilità o durante il periodo di mobilità in deroga ed in ogni caso entro il 31.12.2014; b) i lavoratori autorizzati ai versamenti volontari entro il 4.12.2011 con almeno un contributo volontario accreditato al 6.12.2011, ancorché abbiano svolto qualsiasi attività lavorativa non riconducibile al lavoro dipendente a tempo indeterminato dopo l`autorizzazione alla prosecuzione volontaria. Tali soggetti saranno ricompresi nella deroga al verificarsi delle seguenti condizioni: - dopo il 4.12.2011 abbiano conseguito un reddito lordo annuo per le predette attività lavorative non superiore a 7.500 euro; - perfezionino i requisiti pensionistici entro il 6.12.2014; c) i lavoratori dipendenti che abbiano risolto il rapporto di lavoro entro il 30.6.2012 in base ad accordi individuali o ad accordi collettivi di incentivo all`esodo stipulati alle Organizzazioni sindacali comparativamente più rappresentative a livello nazionale entro il 31.12.2011 e successivamente abbiano svolto un`altra attività lavorativa. Tali soggetti saranno ricompresi a condizione che l`attività svolta non sia riconducibile ad un rapporto di lavoro a tempo indeterminato e che non abbia generato un reddito lordo superiore a 7.500 euro l`anno; inoltre debbono perfezionino i requisiti pensionistici entro il 6.12.2014; d) i lavoratori autorizzati ai versamenti volontari entro il 4.12.2011 e collocati in mobilità ordinaria alla predetta data, che verseranno la contribuzione volontaria al termine della fruizione della mobilità. Ciò a condizione che perfezionino i requisiti pensionistici entro il 6.12.2014. Con Decreto interministeriale, da adottare, previo parere parlamentare, entro 60 giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge, saranno emanate le disposizioni attuative. L`INPS ha il compito di effettuarne il relativo monitoraggio. L`agevolazione è concessa entro i seguenti limiti di spesa: 64 milioni per il 2013,134 milioni per il 2014, 135 milioni per il 2015, 107 milioni per il 2016, 46 milioni per il 2017, 30 milioni per il 2018, 28 milioni per il 2019 e 10 milioni per il 2020. Qualora, in sede di monitoraggio vengano accertate a consuntivo eventuali economie rispetto agli oneri programmati a legislazione vigente (pari a 9,22 miliardi di euro per gli anni 2013-2020) per la tutela dei salvaguardati da precedenti provvedimenti di legge, tali economie sono destinate ad alimentare il Fondo, istituito presso il Ministero del lavoro, per tutelare i lavoratori in questione, alimentato con 36 milioni di euro per il 2013 e con gli eventuali risparmi sopraindicati. Per il 2014 la rivalutazione automatica delle pensioni di importo superiore a sei volte il trattamento minimo (nel 2012 pari a circa 2.900 euro mensili) non è riconosciuta. Entro il 30 settembre 2013, il Governo, qualora sulla base dei dati INPS risulti la disponibilità di risorse, può rivedere tale disposizione. Ogni sei mesi il Governo verifica la situazione dei lavoratori esodati per individuare idonee misure di tutela, anche mediante le risorse del citato Fondo, ivi compresi gli strumenti di politiche attive del lavoro. 7. Ricongiunzioni periodi assicurativi (art.1, commi da 238 a 249) Viene modificata la normativa che dall`1.7.2010 aveva disposto la ricongiunzione dei periodi assicurativi versati in più forme assicurative obbligatorie (ad es. ex Inpdap), non più in forma gratuita ma a titolo oneroso. Gli iscritti a due o più forme di assicurazione pensionistica obbligatoria che non siano già pensionati in una delle predette forme possono cumulare i periodi assicurativi non coincidenti per perseguire un unico trattamento pensionistico, qualora non siano in possesso dei requisiti richiesti per il diritto alla pensione stessa. Tale facoltà può essere esercitata solo per ottenere la pensione di vecchiaia con i requisiti anagrafici e contributivi previsti dal D.L.201/2011, convertito nella legge 214/2011 (nel 2013 per le lavoratrici dipendenti del settore privato 62 anni e 3 mesi e 20 anni di contributi; 63 anni e 9 mesi e 20 anni di contributi per le lavoratrici autonome e 66 anni e 3 mesi e 20 anni di contributi per i lavoratori autonomi), nonché per i trattamenti di inabilità ed ai superstiti di assicurato deceduto prima di aver acquisito il diritto al pensionamento (comma 239). La pensione di vecchiaia è conseguita al raggiungimento dei requisiti anagrafici e contributivi più elevati fra quelli previsti nell`ambito delle diverse gestioni in cui sussistono versamenti contributivi, a prescindere dai requisiti prescritti nell`ultima gestione previdenziale cui è assicurato l`interessato. Tale possibilità deve interessare tutti i periodi contributivi accreditati presso le diverse gestioni. Per i soggetti iscritti a due o più forme di assicurazione pensionistica obbligatoria il trattamento di inabilità è liquidato considerando l`intera contribuzione maturata nelle gestioni interessate, anche se i predetti soggetti abbiano già maturato requisiti contributivi per il trattamento di inabilità in una delle diverse gestioni. La pensione di inabilità ed ai superstiti è conseguita mediante la totalizzazione dei periodi contributivi. In ogni caso, le gestioni interessate corrispondono pro-quota l`importo pensionistico di propria competenza e l`importo del trattamento sarà, quindi, calcolato sulla base delle rispettive retribuzioni di riferimento. In sostanza, si introduce una sorta di totalizzazione che, anziché essere calcolata con il sistema di calcolo contributivo, sarà computata con quello retributivo. Ai fini dell`anzianità contributiva da considerare per l`applicazione del sistema di calcolo pensionistico, si computano tutti i periodi assicurativi non coincidenti, fermo restando che dall`1.1.2012 la quota di pensione è calcolata con il sistema contributivo. Con l`introduzione di una clausola di salvaguardia, viene previsto che per le ricongiunzioni inerenti i lavoratori con più periodi assicurativi che abbiano presentato domanda a decorrere dall`1.7.2010 senza aver ottenuto la liquidazione del trattamento pensionistico, è possibile chiedere il recesso e la restituzione degli importi versati, comunque non oltre un anno dalla data di entrata in vigore della presente legge. I titolari di più periodi assicurativi che consentono l`accesso al pensionamento previsto al precedente comma 239, qualora abbiano raggiunto i requisiti pensionistici per la pensione di vecchiaia con iter amministrativo della domanda non ancora concluso, possono rinunciare alla totalizzazione ed accedere al pensionamento mediante le disposizioni indicate al citato comma 239. La norma è compensata mediante una riduzione del Fondo per il finanziamento di sgravi contributivi per incentivare la contrattazione di II° livello (legge 247/2007 art,1, comma 68) pari a 32 milioni di euro per il 2013, 43 milioni per il 2014, 51 milioni per il 2015 , 67 milioni per il 2016, 88 milioni per il 2017, 94 milioni per il 2018, 106 milioni per il 2019, 121 milioni per il 2020, 140 milioni per il 2021 e 157 milioni a decorrere dal 2022. 8. Mini AspI (art.1, comma 250) Ai fini della durata della Mini AspI non sono computati i periodi contributivi che hanno già dato luogo all`erogazione della prestazione. Viene abrogata la norma (art.2, comma 15, della legge 92/2012) che prevedeva che l`indennità fosse sospesa d'ufficio fino ad un massimo di 6 mesi in caso di nuova occupazione con contratto di lavoro subordinato. Inoltre, al termine di un periodo di sospensione di durata inferiore a 6 mesi, l`indennità riprendeva a decorrere dal momento di inizio della sospensione. 9. ASpI (art.1, comma 250) Viene integrata la normativa dell`ASpI, prevedendo per tale prestazione, qualora applicabili, le disposizioni già in vigore per l`indennità di disoccupazione ordinaria non agricola. 10. Incentivi occupazione giovanile e delle donne (art.1, comma 250) Resta confermato il decreto ministeriale 5.10.2012 sugli incentivi all`occupazione giovanile e delle donne. 11. Contributo licenziamento (art.1, comma 250) In tutti i casi, intervenuti dal 1º gennaio 2013, di interruzione di un rapporto di lavoro a tempo indeterminato per causa diversa dalle dimissioni, è dovuta, a carico del datore di lavoro, una somma pari al 41% del massimale mensile di ASpI per ogni 12 mesi di anzianità aziendale negli ultimi 3 anni, in luogo del 50% che era stato introdotto dalla Legge n. 92/2012. Nel computo della predetta anzianità sono compresi i periodi di lavoro con contratto diverso da quello a tempo determinato, se il rapporto è proseguito senza soluzione di continuità o se comunque si è dato luogo alla restituzione del contributo. 12. Ammortizzatori in deroga (art.1, comma 252) La riprogrammazione dei fondi cofinanziati dai fondi strutturali europei 2007-2013 oggetto del Piano di Azione e Coesione può prevedere il finanziamento di ammortizzatori sociali in deroga in tutte le Regioni e non solo in quelle meridionali. 13. Rifinanziamento ammortizzatori sociali in deroga (art.1, comma 254 e 255) Lo stanziamento iniziale per gli ammortizzatori sociali in deroga è stato incrementato di 200 milioni di euro per il 2013. Tale stanziamento è compensato mediante la riduzione di 118 milioni per il 2013 del Fondo per il finanziamento di sgravi contributivi per incentivare la contrattazione di II° livello nonché dal versamento, da parte dell`Inps, di 82 milioni di euro derivanti dal gettito del contributo dello 0.30% versato all`Istituto (art.25 legge 845/1978 - Fondo di rotazione), ad esclusione delle somme destinate al finanziamento dei fondi interprofessionali per la formazione continua. Entro il 30 aprile 2013, qualora sulla base del monitoraggio dell`andamento degli ammortizzatori sociali in deroga emerga uno stanziamento insufficiente, il Ministro del lavoro convoca le organizzazioni sindacali e datoriali comparativamente più rappresentative a livello nazionale per individuare ulteriori iniziative. Ad ulteriore salvaguardia, il Ministro del lavoro, sentite le predette parti sociali, può disporre, in via eccezionale, con apposito decreto, che le risorse derivanti dal 50% del predetto contributo dello 0,30% (art.25 legge 845/1978) per il periodo 1° luglio 2013-31 dicembre2013 siano destinate al rifinanziamento degli ammortizzatori sociali in deroga. 14. Contratti di solidarietà (art.1, comma 256) Viene prorogato per l'anno 2013 e nel limite di 60 milioni di euro il trattamento di integrazione salariale per i contratti di solidarieta'. 15. Fondo nazionale per la non autosufficienza (art.1, comma 272) Per il 2013 è autorizzata la spesa di 200 milioni, ivi inclusi gli interventi a sostegno delle persone affette da sclerosi laterale amiotrofica (sla). 16. Proroghe a 24 mesi della CIGS (art. 1, comma 405) Anche per il 2013 è previsto il rifinanziamento delle proroghe a 24 mesi della CIGS per cessazione di attività. 17. Ammortizzatori sociali in deroga (art. 1, comma 388 - tab. 2 n.29) La possibilità di emanare, mediante decreto ministeriale, norme in materia di ammortizzatori sociali in deroga è prorogata al 30.6.2013 18. Incremento produttività del lavoro (art. 1, commi 481 e 482) Viene previsto lo stanziamento di 950 milioni di euro per il 2013 e di 400 milioni per il 2014 per le misure volte all`incremento della produttività del lavoro. L`effettiva operatività e, quindi, la disponibilità delle risorse stanziate è, tuttavia, subordinata all`emanazione di un apposito decreto entro il 15 gennaio 2013. Decorso inutilmente tale termine il Governo promuove un`iniziativa legislativa per destinare tali risorse a diverse politiche per l`incremento della produttività nonché per il rafforzamento del sistema dei confidi per migliorare l`accesso al credito delle PMI e per aumentare le risorse del fondo di garanzia delle PMI. Per la medesima finalità sono stanziate risorse anche per il 2014 e il 2015. Il relativo onere non può essere superiore a 600 milioni per il 2014 ed a 200 milioni di euro per il 2015, il termine per l`emanazione dei relativi decreti è fissato al 15 gennaio 2014.

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