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La CNA provinciale attacca i panificatori di Piazza Armerina

Enna, 20/03/2010 - «Pur condividendo il disagio e le difficoltà che attraversa la categoria dei panificatori in tutta la provincia, riteniamo che la forma di protesta che autonomamente Confcommercio e i panificatori di Piazza Armerina hanno voluto intraprendere, non solo non risolva il problema, ma produce nuovi danni alle imprese», dichiarano unanimemente Tonino Palma Presidente Prov/le della CNA e Angelo Tirrito Presidente Provinciale dell’Associazione dei Panificatori,. «Siamo altresì sorpresi che su un tema così delicato non siano state adeguatamente coinvolte le organizzazioni provinciali che associano la maggior parte dei panificatori e che da tempo svolgono, ottenendo risultati concreti, attività di salvaguardia e di tutela della categoria, anche attraverso iniziative di contrasto verso quelle imprese che mettono in atto azioni di concorrenza sleale. Non basta sicuramente invitare all’ultimo minuto il rappresentante locale della CNA per impegnare l’organizzazione e coinvolgerla in dichiarazioni non condivise né condivisibili. La CNA e l’Associazione dei Panificatori hanno sempre condannato la vendita del Pane ad 1 Euro, da chiunque fatta, giustificandone anche in maniera puntuale e precisa i motivi. Lo abbiamo fatto in diverse occasioni, dal mercato del contadino alla riunione con i Sindaci di tutta la provincia svolta presso la CCIAA di Enna, dalle riunioni con le Associazioni dei Consumatori a quelle con gli Organi Competenti in materia di Antitrust e abbiamo promosso diversi incontri con la categoria, siamo usciti con diversi articoli e abbiamo partecipato ad uno specifico Forum fatto da una testata giornalistica provinciale riuscendo a mettere in luce le ragioni delle nostre imprese e scoraggiando quanti mettevano in atto azioni diffamatorie contro i panificatori corretti e il loro operato. Comprendiamo e condividiamo i problemi della categoria, che non riguardano purtroppo solo i Panificatori di Piazza Armerina, che hanno tutta la nostra solidarietà e il nostro sostegno. Anche in altri momenti di crisi abbiamo sostenuto ed affiancato la categoria sino alla risoluzione dei problemi, ma fare una protesta penalizzando se stessi non può essere considerata una forma di lotta conducente, se da una parte ci lamentiamo che con la liberalizzazione delle licenze, sono aumentati i problemi, dall’altra non possiamo dimenticare che vige il libero mercato, che non si può fare cartello, che non si possono concordare prezzi e ogni azienda determina il prezzo in base ai propri costi aziendali. Già con le nostre azioni siamo riusciti ad arginare fenomeni dilaganti che penalizzavano le nostre imprese, abbiamo raggiunto intese anche con Panifici Industriali e, senza necessariamente fissare prezzi, siamo tuttavia riusciti ad ottenere politiche di marketing non eccessivamente aggressive nei confronti dei nostri panificatori e questo ha consentito di evitare danni maggiori e di salvaguardare la categoria. Noi continueremo sicuramente a denunciare (come abbiamo sempre fatto) i panificatori che vendono sotto costo e che minacciano così anche la salvaguardia dei consumatori, in quanto a fronte di costi troppo bassi, a volte, si sacrificano sia la qualità dei prodotti che l’igienicità degli stessi. Inoltre dagli studi da noi effettuati riteniamo che sia impossibile giustificare la copertura dei costi sostenuti se si vende il pane ad 1 Euro, come è difficile, senza destare sospetto, convincere gli organi di controllo che con questo prezzo possano essere regolarmente corrisposti salari ed contributi per i propri dipendenti, pertanto la battaglia da fare non è quella di rincorrere gli altri in atteggiamenti sbagliati, semmai affermare la legalità e la corretta valutazione dei costi aziendali, intraprendere un corretto e leale rapporto con la concorrenza, anche con i panifici industriali, che quando interpellati, si sono mostrati sensibili alle istanze della categoria dei panificatori. Il muro contro muro a volte non produce benefici effetti, semmai il primo tentativo deve essere quello del confronto e del dialogo, se così non si ottiene nulla allora si studieranno azioni più concrete. Bisogna sicuramente continuare a combattere la concorrenza sleale e i comportamenti scorretti ma è necessario impegnarsi anche per il riconoscimento e la tutela della specificità dei nostri prodotti, esaltarne la qualità, in modo da ottenere maggiore spazi di mercato, garantendo altresì i consumatori. Vendere il pane ad 1 Euro significa danneggiare se stessi e non risolvere il problema, incentivare l’acquisto del pane dai Panificatori va fatto con altri mezzi che la CNA e l’Associazione predicano in continuazione, invitiamo pertanto i panificatori di Piazza Armerina a non lasciarsi prendere dalla foga pensando di aver trovato la soluzione al problema attraverso la vendita del pane ad 1 Euro, ma li invitiamo a ridiscutere assieme a noi su quali devono essere le iniziative necessarie per giungere a risultati concreti evitando fughe in avanti dannose per loro stessi e che potrebbero favorire altri che hanno tutto l’interesse a dividere la categoria e a speculare su questioni che sono estremamente serie e di vitale importanza».

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