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Prestifilippo risponde a Pecorino

Enna, 31/03/2010 - Nuovo capitolo della dura battaglia che si sta combattendo tra la Confcommercio e il panificio industriale “Valle del Dittaino”. Il Presidente provinciale Confcommercio Maurizio Prestifilippo torna a ribadire la corretta politica adottata dal sindacato dei commercianti, che si è immediatamente schierato al fianco dei panificatori di Piazza Armerina interpretandone i problemi e i disagi. Prestifilippo non perde l’occasione per replicare alle dichiarazioni rilasciate nei giorni scorsi dal Presidente della Cooperativa Valle del Dittaino Biagio Pecorino (nella foto), ma contemporaneamente invita adesso l’Associazione dei panificatori e la CNA a sedersi attorno al tavolo delle trattative per affrontare e risolvere i problemi dei panificatori artigianali di Piazza Armerina. Un invito al dialogo che vuole segnare la parola fine alle sterili polemiche tra Confcommercio e il panificio industriale.
Di seguito riportiamo integralmente la nota a firma del Presidente provinciale Confcommercio Maurizio Prestifilippo:


Pecorino? Chi era costui? Se lo sono chiesto in molti, nei giorni scorsi, quando il Presidente della Cooperativa Valle del Dittaino, di ritorno da un viaggio negli Stati Uniti (lui, da frequent flyer, ha detto negli Usa) ha scoperto che in sua assenza era scoppiata la grana dei panificatori piazzesi, i quali avevano portato il pane a 1 euro al chilo, per protestare principalmente contro la politica aggressiva del panificio industriale di Dittaino.
Il professore (tale pare infatti che sia) Biagio Pecorino, piccolo Prodi della Valle del Dittaino, si è subito premurato a rimettere le cose a posto. Ha accusato il colpo per un aggettivo, “laconico”, impiegato per descrivere il suo comportamento nel corso di una riunione, voluta da Confcommercio, dalla Associazione dei panificatori e dalla Cna, alla quale erano stati invitati, la Confindustria di Enna e i rappresentanti dei maggiori supermercati operanti nella provincia. A quella riunione il professore Pecorino si era presentato forse delegato dal Presidente degli industriali, Nino Grippaldi, invitato nella doppia veste di amministratore del panificio e di Presidente degli industriali, ma che per imprevisti impegni aveva disertato la riunione della quale lui stesso aveva fissato la data.
Laconico, perché? Perché, come a molti mesi di distanza Pecorino fa comprendere, in quella sede non capì le istanze di collaborazione sinergica che i sindacati proponevano per tutelare il pane artigianale come prodotto tipico di una cultura strettamente legata ai luoghi della produzione. Cioè esattamente quello che il professore oggi dice di voler fare, ma con esclusivo riferimento al pane prodotto dal suo panificio. Laconico perché Pecorino, paradossalmente, attaccò, in quella riunione, i panificatori artigianali, sostenendo che essi non pagano correttamente i loro dipendenti, hanno scarsa considerazione delle norme igieniche, non hanno consapevolezza scientifica delle materie prime che utilizzano, non praticano correttamente le politiche dei prezzi ecc. ecc. ecc.
Tutti difetti che naturalmente il suo panificio industriale non ha. Concluse il suo (ahimè … laconico!) intervento, sostenendo che un panificio industriale fa contratti con la grande distribuzione ed è costretto a seguire logiche produttive e commerciali che non possono in alcun modo tenere conto della minuta concorrenza dei panifici locali. Minuscoli ostacoli sul cammino di una grande impresa.
Questa brillante perfomance del professore destò ovvio sconcerto nei panificatori locali presenti e fece affondare il tentativo di trovare forme di collaborazione, di tutela e di valorizzazione del pane prodotto nei comuni della nostra provincia. Qualcuno, frettolosamente, forse lo stesso Grippaldi, aveva probabilmente detto a Pecorino, che Confcommercio aveva organizzato una riunione per aumentare il prezzo del pane e che bisognava assolutamente svincolarsi da quell’invito. Se questa supposizione fosse vera, Pecorino e Grippaldi non avevano capito il senso di quella riunione. Di aumentare il prezzo del pane non si stava preoccupando nessuno, tantomeno Confcommercio, che mai avrebbe dato ospitalità al tentativo di organizzare un cartello dei panificatori artigianali, peraltro aderenti ad altro sindacato.
Per confortare il professore (e senza straparlare) vorremmo ricordargli i temi veri che erano stati posti ai presenti nel corso di quella riunione.
1) Garantire ai panifici locali la possibilità di vendere il proprio prodotto nei supermercati evitando che le catene distributive ponessero in vendita in ciascun comune solo pane prodotto in comuni diversi da quello del punto vendita.
2) Evitare che i supermercati ponessero in vendita il pane con prezzi da prodotto civetta. La richiesta era di assumere anche l’impegno di escludere il pane dai volantini delle offerte che ciclicamente i supermercati compilano per attrarre i consumatori con le campagne promozionali.
3) Promuovere forme di collaborazione tra le aziende artigianali per rendere migliori e stabili i prezzi di acquisto delle materie prime.
4) Avviare una campagna di immagine per promuovere e valorizzare il pane locale come espressione della cultura e del gusto delle città.
5) Utilizzare i panifici per commercializzare prodotti alimentari di produzione tipica della nostra provincia.
Dov’era Pecorino quando tutte queste cose furono proposte? A chi sentì dire che si voleva trovare l’accordo del panificio industriale per aumentare il prezzo del pane? La sua ricostruzione a posteriori è totalmente staccata dalla realtà di quella riunione e questo ci lascia sgomenti!
Per quanto ci riguarda adesso lasceremo che siano le due organizzazioni degli artigiani a riassumere la vertenza in atto a Piazza Armerina.
Convinti come siamo della giustezza delle loro rivendicazioni, garantiamo piena collaborazione ai panificatori e alle due maggiori organizzazioni del comparto artigiano.
Riteniamo chiuso lo scontro col panificio industriale di cui però continuiamo a non capire l’irritabilità e la rigidità del confronto. Invitiamo l’Associazione degli Industriali di Enna a mediare per il futuro, nella sede sindacale, gli interessi dei propri associati, affiancandoli o interponendosi perché, come ci sembra ormai dimostrato, un grande equivoco è nato proprio dall’assenza, da parte industriale, di personale avvezzo al confronto e alla contrattazione.
Maurizio Prestifilippo Presidente Confcommercio Enna

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