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Dal 15 ottobre la certificazione verde è obbligatoria per lavorare: “non mancano i problemi, ma bisogna rafforzare fiducia e coesione sociale”. Tamponi, "no a costi per le imprese". Il Governo chiarisce le regole.

È entrato in vigore il 15 ottobre scorso l'obbligo di possedere il green pass per accedere ai luoghi di lavoro, pubblici e privati. Il dettaglio delle nuove regole è stato affidato dal Governo a due Dpcm: il primo (dpcm 23 settembre 2021) contiene le linee guida sull'obbligo della certificazione nella Pubblica amministrazione, mentre il secondo (dpcm 12 ottobre 2021) elenca gli strumenti informatici per la verifica automatizzata del possesso delle certificazioni.

Nella P.a, dunque, il green pass è obbligatorio (è valido anche quello cartaceo) per tutti i dipendenti pubblici e per quelli delle imprese dei servizi di pulizia, ristorazione, manutenzione e rifornimento dei distributori automatici, oltre che per i consulenti, i collaboratori, i frequentatori di corsi di formazione, i corrieri e i visitatori. Sono invece esclusi invece gli utenti. Senza il pass si verrà allontanati subito e ogni giorno di mancato servizio verrà considerato assenza ingiustificata (giornate festive e non lavorative comprese). Lo stipendio sarà sospeso fin dal primo giorno di assenza ma "in nessun caso" si può essere licenziati. Nel periodo d'assenza, inoltre, non si maturano né contributi né ferie.

Quanto ai controlli, devono essere fatti ogni giorno, all'accesso in ufficio o in un secondo tempo, a tappeto o a campione (non meno del 20% del personale in servizio) e con una rotazione costante. Per evitare ritardi e code all'ingresso, i datori di lavoro potranno concedere più flessibilità negli orari di ingresso e d'uscita. Per le verifiche si potranno utilizzare l’App 'VerificaC19' oppure i nuovi strumenti previsti dal Dpcm, che consentiranno una verifica "quotidiana e automatizzata", rilevando solo il possesso del pass e nessun altro dato del dipendente.

Il decreto chiarisce infine che il datore di lavoro, pubblico e privato, non può conservare i Qr code delle certificazioni né raccogliere i dati dei dipendenti, "salvo quelli strettamente necessari" all'applicazione delle sanzioni. Inoltre, potrà chiedere il pass in anticipo al dipendente per la programmazione dei turni aziendali, ma l’anticipo dovrà essere "strettamente necessario e comunque non superiore alle 48 ore".

 

Sangalli: “non mancano i problemi, ma vaccini e green pass stanno sorreggendo la ripartenza del Paese”


“Il debutto operativo del green pass non è certo privo di problemi a partire da quelli evidenziati dal mondo dell’autotrasporto e della logistica. Ma vaccini e green pass stanno sorreggendo la ripartenza del Paese. A partire da questo dato, occorre rafforzare fiducia e coesione sociale. Palazzo Chigi ci chiami: il contributo del mondo delle imprese e del lavoro non mancherà”. Così il presidente di Confcommercio, Carlo Sangalli, sull’imminente entrata in vigore dell’obbligo della certificazione verde per i lavoratori pubblici e privati.

 

Tamponi, Confcommercio ribadisce il suo no a costi per le imprese


Costo dei tamponi per i dipendenti sulle spalle degli imprenditori? No, grazie. Lo ribadisce Confcommercio per bocca della vicepresidente Donatella Prampolini, che sottolinea: “le imprese hanno già sostenuto ingenti oneri organizzativi ed economici per l’adeguamento dei luoghi di lavoro alle discipline concordate nei protocolli vaccinali”. E non è nemmeno una questione esclusivamente di costi, ma anche di principio “perché alla base c’è il fatto che il vaccino e il green pass sono del tutto gratuiti e la campagna vaccinale va assolutamente sostenuta e accelerata. Quindi è il lavoratore che non vuole fare il vaccino che deve sostenere i costi dei tamponi”.

 

Fipe: "nella ristorazione non vaccinati sotto il 10%, c’è tanta voglia di lavorare"


I lavoratori dei pubblici esercizi che ancora non si sono sottoposti a vaccinazione sono 35mila, 40mila al massimo. È la stima dell’Ufficio Studi di Fipe-Confcommercio, per il quale insomma, meno del 10% di chi lavora in bar e ristoranti sarebbe al momento senza green pass, quasi la metà di quanto si registra a livello nazionale negli altri comparti.

“Lo shock del primo e del secondo lockdown, che hanno visto decine di migliaia di dipendenti di bar e ristoranti restare senza lavoro per mesi, ha scatenato una reazione forte di auto protezione. Il risultato è che la stragrande maggioranza dei nostri collaboratori è corsa a vaccinarsi appena possibile. Il desiderio di lavorare senza rischi e con continuità si è rivelato più forte di qualsiasi altra considerazione”, spiega Roberto Calugi, direttore generale di Fipe-Confcommercio.

“Rimane la preoccupazione per i dipendenti non vaccinati che per accedere ai luoghi di lavoro dovranno effettuare ripetutamente il tampone. Dopo i chiari di luna del primo lockdown e i lunghi mesi di misure restrittive - aggiunge Calugi - abbiamo bisogno di ogni singolo lavoratore per poter offrire ai nostri clienti un servizio all’altezza e questa nuova complicazione, pur necessaria, non aiuta”.

Massimo rigore in bar e ristoranti, violazioni sotto il 5%
Fipe sottolinea anche che “nell’ultimo mese e mezzo i titolari di bar e ristoranti si sono dimostrati straordinariamente diligenti nell’applicazione della norma che li obbliga a verificare il green pass dei clienti che intendono consumare all’interno dei locali. Su oltre 8mila controlli effettuati dai carabinieri dei Nas, le sanzioni hanno riguardato appena il 5% delle imprese. E tra queste, solo una parte sono pubblici esercizi. È la prova della serietà di un settore troppo spesso sommariamente accusato di voler eludere le regole, ma è anche la dimostrazione del desiderio di centinaia di migliaia di imprenditori di tornare a lavorare in sicurezza e con continuità. Tanto da assumersi compiti di controllo che certo non sono propri di chi si occupa di ospitalità”.

 

Grido d’allarme di Unatras: “le imprese straniere stanno rimpiazzando quelle italiane”

 


Le imprese di autotrasporto straniere stanno sostituendo quelle italiane, con un effetto dirompente sull’economia del settore dei trasporti del nostro Paese. È la denuncia di Unatras (ne fanno parte le principali Associazioni dell’autotrasporto: Fai, Fiap, Unitai e Assotir per Conftrasporto-Confcommercio, Cna Fita, Confartigianto Trasporti, SnaCasartigiani), secondo la quale dal 15 ottobre almeno il 25% di camion delle imprese italiane è stato costretto a fermarsi per fare largo ai vettori stranieri, innescando di fatto una forma di concorrenza distorta che danneggia un settore centrale della nostra economia.

“Quello che avevamo ampiamente previsto si sta purtroppo verificando. La committenza - dicono le Associazioni - sta già rivolgendo all’estero per sostituire i servizi di trasporto forniti dai vettori italiani”. Unatras ribadisce poi di essere “sorpresa, allibita e indignata dal fatto che, in questa fase di ripresa, il Governo stia mettendo in difficoltà imprese e lavoratori che nelle fasi più drammatiche della pandemia hanno garantito al Paese l’approvvigionamento dei farmaci e dei beni di prima necessità”.

La nota congiunta, diffusa il 14 ottobre dai Ministeri delle Infrastrutture e della Mobilità Sostenibili e della Salute, precisa infatti che gli autotrasportatori provenienti dall’estero sono esentati dall’obbligo del green pass, a patto che le operazioni di carico/scarico siano effettuate da altro personale. Una situazione “inaccettabile” alla quale si aggiungono le dichiarazioni del ministro dell’Ambiente, Roberto Cingolani, che propone di eliminare gli interventi sulle accise per l’autotrasporto attualmente in vigore. “Se quest’ultima iniziativa è orientata a rinunciare a un asset strategico come quello della logistica e dell’autotrasporto in Italia lo dica chiaramente”, commenta Unatras.

 

 

Federalberghi: “occasione importante per promuovere nel mondo l’immagine dell’Italia come Paese sicuro”


Sono oltre milione e 400mila i lavoratori del turismo che dal 15 ottobre dovranno esibire il green pass per accedere ai luoghi di lavoro (circa un milione di lavoratori dipendenti e 400mila indipendenti). Per Bernabò Bocca, presidente di Federalberghi, si tratta di "una misura che, oltre a tutelare la salute e la sicurezza dei lavoratori nei luoghi di lavoro, ci offre un’occasione importante per promuovere nel mondo l’immagine dell’Italia quale Paese sicuro. I mercati sono molto sensibili a questo tipo di messaggio, basti pensare all’impatto mediatico della campagna di vaccinazione avviata qualche mese fa in alcune isolette greche, mentre in Italia si esitava a fare altrettanto".

“Proteggere e rassicurare dev’essere il nostro mantra, è importante che il messaggio venga diffuso tanto dalle istituzioni quanto dai singoli operatori, sia nella fase di interlocuzione commerciale che precede la decisione di acquisto sia nel rapporto quotidiano con gli ospiti già arrivati a destinazione”, conclude il presidente degli albergatori italiani.

 

Federlogistica: "sui porti lo Stato si piega al ricatto"


"Affrontare e trattare la vicenda dei portuali di Trieste come un problema di ordine pubblico rappresenta un errore clamoroso". Inoltre "ci sono stati puntualmente e costantemente negati i confronti che avevamo richiesto con un solo risultato: lo Stato ora si piega ad un ricatto inaccettabile". Così il presidente di Federlogistica, Luigi Merlo, a commento della circolare che raccomanda alle aziende che operano nei porti di fornire tamponi gratuiti ai lavoratori. Merlo si riferisce in particolare ai lavoratori del capoluogo giuliano, i quali minacciano di bloccare l’attività se non verrà abolito l’obbligo del green pass.

 

Confcommercio Trieste: “da un blocco della città danni per tutti”

"Da fonti portuali durante il Covid-19 all'interno dello scalo il lavoro non è mancato, bensì le chiamate al lavoro sono cresciute del 45%: a chi ha lavorato e ora protesta chiedo di comprendere che azioni come il blocco delle città, la chiusura dei traffici, la richiesta della creazione di corsie preferenziali rispetto alla soluzione di un problema che tocca tutti i lavoratori, sta generando ulteriori danni economici e disagi ai più deboli". Lo scrive in una nota Antonio Paoletti, presidente di Confcommercio Trieste, sottolineando che "ogni sabato ci sono cortei di protesta che bloccano la città lasciando negozi e bar aperti ma vuoti, alberghi con disdette di turisti che nel dubbio rimangono a casa propria, ma con stipendi che vengono pagati e merce che rimane sugli scaffali". Confcommercio ribadisce di essere "disponibile a condividere il costo del tampone tra datore del lavoro e dipendente”, ma “serve buonsenso e questo chi protesta lo dovrebbe comprendere, perché minacciando blocchi e cortei per attirare a Trieste la protesta del Nord Est, costringerà migliaia di persone a rischiare di non lavorare a causa di queste azioni, solo per non fare un tampone che peraltro le aziende degli operatori portuali hanno dato disponibilità a pagare". Dunque, "solo trovando soluzioni condivise si può evitare il peggio per tutti".

 

Confcommercio Milano: “pronto l’82% delle imprese del terziario”


A Milano sono oltre otto su dieci le imprese del terziario pronte ad attivare il controllo del green pass dei dipendenti e il 78% ritiene che non ci saranno difficoltà particolari. È quanto emerge da un’analisi dell'Ufficio studi di Confcommercio Milano, secondo la quale le criticità maggiori risiedono nelle complicazioni organizzative per i controlli in entrata (41%) e nel dover fare a meno di personale sprovvisto del green pass (30%). Segnalate anche difficoltà di controllo continuativo per quelle attività che hanno più sedi sul territorio o punti vendita con un solo lavoratore. "Nonostante difficoltà oggettive la grande maggioranza delle imprese del terziario è pronta all'applicazione del green pass. Certo, non mancano le difficoltà - ha detto Marco Barbieri, segretario generale di Confcommercio Milano – e alcuni problemi sono significativi. La priorità per tutte le imprese, però, è l'uscita definitiva dall'emergenza sanitaria e in questo senso il green pass è certamente uno strumento utile”.

Soggetti destinatari delle agevolazioni e requisiti di ammissibilità

Destinatari della misura sono PMI danneggiati dall’emergenza sanitaria Covid-19 e che hanno avviato l’attività economica dal 1.1.2019 al 31.12.2020.

Importo e caratteristiche del finanziamento agevolato e del contributo a fondo perduto

L’Agevolazione è costituita da un finanziamento agevolato più un eventuale contributo a fondo perduto. L’importo massimo complessivo dell’Agevolazione è pari a Euro 25.000; l’intervento può essere costituito interamente da un finanziamento agevolato, nel caso in cui non venga richiesto il contributo a fondo perduto, oppure da un finanziamento agevolato ed un contributo a fondo perduto.

Termini e modalita’ di richiesta del finanziamento agevolato e del contributo a fondo perduto

Dalle ore 10,00 del giorno 12 ottobre 2021 e fino alle ore 17,00 del giorno 11 novembre 2021 è possibile procedere alla compilazione delle istanze e dei relativi allegati collegandosi all’indirizzo https://sportelloincentivi.irfis.it accedendo alla piattaforma digitale dedicata mediante SPID (livello 2) o Carta Nazionale dei Servizi (CNS);

 

Per tutte le info chiama il n.0935/500971

Scarica il bando completo qui:

- pdf Bando Irfis Sicilia Finanziamenti agevolati e Contributi a fondo perduto a favore di operatori economici che hanno avviato l’attività negli anni 2019 e 2020 (1.89 MB)

 

Venerdì, 08 Ottobre 2021 08:46

Da domani la Sicilia si vesta di bianco

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 L'addio alla zona gialla in Sicilia era scontato e arriverà domani, con due giorni di anticipo Razza: «Cambio di marcia nelle vaccinazioni». Ma la media nazionale resta lontana PplIcne Pag.fi Oggi l'ufficialità. L'assessore Razza: «Non e un liberi tutti» Da domani la Sicilia si veste di bianco Non ci sarà più l'obbligo di indossare la mascherina all'aperto e il limite di commensali La campagna Le province di Messina, Siracusa e Catania ancora in forte ritardo per le vaccinazioni Giacinto Pipitone PALERMO L'ufficialità arriverà soltanto oggi. Eppure è già certo che la Sicilia abbandonerà il giallo, sinonimo di pericolo Covid in crescita, per tornare come tutte le altre regioni in fascia bianca. Sarà la cabina di regia nazionale oggi a dare l'indicazione che il ministro Roberto Speranza ratificherà. L'assessore alla Salute, Ruggero Razza, lo ha rivelato ieri durante una conferenza stampa convocata per illustrare un nuovo sistema di monitoraggio dei dati di contagio. Prima di incontrare i giornalisti, ha detto l'assessore, una telefonata col ministro lo ha rassicurato sul ritorno in fascia bianca. Un fatto che da un lato dà atto del calo dei contagi e dell'aumento delle vaccinazioni ma che dall'altro - lo ha ribadito Razza - non deve significare un liberi tutti. In realtà il ritorno in fascia bianca ha per lo più un effetto psicologico, visto che tecnicamente dovrebbe cadere solo l'obbligo di indossare le mascherine anche all'aperto e il limite di commensali al tavolo nei ristoranti. Per il resto anche in zona gialla non ci sono state particolari limitazioni. Rispetto a quanto accaduto in passato, la novità è che la decisione che verrà ufficializzata oggi non entrerà in vigore da lunedì ma da domani: dunque l'effetto sarà immediato. Razza ha provato a dare una lettura atipica di questa notizia: «È un obiettivo che non caricherei di alcun significato. Come non aveva valore politico il ritorno in giallo non ha valore Nuovo dirigente Francesco Bevere va alle Attività sanitarie e Osservatorio epidemiologico politico il ritorno in bianco. E tuttavia l'assessore non ha esitato a togliersi qualche sassolino dalla scarpa: «I profeti di sventura che dicevano che la zona gialla avrebbero fatto perdere punti di Pil alla Sicilia, hanno almeno il pudore del silenzio? Abbiamo affrontato in maniera adeguata tutto quello che si doveva fare». Dunque il bianco indica un cambio di passo nelle vaccinazioni più che nella frenata del contagio: «Negli ultimi trenta giorni - ha detto Razza -, da quando è emerso il caso della Sicilia, sono state adottate numerose misure e si sono moltiplicati i provvedimenti del presidente Musumeci. Abbiamo cercato di mettere in atto ogni attività di rafforzamento per rendere più facile l'adesione alla campagna vaccinale per i cittadini e abbiamo moltiplicato sui territori i centri di vaccinazione raggiungendo soprattutto i Comuni con il minore numero di vaccinati». Ma qual è la situazione oggi? La fotografia l'ha scattata ieri la fondazione Gimbe: riguardo ai contagi nella settimana 29 settembre-5 ottobre «si registra una performance in miglioramento per i casi attualmente positivi per 100.000 abitanti (274) e si evidenzia una diminuzione dei nuovi casi (-10,4%) rispetto alla settimana precedente». Sul fronte della vaccinazione «la popolazione che ha completato il ciclo vaccinale è pari 65,6% (media Italia 72,4%) a cui aggiungere un ulteriore 4,8% (media Italia 4,3%) solo con prima do- se. La popolazione over 50 che non ha ricevuto nessuna dose di vaccino è pari a 14,5% (media Italia 9,5%). Il tasso di copertura vaccinale con le terze dosi è pari a 0,8% (media Italia 2,4%) ». Razza ha aggiunto che restano tre province con dati di vaccinazione troppo bassi: Messina, Siracusa e Catania. Ma, ha aggiunto l'assessore, nell'ultimo mese la Sicilia ha viaggiato a un ritmo di un milione e 800 mila dosi somministrate. E a questo ritmo - è la previsione - entro fine ottobre si raggiungerà la soglia di sicurezza dell'80% della popolazione immunizzata. Nel frattempo sta partendo l'operazione terza dose anche per il personale sanitario. Il commissario di Palermo, Renato Costa, a annunciato le prime iniezioni per domani alle 16 all'hub della fiera del Mediterraneo. E Razza ha precisato che la campagna per la terza dose andrà avanti secondo il programma stabilito dal ministero: prima i fragili e gli over 80 e poi gli operatori sanitari. Oggi dovrebbe essere pubblicata una circolare che fissa i dettagli dell'operazione. In più Razza ha aggiunto che «è stato inviato un sms a quanti hanno diritto a ricevere la terza dose e sono in corso le prenotazioni». La conferenza stampa di ieri è stata per Razza anche l'occasione *** di presentare il nuovo dirigente del dipartimento Attività sanitarie e Osservatorio epidemiologico: è Francesco Bevere che prende formalmente il posto che fu di Letizia Diliberti, la dirigente finita nell'inchiesta sui dati falsificati dei morti per Covid in cui è ancora coinvolto anche Razza. Bevere arriva da Roma e negli stessi giorni un cui ha preso servizio alla Regione è stato nominato consulente del ministro per gli Affari regionali Mariastella Gelmini. Un incarico che Bevere svolgerà a titolo gratuito ma che dà il segnale dei rapporti che il governo regionale vuole avere con Roma in questa fase cruciale della pandemia e delle misure per superarla.

Martedì, 05 Ottobre 2021 08:52

DELEGA FISCALE, IL GOVERNO ACCELERA

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Oggi in Consiglio dei ministri il via libera al ddl che riscriverà il sistema del prelievo, uno dei “pilastri” del Recovery Plan. Irpef, Irap e forse Iva nel menu della riforma.

Irpef, Irap, catasto, lotta all'evasione e, forse, Iva. Sono i capitoli principali del disegno di legge delega per riscrivere il sistema del prelievo fiscale, una delle riforme "di accompagnamento" del Recovery plan, che il Governo si appresta ad approvare. Le ultime decisioni arriveranno oggi nella cabina di regia che presiederà il Consiglio dei ministri, dopo che il temine originario è slittata da luglio a settembre e, infine, a conclusione del voto amministrativo. La delega dovrebbe in ogni caso essere molto "larga" e generica per far sì che i gruppi parlamentari abbiano più spazio possibile per dare le loro indicazioni che il Governo dovrà poi tradurre in decreti attuativi, con le prime novità che non entreranno in vigore prima del 2023.

Il nodo politicamente più delicato, data l’opposizione del centrodestra a qualunque aumento delle tasse, è quello del catasto. L’idea di Palazzo Chigi sarebbe quella di prendere tempo, spingendo intanto sul completamento della revisione degli estimi catastali e rimandando a una fase successiva le scelte sulla revisione della tassazione. Per la revisione dell'Irpef – di cui un anticipo si dovrebbe vedere già nella manovra economica - dovrebbe essere scelto un intervento di alleggerimento per il terzo scaglione, quello in cui rientrano i contribuenti che guadagnano tra i 28mila e i 55mila euro, con aliquota attuale al 38%. Per quanto riguarda l'Irap, le Camere si sono già espresse per l’abolizione, ma restano alcune criticità da risolvere. Si cercherà di evitare, ad esempio, che ci sia un'aliquota troppo alta nel caso che l’imposta regionale sulle attività produttive venisse assorbita nell'Ires o ne diventasse una addizionale.

Il caso delle divisioni interne all'organizzazione di categoria Confcommercio di Enna a sostegno di Picciotto «Mai pensato a un accorpamento con Messina» «Non vogliamo più proseguire a domani darci e domandare perché Confcommercio Messina sia stata consegnata ad Enna, perché Carmelo Picciotto abbia deciso di agevolare la fusione dell'associazione di Messina alla sua omonima di una piccola provincia dell'entroterra siciliano, perché il presidente di Messina, assieme a quello di Enna ambiscano alla fusione delle Camere di commercio delle due città e agiscano affinché questo accada. Non chiediamo più di ripristinare trasparenza e legalità a chi di trasparenza e legalità ha solo saputo riempirsi la bocca e le pagine di giornali sino a qualche giorno fa. A questo punto vogliamo dare a Confcommercio Messina l'opportunità di riprendere un nuovo corso e di riprenderlo con e per i messinesi ,senza alcun altro scopo se non quello di far crescere il nostro territorio e le nostre imprese». A conclusione del loro documento, gli otto consiglieri dimissionari — Corrado Andre, Giuseppe Barbera Campagna, Francesco Crescenti, Pasquale Currò, Salvatore Scilibeno, Paolo Tomasello, Domenico Venuto e Luigi Vezzosi—avevano puntato il dito contro queste presunte "operazioni" volte ad accorpare le organizzazioni di categoria di Messina e di Enna. Ma immediata arriva la replica proprio del presidente di Confcommercio di Caltanissetta ed Enna, Maurizio Prestifilippo: «Mai nella nostra agenda c'è stato un ordine del giorno che potesse prevedere la fusione tra la Confcommercio di Messina con quella di Caltanissetta Enna». Prestifilippo si dice «esterrefatto» per gli attacchi mossi da quello che definisce «un manipolo di esagitati ex componenti del Consiglio generale di Confcommercio Messina», E sul tema, interviene anche il direttore di Confcommercio Gianluca Speranza, il quale tiene a precisare che, «diversamente da quanto affermato dai consiglieri dimissionari, in poco più di sei mesi di impegno si è rivoluzionato l'assetto organizzativo di Confcommercio Messina. Stiamo procedendo alla normalizzazione delle delegazioni comunali e dei sindacati di categoria, sono stati predisposti i bilanci del triennio 2017-2019, già approvati dalla Giunta e che tra pochi giorni verranno portati in assemblea per l'approvazione. Nonostante il Covid, Confcommencio Messina ha aumentato il numero degli associati, migliorato le entrate e razionalizzato la spesa, mentre i numerosi debiti sono stati diminuiti o azzerati». E sulle motivazioni addotte dai consiglieri dimissionari, insiste il presidente Prestifilippo, il quale continua a ribadire che «è falso, falso, falso quanto da loro detto; mai abbiamo parlato di fusione tra le due provincie, mai abbiamo parlato di fusione tra le due Camere di commercio, mai abbiamo trattato la svendita di alcuna cosa che appartenga a Confcommercio Messina;anzi, allertati dal presidente nazionale Carlo Sangalli, siamo giunti a Messina per svolgere un'attività esplorativa condotta tra luglio e settembre 2020 e che si è conclusa con una esaustiva relazione trasmessa agli organi confederali di Confcommercio e inviata a ciascun consigliere di Confcommercio Messina. Su richiesta del presidente Picciotto, dopo il licenziamento della precedente direttrice, che aveva lasciato priva di contabilità l'associazione messinese nell'ultimo biennio, la Giunta provinciale di Confcommercio Enna, dopo il diniego della consorella palermitana, ha offerto la disponibilità, a titolo gratuito, del proprio direttore, provvisoriamente e per poche ore alla settimana, al fine di ottemperare ai compiti propri del direttore stabiliti dallo Statuto, di cui Messina è tuttora priva. Per quanto ci è dato a sapere — conclude Prestifilippo — la nomina del direttore è avvenuta attraverso una delibera, tra l'altro unanime. del Consiglio generale di Confcommercio Messina».

Mercoledì, 29 Settembre 2021 18:02

Sangalli:è tempo di ricostruire il futuro

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SANGALLI: “È TEMPO DI RICOSTRUIRE IL FUTURO”
Nella relazione all’Assemblea 2021 il presidente di Confcommercio ha sottolineato che dopo la crisi “recuperare è d’obbligo, ma ci aspetta ancora la partita più importante: quella della crescita, robusta, duratura e inclusiva”. Queste le parole del presidente Carlo Sangalli pronunciate durante l'assemblea tenutasi oggi 29 settembre 2021 all'Auditorium della Conciliazione a Roma. Tanti i partecipanti all'assemblea annuale, tra cui Confcommercio Imprese per l'Italia Caltanissetta Enna rappresentata dal presidente il dott. Maurizio Prestifilippo ed il direttore Gianluca Speranza. La parola d'ordine è stata "Ricostruire", che significa costruire il nuovo, secondo un mondo trasformato. Per questo bisogna partecipare e condividere azioni che richiedono capacità di progettare e poi realizzare.

 

Nella foto: il dott. Maurizio Prestifilippo (presidente di Confcommercio Imprese per l'Italia Caltanissetta Enna) Lino Stoppani, vice presidente vicario di Confcommercio Imprese per l'Italia e Gianluca Speranza (direttore di Confcommercio Imprese per l'Italia Caltanissetta Enna)

 - RISORSE FINANZIARIE

La dotazione finanziaria complessivamente stanziata con il presente avviso ammonta a € 1.200.000,00 . Saranno finanziate le domande fino ad esaurimento delle risorse disponibili

- AMBITI DI INTERVENTO

Sono agevolabili, attraverso la concessione di contributi a fondo perduto le spese sostenute per:

• l’acquisizione di consulenze e servizi in materia di utilizzo di strumenti e canali digitali per la comunicazione e il marketing digitale ;

• l’acquisizione di soluzioni tecnologiche, software, strumenti di analisi , servizi digitali a supporto delle azioni di comunicazione e marketing digitale. Potrà essere ammessa a finanziamento per ciascuna impresa solamente una domanda di contributo.

- SOGGETTI BENEFICIARI DEL CONTRIBUTO e REQUISITI

Possono beneficiare del contributo pubblico previsto dal presente avviso le ditte individuali, le società di capitali, le società di persone, le società cooperative , i consorzi che alla data di presentazione della domanda e fino alla erogazione del contributo pubblico:  siano iscritte al Registro delle imprese e attive con sede legale e/o operativa in Sicilia alla data di presentazione della domanda di agevolazione;

- MODALITÀ DI PRESENTAZIONE DELLE DOMANDE 

Le domande vanno inoltrate all’indirizzo web https://sportelloincentivi.regione.sicilia.it dalle ore 10,00 del30/09/2021 alle ore 17,00 del 20/10/2021.

Per il bando e per scaricare tutti gli allegati consultare il sito della Regione Siciliana cliccando qui

Per avere supporto da uno dei nostri consulenti chiama il n. 0935.500971

 

Approvato dal Consiglio dei ministri un decreto che riduce la tassazione sulle bollette di luce e gas. Aliquote Iva giù al 5% rispetto a quelle attuali, pari al 10 e al 12%.

Confcommercio: “bene le misure annunciate dal governo, ora revisione degli oneri di sistema e riforme strutturali”

Il Consiglio dei ministri ha approvato l’atteso “decreto bollette” che arriva a una settimana dal temutissimo, forte aumento delle bollette elettriche che verrà innescato dall’aumento del prezzo internazionale del gas. Con il provvedimento vengono ridotti gli oneri di sistema, ovvero la tassazione sulle bollette di luce e gas per "attività di interesse generale per il sistema elettrico". Le nuove misure favoriscono gli oltre tre milioni di persone che beneficiano del bonus energia, per i quali vengono tendenzialmente azzerati gli effetti dell’aumento previsto il primo ottobre. Si tratta di:

nuclei che hanno un Isee inferiore a 8265 euro annui;
nuclei familiari numerosi (Isee 20.000 euro annui con almeno 4 figli).
percettori di reddito o pensione di cittadinanza; utenti in gravi condizioni di salute.
I circa sei milioni di piccolissime e piccole imprese con utenze in bassa tensione e i 26 milioni di utenze domestiche fino a 16,5 kw si vedranno da parte loro azzerate le aliquote relative agli oneri generali di sistema. Per tutti gli altri utenti, l’Iva viene temporaneamente abbassata al 5% rispetto alle aliquote del 10 (famiglie) e 22% (imprese) esistenti oggi. Quanto al gas, infine, anche i circa 2,5 milioni di persone che beneficiano del "bonus sociale gas" vedranno di fatto cancellati gli effetti del previsto aumento della bolletta.

 

Cingolani: intervento per 3,5 miliardi, gli aumenti arriveranno a 9 miliardi

Il governo interviene con 3,5 miliardi a fronte di aumenti di luce e gas che saranno nell'ordine di 9 miliardi. Lo ha chiarito il ministro della Transizione energetica, Roberto Cingolani, spiegando di aver reperito “circa 3 miliardi e mezzo lavorando su vari capitoli. L'aumento che dovrà essere confermato dall'Authority, sarà intorno ai 9 miliardi tra parte elettrica e parte gas, noi riusciremo a compensare con 3,5 miliardi andando ad incidere sulle fasce più povere". "Ci sarà un incremento purtroppo inevitabile al momento, nel frattempo entro la fine dell'anno lavoreremo a un impianto molto più strutturale per il futuro perché è chiaro che questi sono aumenti globali e probabilmente continueranno a peseranno sulle bollette”, ha aggiunto.

 

Confcommercio: “bene le misure annunciate dal governo, ora revisione degli oneri di sistema e riforme strutturali”


La bozza di provvedimento approvata dal Consiglio dei Ministri “si muove nella giusta direzione in quanto scongiura, per il prossimo trimestre, parte degli annunciati rincari dei prezzi per imprese e consumatori”. Questo il commento di Confcommercio, la quale aggiunge però che “l’intervento del Governo non è ancora sufficiente a risolvere in maniera duratura e strutturale i nodi che attanagliano il nostro sistema energetico”.

Per la Confederazione occorre infatti “affrontare innanzitutto il tema della dipendenza dalle forniture estere che rende l’Italia intrinsecamente più vulnerabile e soggetta a forti oscillazioni dei prezzi delle commodities” e “risolvere i limiti dell’attuale configurazione del sistema di prelievo che ancora oggi pone a carico degli utenti finali il costo degli oneri generali di sistema, ovvero degli incentivi economici alla produzione da fonti rinnovabili, alla cogenerazione, alle industrie energivore ed i costi fissi connessi, tra l’altro, allo smantellamento delle centrali elettronucleari dismesse”. Si tratta di oneri pari a a circa 15 miliardi annui cui dovranno aggiungersi, da gennaio 2022, ulteriori 2 miliardi per assicurare la sicurezza e la stabilità del sistema energetico.

Secondo Confcommercio, poi, “è necessario avviare da subito una riforma più organica delle modalità di calcolo della bolletta energetica, anche in ottica di progressivo trasferimento alla fiscalità generale degli oneri generali di sistema. Servono poi misure regolatorie che assicurino mercati concorrenziali, prezzi accessibili, sostenibilità ambientale e sociale degli investimenti e sicurezza dell'approvvigionamento, realizzando un modello di transizione energetica che consenta di coniugare innovazione tecnologica, rispetto dell'ambiente e benefici occupazionali ed economici per cittadini ed imprese”.

“Questi interventi – conclude la Confederazione - dovranno essere accompagnati da investimenti importanti per la diversificazione delle forniture di energia, per accrescere l’indipendenza del nostro Paese dall’estero e per incentivare l’efficienza energetica”.

 

Perché il gas aumenta
Il rincaro del gas ha una ragione semplice: l’economia è in forte ripresa e le aziende tornano quindi a lavorare a pieno regime generando una forte aumento della domanda. Di conseguenza il costo del gas, principale componente della produzione di elettricità, aumenta. A questo si aggiunge l'aumento del prezzo della CO2: le aziende che producono anidride carbonica vengono "tassate" con l'obbligo di acquisto di quote di emissioni nel sistema europeo Ets, un prezzo che aumenta gradualmente per sollecitare le aziende stesse alla decarbonizzazione. Ciò comporta però anche un aumento dei costi di produzione e di conseguenza delle tariffe in bolletta.

La situazione in Italia
È l'Arera, l'Autorità di regolazione per energia, reti e ambiente che nel nostro Paese fissa ogni trimestre i prezzi del metano e della corrente sul mercato tutelato. Nell'ultimo trimestre, quello tra aprile e giugno scorsi, il costo dell'elettricità è aumentato del 9,9% e quello del gas del 15,3%. Se però il governo non fosse intervenuto, la bolletta elettrica sarebbe aumentata addirittura del 20%. Ma come ha fatto? L'esecutivo ha usato 1,2 miliardi ricavati dalla vendita di quote di emissioni nel sistema Ets per abbassare il costo per i cittadini. Per il prossimo trimestre, il quarto del 2021, Arera dovrà di nuovo aggiornare le tariffe tenendo conto che il prezzo del gas e le tariffe del carbonio sono di nuovo salite rispetto al primo luglio scorso.

 

Fonte: Confcommercio Imprese per l'Italia

Mercoledì, 22 Settembre 2021 12:09

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Appuntamento all'Auditorium della Conciliazione con gli interventi del presidente Sangalli e del ministro dello Sviluppo Economico Giancarlo Giorgetti. Prevista la diretta streaming.
Mercoledì 29 settembre (alle ore 11.30) all’Auditorium della Conciliazione di Roma andrà in scena la trentacinquesima edizione dell'Assemblea Generale di Confcommercio. L'evento, che potrà essere seguito in streaming, si aprirà con un messaggio di saluto del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella. Seguirà una presentazione video "particolare" che precederà gli interventi del Presidente di Confcommercio, Carlo Sangalli e del Ministro dello Sviluppo Economico, Giancarlo Giorgetti.