Notizie


Un credito d’imposta dell’80% e un contributo a fondo perduto che può arrivare fino a un massimo di 100.000 euro, per le imprese turistiche che effettuano interventi di riqualificazione energetica e messa in sicurezza degli immobili.

Il nuovo decreto legge Recovery approvato in Consiglio dei ministri ha destinato 2,4 miliardi.
INVIO DOMANDE
Dalle ore 12:00 di giorno 28/02/2022 sarà possibile inviare la domanda.
BENEFICIARI
Alberghi, Agriturismi, Strutture ricettive all’aria aperta, imprese del comparto turistico, ricreativo, fieristico e congressuale, compresi stabilimenti balneari, complessi termali, porti turistici, parchi tematici.
INTERVENTI AMMISSIBILI
• Incremento efficienza energetica delle strutture e di riqualificazione antisismica;
• Eliminazione delle barriere architettoniche;
• Opere edilizie (manutenzione straordinaria, restauro e risanamento conservativo, ristrutturazione) funzionali alla realizzazione degli interventi indicati nei primi due punti;
• Realizzazione di piscine termali e acquisizione di attrezzature e apparecchiature per le attività termali;
• Digitalizzazione (impianti wi-fi, siti web ottimizzati per il sistema mobile, programmi e sistemi informatici per la vendita diretta di servizi e pernottamenti, spazi e pubblicità per promuovere e commercializzare servizi e pernottamenti turistici sui siti e piattaforme specializzate, consulenza per la comunicazione e il marketing digitale, strumenti per la promozione di proposte e offerte innovative in tema di inclusione e di ospitalità per persone con disabilità – articolo 9, comma 2, Dl 83/2014).
AGEVOLAZIONI
SUPERBONUS 80%
Credito d’imposta dell’80%. Come per il superbonus ‘residenziale’ il credito sarà cedibile a terzi e si potrà utilizzare in compensazione. Il nuovo credito spetta anche per gli interventi avviati dopo il 1° febbraio 2020 e non ancora conclusi alla data di entrata in vigore del decreto PNRR (7 novembre 2021). Per la misura sono stati stanziati 500 milioni di euro: 100 per il 2022, 180 per ciascuno degli anni 2023 e 2024, 40 per il 2025.
CONTRIBUTO A FONDO PERDUTO
Per gli interventi agevolabili realizzati tra il 7 novembre 2021 e il 31 dicembre 2024, è possibile fruire sia di un credito d’imposta sia di un contributo a fondo perduto. Il contributo a fondo perduto non può eccedere il 50% delle spese ammissibili e, comunque, il limite di 100.000 euro.
È riconosciuto per un importo massimo di 40.000 euro, che può essere aumentato anche cumulativamente:
• fino a ulteriori 30.000 euro, se l’intervento prevede spese per la digitalizzazione e l’innovazione delle strutture in chiave tecnologica ed energetica per almeno il 15% dell’importo totale;
• fino a ulteriori 20.000 euro, se il destinatario ha i requisiti per accedere ai benefici per l’imprenditoria femminile o quella giovanile;
• fino a ulteriori 10.000 euro, per le imprese con sede operativa nei territori delle regioni Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna e Sicilia.
PER LE ALTRE SPESE NON COPERTE: Per le spese ammissibili non coperte dagli incentivi (credito d’imposta e contributo a fondo perduto), si può accedere anche al finanziamento a tasso agevolato previsto dal decreto interministeriale 22 dicembre 2017, a condizione che almeno il 50% di tali costi riguardi interventi di riqualificazione energetica.
TAX CREDIT AGENZIE DI VIAGGI
Per le Agenzie di Viaggi e Tour Operator si prevede inoltre, una misura che va nella direzione della digitalizzazione del servizio e dell’offerta turistica.
TAX CREDIT: Credito d’imposta pari al 50% dei costi sostenuti da tour operator e agenzie di viaggi per la digitalizzazione dei servizi (nel limite di 25.000 euro di spesa) dai portali web all’automazione per prenotazioni e vendita di alloggi e pernottamenti
Per maggiori informazioni contattaci al numero: 0935.500971

 

Il fatturato delle imprese del settore è tornato nel complesso lo scorso anno a un livello superiore a quello del 2019. Ma la ripresa non riguarda tutte le attività.

Nel 2021 l'indice del fatturato delle imprese dei servizi è cresciuto del 14,1% tornando su un livello leggermente superiore a quello precedente lo scoppio della pandemia (+0,5% rispetto all'anno 2019). Lo ha reso noto l'Istat (link ai dati completi in pdf) che però al tempo stesso sottolinea l’esistenza di "una marcata differenziazione tra i settori". I livelli superiori all’inizio della crisi riguardano infatti solo il commercio all'ingrosso, esclusi gli autoveicoli, e i servizi di informazione e comunicazione, mentre restano sotto il livello di fatturato del 2019 le attività dei servizi di alloggio e ristorazione, le agenzie di viaggio e servizi di supporto alle imprese, il trasporto e magazzinaggio e le attività professionali, scientifiche e tecniche.

Nel quarto trimestre l'indice è cresciuto del 2,1% rispetto al trimestre precedente e del 13,6% sul 2020. In crescita congiunturale quasi tutti i settori, con le attività dei servizi di alloggio e ristorazione ancora in calo (-1%).

 

Il commento di Confcommercio


“Anche il settore dei servizi, in linea con quanto era già emerso da altri indicatori, ha chiuso il 2021 in forte rallentamento. I dati testimoniano i ritardi nel recupero dei livelli di attività pre-crisi sia dei servizi di alloggio che di ristorazione, le cui dinamiche appaiono decrescenti anche rispetto al terzo trimestre del 2021”. Così l’Ufficio Studi confederale, secondo il quale “nel complesso, lo scorso anno ha mostrato un’inaspettata capacità di reazione del tessuto produttivo nel suo insieme, le cui dinamiche aggregate hanno superato ogni più rosea previsione. Tuttavia, resta l’elemento di debolezza costituito dalle differenti performance settoriali, conseguenza della diversa distribuzione degli shock della pandemia e delle restrizioni tra i diversi comparti produttivi. I più colpiti nel terziario di mercato sono quelli che manifestano a tutt’oggi difficoltà che rischiano di essere prolungate e acuite tanto dalla crisi energetica quanto dalle tensioni geopolitiche, i cui potenziali riflessi negativi sul nostro turismo non devono essere sottovalutati”.

 

Lunedì, 14 Febbraio 2022 09:49

SANGALLI: "SE RIPARTE IL SUD RIPARTE IL PAESE"

Scritto da

Intervento sul Giornale di Sicilia del presidente di Confcommercio: "II turismo ha ancora enormi potenzialità da esprimere". "L'Ue consenta un nuovo scostamento di bilancio"

Il presidente Sangalli dalle pagine del Giornale di Sicilia ha fatto un'analisi complessiva sul momento economico del Paese, dal calo della fiducia delle famiglie alla crescita dell'inflazione con la conseguente frenata dei consumi, dal decreto sostegni fino al caro energia.

"Lo scenario è ancora incerto e preoccupante anche se non manca qualche segnale positivo. I consumi nel corso del 2021 si sono ripresi, in particolare a dicembre con una crescita addirittura sopra le aspettative, ma si tratta di un recupero ancora parziale rispetto a quanto perso nel 2019. A questo si aggiunge un clima di fiducia in sensibile deterioramento soprattutto a causa del caro energia senza precedenti e della ripresa dell'inflazione". "Un binomio pericoloso che rappresenta un vero e proprio eshock» per famiglie e imprese con aumenti insostenibili destinati ad indebolire la dinamica dei consumi e, conseguentemente, a rallentare la crescita nel 2022. Il nostro Ufficio Studi, infatti, proprio in questi giorni ha rivisto al ribasso le stime di crescita del Pil per l'anno in corso dal 4% al 3,5-3,7%. La strada da percorrere per uscire dalla crisi è, quindi, ancora lunga e per i consumi in particolare bisognerà attendere il 2023 per tornare ai livelli pre-Covid. Inoltre, la ripresa sta avendo andamenti molto disomogenei tra i diversi settori e questa è una criticità in più. Mi riferisco in particolare al sistema ricettivo, alla ristorazione e ai servizi culturali e ricreativi che registrano ancora pesanti perdite di consumi con cali che vanno dal 20 al 30%". "Ma ci sono anche altri comparti - come i trasporti, l'abbigliamento e le calzature - che registrano perdite sempre a doppia cifra. Senza di La sfida per il rilancio della Sicilia e del Sud. Senza dimenticare, naturalmente, la drammatica situazione vissuta dalle discoteche che hanno potuto riaprire solo in questi giorni.

Le potenzialità inespresse del turismo
Un quadro che per l'economia siciliana appare anche più complesso. Tra il 1995 e il 2020 questa Regione ha registrato tassi di crescita e dinamiche di consumi inferiori sia rispetto al Paese che all'area meridionale. Tuttavia, sembra emergere negli ultimi anni qualche segnale incoraggiante grazie alla valorizzazione dei flussi turistici. Ma è un segnale ancora troppo debole perché il turismo, che come noto è un settore trainante dell'economia siciliana e di tutto il Sud, ha ancora enormi potenzialità da esprimere. Basti pensare che, in un anno «normale» come il 2019, il rapporto tra la spesa dei turisti stranieri nella Regione e i consumi complessivi è stato del 2,8% contro il 5,8% del Centro e il 5,1% del Nord-Est. C'è poi il tema dei ritardi infrastrutturali sul quale, in particolare per i servizi di trasporto, la Sicilia evidenzia forti ritardi, soprattutto nel traffico merci per via aerea e marittima, rispetto all'intera area meridionale e al resto del Paese. Un'importante «scossa» pub certamente venire dal PNRR. Soprattutto al Sud che, nei sei anni del Piano, potrebbe recuperare il terreno perduto attraverso un incremento dell'87% degli investimenti pubblici. Investimenti che, se indirizzati presto e bene, potranno attirare anche ingenti risorse private rafforzando la filiera turistica. Siamo dunque di fronte ad un'occasione — forse irripetibile — che non possiamo perdere: perché se riparte il Sud riparte l'intero Paese. Detto questo, va sottolineato che le misure contenute nell'ultimo decreto sostegni — tra cui circa un miliardo di euro per le imprese più colpite dalla nuova fase della pandemia, soprattutto quelle del terziario di mercato - risultano insufficienti. Imprese che sono, poi, ulteriormente penalizzate per il mancato accoglimento della richiesta di un nuovo ciclo di «cassa COVID». Scatta, invece, il meccanismo del Fondo di integrazione salariale con il contributo di finanziamento a carico delle imprese. Un contributo previsto in caso di utilizzo e scontato ma solo per alcuni settori del terziario di mercato e fino alla conclusione del periodo emergenziale. Bene, invece, l'estensione del credito d'imposta sulle rimanenze di magazzino al settore del commercio moda, come da noi fortemente voluto.

Il "peso" del caro energia sulle imprese
Quanto al caro energia, la riduzione degli oneri di sistema per il primo trimestre 2022 è un piccolo passo avanti. Ma soprattutto è importante l'impegno del presidente Draghi di «preparare un intervento di ampia portata nei prossimi giorni». Resta, infatti, l'urgenza di intervenire in modo strutturale: dalla dipendenza estera, agli oneri di sistema, fino alla compensazione dell'aumento dei prezzi dei carburanti sulla filiera dei trasporti e della logistica. E comunque, in ogni caso, vanno messe urgentemente in campo nuove moratorie fiscali e creditizie e risorse aggiuntive rispetto ai fondi individuati nella Legge di bilancio. Risorse indispensabili che vanno eventualmente reperite anche ricorrendo ad un nuovo scostamento di bilancio raccordato con l'Unione Europea".

tratto da

Il Giornale di Sicilia

 



SANGALLI SUL TIRRENO: "LA CRISI MORDE MA IL PNRR PUÒ SALVARCI"
"Vorrei partire dal clima di fiducia che a gennaio è sensibilmente diminuito a causa del caro energia e del ritorno dell'inflazione. Un vero e proprio "shock" di inizio anno per famiglie e imprese che ancora lottano contro la variante Omicron e i suoi impatti. A cominciare dalla frenata dei consumi che, come rilevato dal nostro Ufficio Studi, sono ancora sotto del 7,7% rispetto al 2019. Un dato pessimo che arriva dopo i segnali di vivacità registrati nel 2021. E questo vale anche per il Pil che, nonostante il + 6,5% del 2021— tra le migliori performance in Europa — di strada ne deve fare ancora per recuperare i livelli pre-crisi". "Con una criticità in più: che la ripresa - ha osservato Sangalli- è molto disomogenea tra i diversi settori. Rispetto al 2019, infatti, il sistema ricettivo e la ristorazione mostrano ancora perdite in termini di consumi pari a quasi il 30 per cento, i servizi culturali e ricreativi di oltre il 20 per cento, e altri comparti, come i trasporti, l'abbigliamento e le calzature, registrano distanze a doppia cifra. Senza dimenticare, naturalmente, la drammatica situazione delle discoteche che continuano a rimanere chiuse".

"Un quadro che per l'economia della Toscana appare anche più complesso. In questa regione, infatti, il calo del Pile dei consumi nel 2019, rispettivamente del 9,8% e del 12,3% , è superiore al dato medio nazionale e il turismo registra un vero e proprio crollo, con il territorio di Firenze che perde quasi l'80% di presenze, il dato più alto di tutte le province italiane. E ancora oggi in Toscana si registra un calo di presenze turistiche rispetto al 2019 prossimo al 40%, nonostante continui ad essere tra i territori preferiti dagli stranieri".

"Insufficienti le misure del decreto sostegni"
"E va sottolineato che le misure contenute nel nuovo decreto sostegni — tra cui circa un miliardo di euro per le imprese più colpite dalla nuova fase della pandemia, soprattutto quelle del terziario di mercato — risultano insufficienti. Così come appare un errore che penalizza ulteriormente le attività imprenditoriali il mancato accoglimento della richiesta di un nuovo ciclo di "cassa Covid". Scatta, invece, il meccanismo oneroso del Fondo di integrazione salariale, sia pure scontato, per alcuni settori del terziario di mercato e fino alla conclusione del periodo emergenziale, del contributo di finanziamento previsto in caso di utilizzo. Bene, invece, l'estensione del credito d'imposta sulle rimanenze di magazzino al settore del commercio moda. Quanto al caro energia, la riduzione degli oneri di sistema per il primo trimestre 2022 è un piccolo passo avanti, ma resta l'urgenza di un piano di azione strutturale comprensivo, tra l'altro, della riforma dell'impianto della bolletta elettrica e della riduzione della dipendenza dalle forniture estere. E soprattutto servono misure per compensare gli impatti negativi dell'aumento dei prezzi dei carburanti sulla filiera del trasporto e della logistica. E comunque, in ogni caso, è urgente un provvedimento di estensione delle moratorie fiscali e creditizie. Ma ci sono anche segnali in controtendenza che inducono all'ottimismo. Un esempio per tutti la manifestazione di interesse di Msc per Ita Airways, un gesto coraggioso con il quale si rafforzerebbe l'asset del trasporto aereo in Italia, sia il comparto cargo, attraverso l'integrazione con lo shipping, sia quello passeggeri, con nuove sinergie con le eccellenze nazionali del turismo crocieristico e di tutta la nostra filiera dell'accoglienza". "Lo scenario complessivo - ha concluso Sangalli - è ancora incerto: da una parte non consente facili ottimismi e, dall'altra, richiede il massimo impegno da parte di tutti per rafforzare la crescita accelerando sugli investimenti del Pnrr. Un'occasione, forse irripetibile, di rilancio del Paese, soprattutto del Mezzogiorno, che non possiamo perdere".

tratto da "Il Tirreno"

 

FAQ sul Green Pass
Le risposte ai dubbi e agli interrogativi sul green pass, il Certificato Digitale Covid dell'Unione Europea.


PAGINA IN AGGIORNAMENTO

Le FAQ sono in fase di revisione e aggiornamento a seguito dell'entrata in vigore del
decreto-legge 7 gennaio 2022, n. 1 e del DPCM 21 gennaio 2022.
Dal 1° luglio 2021 è attivo il cosiddetto green pass, ovvero quel documento che integra e sostituisce la certificazione verde Covid-19. L'EU digital COVID certificate (Certificato Digitale Covid dell'Unione Europea o anche Certificazione Verde Digitale Covid-19), infatti, ha permesso inizialmente non solo di partecipare a feste ed eventi pubblici, di avere accesso alle RSA e di spostarsi tra regioni di colori diversi (come consentiva già la certificazione verde), ma anche di viaggiare tra i paesi membri dell’Unione Europea senza obbligo di quarantena o tampone.

In seguito, il decreto-legge 26 novembre 2021, che riporta "Misure urgenti per il contenimento dell’epidemia da Covid-19 e per lo svolgimento in sicurezza delle attività economiche e sociali", ha dettato nuove regole sul green pass. Si tratta di norme elaborate con l'obiettivo di contenere la "quarta ondata" della pandemia Sars-Cov2, che toccano diversi ambiti tra cui l'obbligo vaccinale per determinate categorie, l'introduzione della terza dose o dose booster, il rafforzamento di controlli e campagne promozionali sulla vaccinazione, così come lo "sdoppiamento" della certificazione verde Covid-19 in green pass "base" e green pass "rafforzato", il cosiddetto super green pass.

Consulta la pagina delle FAQ sul Super Green Pass per maggiori informazioni al riguardo
Le misure sono state ulteriormente modificate con il decreto 24 dicembre 2021, n. 221, ovvero il cosiddetto "decreto festività" e, successivamente, con l'entrata in vigore del decreto-legge 30 dicembre 2021, n. 229, e del decreto-legge 7 gennaio 2022, n.1.

Super green pass: le novità
Nuove norme anche per quanto riguarda il green pass "rafforzato", anche detto super green pass, ovvero la certificazione verde Covid-19 rilasciata a seguito del completamento vaccinale o dello stato di guarigione.

Il decreto 30 dicembre 2021, n. 229 e il decreto-legge 7 gennaio 2022, n. 1 introducono novità in materia di contenimento della diffusione del Covid-19. Tra le varie disposizioni contenute nei decreti, viene introdotta la necessità del possesso del super green pass per l'accesso ad ulteriori servizi e attività (ad esempio nei trasporti, vedi FAQ 44) ma anche nel settore del lavoro pubblico e privato.

In quest'ultimo caso si precisa che, a decorrere dal 15 febbraio 2022, sono i lavoratori over cinquanta del settore privato e del settore pubblico (soggetti all'obbligo vaccinale secondo l'art. 4-quater, DL n.44/2021) a dover esibire il green pass "rafforzato".

I lavoratori che accedono ai luoghi di lavoro senza super green pass saranno soggetti ad una sanzione amministrativa del pagamento di una somma da 600 a 1.500 euro (raddoppiata in caso di reiterata violazione), fermo restando conseguenze disciplinari secondo gli ordinamenti dei vari settori.

Va precisato che tali disposizioni non si applicano ai soggetti di età inferiore ai dodici anni e ai soggetti esenti dalla campagna vaccinale sulla base di idonea certificazione medica, rilasciata secondo i criteri definiti con circolare del Ministero della salute (link in pdf).


Green pass base: cosa cambia
Se l'accesso a determinate attività è consentito solamente ai soggetti in possesso di certificazione verde rafforzata (vedi elenco nella pagina delle faq super green pass), il green pass ordinario (o "base") servirà per l'accesso ai seguenti servizi e attività:

dal 20 gennaio 2022: servizi alla persona;
dal 1° febbraio 2022 (o altra data prevista da specifico DPCM): pubblici uffici, servizi postali, bancari e finanziari, attività commerciali, escluse quelle necessarie per assicurare il soddisfacimento di esigenze essenziali e primarie della persona.
Spetta ai titolari, gestori o responsabili dei servizi e delle attività effettuare le dovute verifiche nel rispetto delle nuove prescrizioni. La mancata osservanza delle disposizioni comporta l’applicazione della sanzione amministrativa da 400 a 1000 euro (ai sensi dell’art. 4 DL 19/2020).

Validità delle certificazioni verdi Covid-19
Il 25 dicembre 2021 è entrato in vigore il nuovo decreto-legge 24 dicembre 2021, n. 221 recante "Proroga dello stato di emergenza nazionale e ulteriori misure per il contenimento della diffusione dell’epidemia da COVID-19" (Gazzetta Ufficiale n. 305 del 24 dicembre 2021).

Sono diverse le nuove misure stabilite per il contenimento e il contrasto della diffusione del virus da Covid-19. Una fra tutte è la riduzione da nove a sei mesi, a partire dal 1° febbraio 2022, della validità delle certificazioni verdi Covid-19 quali:

certificazioni verdi Covid-19 attestanti l’avvenuta vaccinazione anti-SARS-CoV-2, a decorrere dal completamento del ciclo vaccinale primario;
certificazioni verdi Covid-19 emesse in caso di somministrazione della dose di richiamo successivo al ciclo vaccinale primario (dose booster o terza dose), a decorrere dalla predetta data di somministrazione;
certificazioni verdi Covid-19 attestanti l'avvenuta guarigione da COVID-19, dopo la somministrazione della prima dose di vaccino o al termine del ciclo vaccinale primario o della somministrazione della relativa dose di richiamo (dose booster o terza dose), a decorrere dall'avvenuta guarigione.

Ricordiamo che, ai sensi dell’articolo 4-quinquies, comma 1, a decorrere dal 15 febbraio 2022, i lavoratori ultracinquantenni del settore privato e del settore pubblico, soggetti al nuovo obbligo vaccinale (art. 4-quater DL n. 44/2021), per accedere ai luoghi di lavoro devono possedere e sono tenuti ad esibire il green pass "rafforzato" (super green pass).

Clicca sul link per accedere all'indice delle FAQ

INDICE FAQ

 

I titolari degli esercizi commerciali per accedere ai quali è richiesto il green pass base non devono effettuare necessariamente i controlli all’ingresso. Per le discoteche altri dieci giorni di stop.


1 febbraio 2022
Nella prima riunione dopo la rielezione di Sergio Mattarella alla Presidenza della Repubblica il Consiglio dei ministri ha varato una mini proroga di dieci giorni per alcune delle misure anti-Covid. Fino al 10 febbraio prossimo:

le discoteche rimarranno chiuse;
saranno vietati i concerti e le feste all'aperto;
sarà ancora obbligatorio utilizzare le mascherine all'aperto in zona bianca.
La proroga delle misure è contenuta in un'ordinanza del ministro della Salute, Roberto Speranza, che sarà seguita da un decreto legge previsto per mercoledì prossimo che dovrebbe contenere le misure per la scuola e tutti gli altri interventi di cui si è parlato in queste settimane, dalla distinzione tra i ricoverati 'per' Covid e 'con' Covid al sistema dei colori fino alla durata del pass. Il sottosegretario alla Salute, Pierpaolo Sileri, intanto ha anticipato: "credo che il 31 marzo lo stato d'emergenza non sarà prorogato e per la fine del mese avremo abbandonato tante di quelle restrizioni che oggi abbiamo”.

Silb Fipe: ultima proroga contro lo spettro del fallimento”


"Ci auguriamo che la proroga sia l'ultima e che a partire dal 10 febbraio i nostri locali possano finalmente riaprire per non chiudere più”. Così Maurizio Pasca, presidente nazionale del Silb-Fipe, l'Associazione italiana imprese di intrattenimento da ballo e di spettacolo aderente a Fipe-Confcommercio. "Dopo due anni di enormi difficoltà, a cui si è aggiunta la doccia fredda che ci ha imposto una nuova chiusura a ridosso delle festività di fine anno, abbiamo bisogno di riappropriarci del nostro diritto al lavoro. Ne abbiamo bisogno per scongiurare lo spettro del fallimento che aleggia sulle nostre imprese in grande difficoltà”, ha aggiunto. "Tra l'altro, non posso evitare di far notare che, come già successo in passato, anche quest'ultima chiusura delle discoteche non ha scongiurato il rischio di assembramenti, tant'è che si è ballato ovunque e senza il controllo che avrebbero garantito i nostri imprenditori. Ci organizzeremo per ripartire tra dieci giorni ma sarà fondamentale prevedere dei sostegni adeguati alle perdite economiche senza eguali che ci hanno colpito", ha concluso il presidente del Silb.

 

Dal primo febbraio "green pass" a campione nei negozi
I titolari degli esercizi commerciali diversi da quelli che soddisfano le esigenze alimentari, mediche e di prima necessità ai sensi del dpcm 24 gennaio 2022, devono assicurare i controlli del green pass all’ingresso? “No. I titolari degli esercizi per i quali è richiesto il green pass base non devono effettuare necessariamente i controlli sul possesso del green pass base all’ingresso, ma possono svolgerli a campione successivamente all’ingresso della clientela nei locali”.

Con questa faq pubblicata sul suo sito web il Governo è venuto incontro alle molte proteste di titolari di esercizi commerciali che lamentavano la mera impossibilità di assicurare un controllo puntuale all’ingresso nell’attività.

“Sapere di poter effettuare i controlli a campione sui green pass della clientela rende possibile svolgere al meglio il nostro lavoro, nel rigoroso rispetto delle regole e agevola la vita ai cittadini", è il commento di Giovanni Risso presidente della Fit, la Federazione italiana tabaccai aderente a Confcommercio. Si tratta di ''un giusto compromesso tra le ragioni, mai messe in discussione, del Governo e quelle della categoria'', conclude Risso.


Negozi senza pass: si “salvano” alimentari, ottici, farmacie e carburanti


Dal primo febbraio si può accedere senza green pass solo in supermercati, farmacie, negozi di ottica e alimentari, oltre che in strutture sanitarie e uffici giudiziari e di polizia. È quanto prevede l’atteso decreto del Presidente del Consiglio dei Ministriche elenca le attività "necessarie al soddisfacimento di esigenze essenziali e primarie della persona”.

Il provvedimento stabilisce in particolare che si potrà entrare privi di certificazione verde in "esercizi specializzati e non specializzati con prevalenza di prodotti alimentari e bevande", come supermercati, discount, minimercati e altri esercizi non specializzati di alimenti vari, "escluso in ogni caso il consumo sul posto". Possibile fare spesa anche in negozi di animali domestici e alimenti per animali domestici, di articoli igienico-sanitari e in distributori di carburanti. Ingresso libero, poi, pure in ottici, farmacie, parafarmacie e altri esercizi specializzati di medicinali non soggetti a prescrizione medica, oltre che in negozi di articoli medicali e ortopedici in esercizi specializzati.

Nell’elenco “no pass” anche le strutture sanitarie, sociosanitarie e veterinarie, così l'accesso dei visitatori a strutture residenziali, socio-assistenziali, sociosanitarie e hospice. Consentito infine l'ingresso senza certificazioni verdi anche agli uffici aperti al pubblico delle forze di polizia e delle polizie locali, agli uffici giudiziari e dei servizi sociosanitari "esclusivamente per la presentazione indifferibile e urgente di denunzie da parte di soggetti vittime di reati o di richieste di interventi giudiziari a tutela di persone minori di età o incapaci, nonché per consentire lo svolgimento di attività di indagine o giurisdizionale per cui è necessaria la presenza della persona convocata".

 

L'elenco delle attività senza “green pass”
commercio al dettaglio in esercizi specializzati e non specializzati con prevalenza di prodotti alimentari e bevande (ipermercati, supermercati, discount di alimentari, minimercati e altri esercizi non specializzati di alimenti vari), escluso in ogni caso il consumo sul posto;
commercio al dettaglio di prodotti surgelati; commercio al dettaglio di animali domestici e alimenti per animali domestici in esercizi specializzati;
commercio al dettaglio di carburante per autotrazione in esercizi specializzati; commercio al dettaglio di articoli igienico-sanitari;
commercio al dettaglio di medicinali in esercizi specializzati (farmacie, parafarmacie e altri esercizi specializzati di medicinali non soggetti a prescrizione medica);
commercio al dettaglio di articoli medicali e ortopedici in esercizi specializzati;
commercio al dettaglio di materiale per ottica;
commercio al dettaglio di combustibile per uso domestico e per riscaldamento.

Ali: “ci auguriamo che valga per un breve periodo”


“È chiaro che la misura rappresenta un aggravio per le nostre attività, in un momento nel quale si assiste ad un rallentamento delle vendite e come imprese siamo chiamati ad affrontare le conseguenze dei forti aumenti dell’energia e delle materie prime. Sono però certo che i librai comprenderanno le ragioni di questo provvedimento e daranno al Paese quel segnale di collaborazione e unità che è necessario per superare questa nuova ondata della crisi sanitaria”. Così Paolo Ambrosini, presidente di Ali-Confcommercio, commenta la decisione del Governo di escludere le librerie dall’esenzione del green pass.

Visto però che “la misura crea vantaggi competitivi ad alcuni operatori, online e gdo” e che “le librerie da sempre sono patrimonio di tutti”, l’Associazione ritiene “anche ‘culturalmente’ insostenibile mantenere il provvedimento per un lungo periodo” e teme che “possa pregiudicare gli effetti positivi prodotti dal riconoscimento del libro bene essenziale”. Per questo, sottolinea Ambrosoli, “le nostre librerie continueranno con i servizi di consegna a domicilio o spedizione tramite corriere, per consentire a tutti i lettori di poter avere, anche in questa nuova situazione, la possibilità di leggere e non rompere quell’esile filo che nel nostro Paese lega il libro ai lettori”.

“Il mio auspicio è che questo provvedimento sia applicato nelle librerie per il tempo strettamente necessario a superare il picco pandemico”, conclude il presidente di Ali-Confcommercio.

 

Ancra: “anche se non siamo stati esentati dal green pass il provvedimento non è da criticare”
Per entrare nei negozi di elettrodomestici e di elettronica di consumo tra il primo febbraio e il 31 marzo prossimi servirà il “green pass” base, quello che si ottiene dopo un tampone negativo. “È un provvedimento che non ci sentiamo di criticare. Certo - commenta Dario Bossi, direttore generale di Ancra, l’Associazione di settore aderente a Confcommercio - può creare qualche disagio al momento dell’ingresso nel punto vendita. Ma d’altronde stiamo ancora combattendo una pandemia e il settore non può annoverarsi tra quelli danneggiati. Pertanto, siamo pronti a fare il nostro dovere confidando che in primavera si possa tornare alla normalità”.

 

Dal 10 gennaio “super green pass” anche per alberghi e ristorazione all’aperto


Il Consiglio dei ministri aveva già approvato il 29 dicembre dello scorso anno un altro decreto legge che contiene una nuova “raffica” di misure per contrastare il fortissimo incremento di nuove infezioni da Covid-19. In particolare si interviene estendendo l’obbligo di green pass rafforzato (il “super green pass” che si può ottenere con il completamento del ciclo vaccinale e la guarigione), sulle quarantene per i vaccinati e sulle capienze negli impianti sportivi. Vediamo il contenuto in sintesi.

Green Pass Rafforzato
Dal 10 gennaio 2022 e fino alla cessazione dello stato di emergenza viene esteso l’utilizzo del “super green pass” a:

alberghi e strutture ricettive;
feste nell’ambito di cerimonie civili o religiose;
sagre e fiere;
centri congressi;
servizi di ristorazione all’aperto;
impianti di risalita con finalità turistico-commerciale anche se ubicati in comprensori sciistici;
piscine, centri natatori, sport di squadra e centri benessere anche all’aperto;
centri culturali, centro sociali e ricreativi per le attività all’aperto;
tutti i mezzi di trasporto, compreso quello pubblico locale o regionale.
Quarantene
Chi ha avuto contatti stretti con persone positive non deve stare in quarantena se:

il contatto è avvenuto entro 120 giorni dal completamento del ciclo vaccinale primario (le prime due dosi). Se i 120 giorni sono passati e si è in attesa della dose booster i giorni di quarantena scendono da 7 a 5 (vedi la circolare del Ministero della Salute);
il contatto è avvenuto entro 120 giorni dalla guarigione;
ha ricevuto la dose di richiamo.
Per dieci giorni, però, si dovrà indossare una mascherina di tipo FFP2 e, solo in caso di sintomi, bisognerà effettuare un test antigenico rapido o molecolare cinque giorni dopo l’ultimo contatto.

Per uscire dalla quarantena o dall’auto-sorveglianza bisognerà essere negativi a un test antigenico rapido o molecolare, effettuato anche presso centri privati. In quest’ultimo caso bisognerà trasmissione all’Asl di appartenenza il relativo referto.

Capienze impianti sportivi
Il decreto prevede che le capienze saranno consentite al massimo al 50% per gli impianti all’aperto e al 35% per gli impianti al chiuso.

 

Da Confcommercio “ok al super green pass per i lavoratori”

Con l’introduzione di un “super green pass” per tutti i lavoratori si spingerebbero le persone alla vaccinazione e verrebbe superata quell'anomalia che impone un certificato verde rafforzato per la clientela a fronte di un green pass “semplice” per i lavoratori. È la posizione di Confcommercio, espressa dal vicepresidente vicario nonché presidente di Fipe, Lino Stoppani, che nel contempo chiede però una semplificazione nell'utilizzo dei contratti a termine e del lavoro straordinario nei pubblici esercizi viste le difficoltà reperire personale. "L'inasprimento delle norme – queste le parole di Stoppani - dimostra che la priorità del Governo è di non chiudere le attività di fronte alla preoccupazione per l'aumento dei contagi. L'imposizione di un super green pass è il tentativo di evitare l'obbligo della vaccinazione e preservare la libertà delle persone sul vaccino. Se non fosse sufficiente bisognerà pensare all'obbligo di vaccinazione per tutti".

Favorevole anche Conftrasporto-Confcommercio, che però allerta sul pericolo dei “due pesi e due misure. "Ben venga l'obbligo vaccinale ma non si aprano strade a una situazione di disparità tra i lavoratori italiani e quelli che provengono dall'estero: l'obbligo solo per i primi sarebbe una 'tafazzata' a tutto vantaggio delle imprese straniere", afferma infatti il presidente Paolo Uggè. "Chi entra in Italia deve produrre il certificato che attesti l'avvenuta vaccinazione. La regola deve essere applicata a tutti. Non si ripeta che gli operatori esteri nel nostro Paese possano essere esonerati dall'obbligo del vaccino. Chi entra in Italia deve produrre il certificato che attesti l'avvenuta vaccinazione”, rincara Uggè.

In generale il green pass rafforzato convince la maggior parte delle associazioni dei datori di lavoro, mentre tra i sindacati le posizioni sono più “sfumate”, con Cgil e Uil che considerano la vaccinazione obbligatoria per tutti un atto necessario e la Cisl che sottolinea come sia "un passo avanti" che comunque "non basta".

 

"Super green pass" anche al bar e in palestra, discoteche chiuse fino al 31 gennaio
Fino al 31 marzo è obbligatorio possedere il “super green pass” per consumare al banco di bar e pubblici esercizi, nonché per poter accedere a piscine, palestre, sale bingo, musei, parchi tematici e divertimento, sale gioco, sale scommesse e sale bingo. È una delle disposizioni del decreto legge 'Ulteriori misure urgenti per il contenimento dell'epidemia da Covid-19 e per lo svolgimento in sicurezza delle attività economiche e sociali', pubblicato il 24 dicembre scorso in Gazzetta Ufficiale. Ecco le altre principali misure:

dal primo febbraio 2022 riduzione della durata del green pass da 9 a 6 mesi;
il periodo minimo per la somministrazione della terza dose viene ridotto da 5 a 4 mesi dal completamento del ciclo vaccinale primario;
obbligo di mascherine all'aperto anche in zona bianca;
obbligo di dispositivi Ffp2 in cinema, teatri e per eventi sportivi, nonché sui mezzi di trasporto, anche del trasporto pubblico locale;
divieto di consumare cibi e bevande, al chiuso, in cinema, teatri e nel corso di eventi sportivi.

Stato di emergenza fino al 31 marzo, tampone alle frontiere fino al 31 gennaio
Il Consiglio dei ministri ha approvato un decreto legge che proroga fino al 31 marzo 2022 lo stato d'emergenza per contrastare la pandemia da coronavirus. La decisione è stata presa per far fronte alla nuova minaccia che arriva dalla variante “omicron” e nello stesso senso va un'ordinanza firmata dal ministro della Salute, Roberto Speranza, che prevede una “stretta” fino al 31 gennaio 2022 per tutti gli arrivi dall'estero. Ovvero, tampone obbligatorio per tutti e in più quarantena di cinque giorni per i non vaccinati. Prorogate, inoltre, le misure già previste per gli arrivi dai Paesi extraeuropei. Detto che restano in vigore, a questo punto almeno fino al 31 marzo, "green pass" e "super green pass" e tutte le altre disposizioni che da ormai quasi due anni scandiscono la nostra vita, tra le altre norme del nuovo decreto varato dal Governo troviamo:

la proroga fino al 31 marzo dei congedi parentali al 50% per i genitori con figli in quarantena causa Covid e dello smart working per i lavoratori fragili;
la nascita di un hub di stoccaggio per i vaccini;
il rinnovo dei poteri al commissario per l'emergenza;
la proroga dei test antigenici rapidi a prezzi calmierati o gratuiti per alcune categorie.

Il Governo ha chiarito che i titolari degli esercizi commerciali per accedere ai quali è richiesto il green pass base non devono effettuare necessariamente i controlli all’ingresso.

I titolari degli esercizi commerciali diversi da quelli che soddisfano le esigenze alimentari, mediche e di prima necessità ai sensi del dpcm 24 gennaio 2022, devono assicurare i controlli del green pass all’ingresso? “No. I titolari degli esercizi per i quali è richiesto il green pass base non devono effettuare necessariamente i controlli sul possesso del green pass base all’ingresso, ma possono svolgerli a campione successivamente all’ingresso della clientela nei locali”.

Con questa faq pubblicata sul suo sito web il Governo è venuto incontro alle molte proteste di titolari di esercizi commerciali che lamentavano la mera impossibilità di assicurare un controllo puntuale all’ingresso nell’attività.

“Sapere di poter effettuare i controlli a campione sui green pass della clientela rende possibile svolgere al meglio il nostro lavoro, nel rigoroso rispetto delle regole e agevola la vita ai cittadini", è il commento di Giovanni Risso presidente della Fit, la Federazione italiana tabaccai aderente a Confcommercio. Si tratta di ''un giusto compromesso tra le ragioni, mai messe in discussione, del Governo e quelle della categoria'', conclude Risso.



Negozi senza pass: si “salvano” alimentari, ottici, farmacie e carburanti
Dal primo febbraio prossimo si potrà accedere senza green pass solo in supermercati, farmacie, negozi di ottica e alimentari, oltre che in strutture sanitarie e uffici giudiziari e di polizia. È quanto prevede l’atteso decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri che elenca le attività "necessarie al soddisfacimento di esigenze essenziali e primarie della persona”.

Il provvedimento stabilisce in particolare che si potrà entrare privi di certificazione verde in "esercizi specializzati e non specializzati con prevalenza di prodotti alimentari e bevande", come supermercati, discount, minimercati e altri esercizi non specializzati di alimenti vari, "escluso in ogni caso il consumo sul posto". Possibile fare spesa anche in negozi di animali domestici e alimenti per animali domestici, di articoli igienico-sanitari e in distributori di carburanti. Ingresso libero, poi, pure in ottici, farmacie, parafarmacie e altri esercizi specializzati di medicinali non soggetti a prescrizione medica, oltre che in negozi di articoli medicali e ortopedici in esercizi specializzati.

Nell’elenco “no pass” anche le strutture sanitarie, sociosanitarie e veterinarie, così l'accesso dei visitatori a strutture residenziali, socio-assistenziali, sociosanitarie e hospice. Consentito infine l'ingresso senza certificazioni verdi anche agli uffici aperti al pubblico delle forze di polizia e delle polizie locali, agli uffici giudiziari e dei servizi sociosanitari "esclusivamente per la presentazione indifferibile e urgente di denunzie da parte di soggetti vittime di reati o di richieste di interventi giudiziari a tutela di persone minori di età o incapaci, nonché per consentire lo svolgimento di attività di indagine o giurisdizionale per cui è necessaria la presenza della persona convocata".

 

L'elenco delle attività senza “green pass”
commercio al dettaglio in esercizi specializzati e non specializzati con prevalenza di prodotti alimentari e bevande (ipermercati, supermercati, discount di alimentari, minimercati e altri esercizi non specializzati di alimenti vari), escluso in ogni caso il consumo sul posto;
commercio al dettaglio di prodotti surgelati; commercio al dettaglio di animali domestici e alimenti per animali domestici in esercizi specializzati;
commercio al dettaglio di carburante per autotrazione in esercizi specializzati; commercio al dettaglio di articoli igienico-sanitari;
commercio al dettaglio di medicinali in esercizi specializzati (farmacie, parafarmacie e altri esercizi specializzati di medicinali non soggetti a prescrizione medica);
commercio al dettaglio di articoli medicali e ortopedici in esercizi specializzati;
commercio al dettaglio di materiale per ottica;
commercio al dettaglio di combustibile per uso domestico e per riscaldamento.

Per i tabaccai incontro positivo con Costa
Passi avanti nella vertenza che oppone i tabaccai, che protestano per l’obbligo di “green pass” per i loro clienti, al Governo. Una delegazione della Fit (la Federazione italiana tabaccai aderente a Confcommercio), guidata dal presidente nazionale, Giovanni Risso, è stata infatti ricevuta il 25 gennaio scorso al Ministero della Salute dal sottosegretario Andrea Costa. "Abbiamo posto le premesse per l'apertura di un tavolo di confronto con il Governo - ha dichiarato Risso al termine dell'incontro - e siamo fiduciosi che le nostre richieste vengano accolte e che si riescano ad arginare le conseguenze di scelte finora sconsiderate. Trovo positivo che il Governo abbia dimostrato disponibilità ad ascoltare la voce della nostra categoria".

Costa, secondo quanto riporta una nota della Fit, ha affermato: "è dovere della politica ascoltare le istanze della cittadinanza e mettersi a disposizione per trovare le soluzioni migliori e più indicate. Con l'incontro odierno, estremamente positivo, è auspicabile che si possa avviare un confronto tra il Governo e le associazioni di categoria al fine di individuare un possibile percorso condiviso che possa coniugare le preoccupazioni del Governo con le richieste del comparto, anche in ragione del ruolo importante che hanno assunto le tabaccherie durante il lockdown, assicurando alcuni servizi essenziali per tutti i cittadini".

 

Ali: “ci auguriamo che valga per un breve periodo”


“È chiaro che la misura rappresenta un aggravio per le nostre attività, in un momento nel quale si assiste ad un rallentamento delle vendite e come imprese siamo chiamati ad affrontare le conseguenze dei forti aumenti dell’energia e delle materie prime. Sono però certo che i librai comprenderanno le ragioni di questo provvedimento e daranno al Paese quel segnale di collaborazione e unità che è necessario per superare questa nuova ondata della crisi sanitaria”. Così Paolo Ambrosini, presidente di Ali-Confcommercio, commenta la decisione del Governo di escludere le librerie dall’esenzione del green pass.

Visto però che “la misura crea vantaggi competitivi ad alcuni operatori, online e gdo” e che “le librerie da sempre sono patrimonio di tutti”, l’Associazione ritiene “anche ‘culturalmente’ insostenibile mantenere il provvedimento per un lungo periodo” e teme che “possa pregiudicare gli effetti positivi prodotti dal riconoscimento del libro bene essenziale”. Per questo, sottolinea Ambrosoli, “le nostre librerie continueranno con i servizi di consegna a domicilio o spedizione tramite corriere, per consentire a tutti i lettori di poter avere, anche in questa nuova situazione, la possibilità di leggere e non rompere quell’esile filo che nel nostro Paese lega il libro ai lettori”.

“Il mio auspicio è che questo provvedimento sia applicato nelle librerie per il tempo strettamente necessario a superare il picco pandemico”, conclude il presidente di Ali-Confcommercio.

 

Ancra: “anche se non siamo stati esentati dal green pass il provvedimento non è da criticare”
Per entrare nei negozi di elettrodomestici e di elettronica di consumo tra il primo febbraio e il 31 marzo prossimi servirà il “green pass” base, quello che si ottiene dopo un tampone negativo. “È un provvedimento che non ci sentiamo di criticare. Certo - commenta Dario Bossi, direttore generale di Ancra, l’Associazione di settore aderente a Confcommercio - può creare qualche disagio al momento dell’ingresso nel punto vendita. Ma d’altronde stiamo ancora combattendo una pandemia e il settore non può annoverarsi tra quelli danneggiati. Pertanto, siamo pronti a fare il nostro dovere confidando che in primavera si possa tornare alla normalità”.

 

Dal 10 gennaio “super green pass” anche per alberghi e ristorazione all’aperto


Il Consiglio dei ministri aveva già approvato il 29 dicembre dello scorso anno un altro decreto legge che contiene una nuova “raffica” di misure per contrastare il fortissimo incremento di nuove infezioni da Covid-19. In particolare si interviene estendendo l’obbligo di green pass rafforzato (il “super green pass” che si può ottenere con il completamento del ciclo vaccinale e la guarigione), sulle quarantene per i vaccinati e sulle capienze negli impianti sportivi. Vediamo il contenuto in sintesi.

Green Pass Rafforzato
Dal 10 gennaio 2022 e fino alla cessazione dello stato di emergenza viene esteso l’utilizzo del “super green pass” a:

alberghi e strutture ricettive;
feste nell’ambito di cerimonie civili o religiose;
sagre e fiere;
centri congressi;
servizi di ristorazione all’aperto;
impianti di risalita con finalità turistico-commerciale anche se ubicati in comprensori sciistici;
piscine, centri natatori, sport di squadra e centri benessere anche all’aperto;
centri culturali, centro sociali e ricreativi per le attività all’aperto;
tutti i mezzi di trasporto, compreso quello pubblico locale o regionale.
Quarantene
Chi ha avuto contatti stretti con persone positive non deve stare in quarantena se:

il contatto è avvenuto entro 120 giorni dal completamento del ciclo vaccinale primario (le prime due dosi). Se i 120 giorni sono passati e si è in attesa della dose booster i giorni di quarantena scendono da 7 a 5 (vedi la circolare del Ministero della Salute);
il contatto è avvenuto entro 120 giorni dalla guarigione;
ha ricevuto la dose di richiamo.
Per dieci giorni, però, si dovrà indossare una mascherina di tipo FFP2 e, solo in caso di sintomi, bisognerà effettuare un test antigenico rapido o molecolare cinque giorni dopo l’ultimo contatto.

Per uscire dalla quarantena o dall’auto-sorveglianza bisognerà essere negativi a un test antigenico rapido o molecolare, effettuato anche presso centri privati. In quest’ultimo caso bisognerà trasmissione all’Asl di appartenenza il relativo referto.

Capienze impianti sportivi
Il decreto prevede che le capienze saranno consentite al massimo al 50% per gli impianti all’aperto e al 35% per gli impianti al chiuso.

 

Da Confcommercio “ok al super green pass per i lavoratori”

Con l’introduzione di un “super green pass” per tutti i lavoratori si spingerebbero le persone alla vaccinazione e verrebbe superata quell'anomalia che impone un certificato verde rafforzato per la clientela a fronte di un green pass “semplice” per i lavoratori. È la posizione di Confcommercio, espressa dal vicepresidente vicario nonché presidente di Fipe, Lino Stoppani, che nel contempo chiede però una semplificazione nell'utilizzo dei contratti a termine e del lavoro straordinario nei pubblici esercizi viste le difficoltà reperire personale. "L'inasprimento delle norme – queste le parole di Stoppani - dimostra che la priorità del Governo è di non chiudere le attività di fronte alla preoccupazione per l'aumento dei contagi. L'imposizione di un super green pass è il tentativo di evitare l'obbligo della vaccinazione e preservare la libertà delle persone sul vaccino. Se non fosse sufficiente bisognerà pensare all'obbligo di vaccinazione per tutti".

Favorevole anche Conftrasporto-Confcommercio, che però allerta sul pericolo dei “due pesi e due misure. "Ben venga l'obbligo vaccinale ma non si aprano strade a una situazione di disparità tra i lavoratori italiani e quelli che provengono dall'estero: l'obbligo solo per i primi sarebbe una 'tafazzata' a tutto vantaggio delle imprese straniere", afferma infatti il presidente Paolo Uggè. "Chi entra in Italia deve produrre il certificato che attesti l'avvenuta vaccinazione. La regola deve essere applicata a tutti. Non si ripeta che gli operatori esteri nel nostro Paese possano essere esonerati dall'obbligo del vaccino. Chi entra in Italia deve produrre il certificato che attesti l'avvenuta vaccinazione”, rincara Uggè.

In generale il green pass rafforzato convince la maggior parte delle associazioni dei datori di lavoro, mentre tra i sindacati le posizioni sono più “sfumate”, con Cgil e Uil che considerano la vaccinazione obbligatoria per tutti un atto necessario e la Cisl che sottolinea come sia "un passo avanti" che comunque "non basta".

 

"Super green pass" anche al bar e in palestra, discoteche chiuse fino al 31 gennaio
Fino al 31 marzo è obbligatorio possedere il “super green pass” per consumare al banco di bar e pubblici esercizi, nonché per poter accedere a piscine, palestre, sale bingo, musei, parchi tematici e divertimento, sale gioco, sale scommesse e sale bingo. È una delle disposizioni del decreto legge 'Ulteriori misure urgenti per il contenimento dell'epidemia da Covid-19 e per lo svolgimento in sicurezza delle attività economiche e sociali', pubblicato il 24 dicembre scorso in Gazzetta Ufficiale. Ecco le altre principali misure:

dal primo febbraio 2022 riduzione della durata del green pass da 9 a 6 mesi;
il periodo minimo per la somministrazione della terza dose viene ridotto da 5 a 4 mesi dal completamento del ciclo vaccinale primario;
obbligo di mascherine all'aperto anche in zona bianca;
obbligo di dispositivi Ffp2 in cinema, teatri e per eventi sportivi, nonché sui mezzi di trasporto, anche del trasporto pubblico locale;
divieto di consumare cibi e bevande, al chiuso, in cinema, teatri e nel corso di eventi sportivi;
fino al 31 gennaio divieto di eventi e feste che implichino assembramenti all'aperto e chiusura di discoteche e sale da ballo.

Silb-Fipe: “colpo di grazia per un settore che ha perso 4 miliardi”


"Eravamo già pronti per lavorare il 31 dicembre con la speranza di compensare una parte dei 4 miliardi di euro di perdite di due anni di chiusura. Ma ecco che in poche ore tutto è stato distrutto. Ci stavamo lentamente riprendendo seguendo le regole imposte dallo stesso Governo, ma evidentemente non è bastato. Tutte le attività sono aperte, stadi, teatri, cinema, ma non le discoteche". È il commento di Maurizio Pasca, presidente del Silb, il Sindacato dei Locali da Ballo aderente a Fipe-Confcommercio. ''Cosa pensate che accadrà il 31 dicembre? Le persone andranno a ballare e festeggiare in luoghi abusivi, con buona pace di ogni tracciamento e misura di sicurezza. Quando si chiude un locale da ballo bisogna ricordarsi che ci sono famiglie dietro che vivono di questo lavoro. Evidentemente per questo governo siamo figli di un Dio minore. Ne abbiamo abbastanza", continua. "L'11 ottobre abbiamo aperto e abbiamo assunto centinaia di persone. Cosa diremo loro domani mattina? Siamo senza parole. A questo punto, visto che la decisione di chiudere è arrivata dall'oggi al domani, nello stesso breve arco di tempo ci aspettiamo una decisione sui ristori'', conclude Pasca.

 

Stato di emergenza fino al 31 marzo, tampone alle frontiere fino al 31 gennaio
Il Consiglio dei ministri ha approvato un decreto legge che proroga fino al 31 marzo 2022 lo stato d'emergenza per contrastare la pandemia da coronavirus. La decisione è stata presa per far fronte alla nuova minaccia che arriva dalla variante “omicron” e nello stesso senso va un'ordinanza firmata dal ministro della Salute, Roberto Speranza, che prevede una “stretta” fino al 31 gennaio 2022 per tutti gli arrivi dall'estero. Ovvero, tampone obbligatorio per tutti e in più quarantena di cinque giorni per i non vaccinati. Prorogate, inoltre, le misure già previste per gli arrivi dai Paesi extraeuropei. Detto che restano in vigore, a questo punto almeno fino al 31 marzo, "green pass" e "super green pass" e tutte le altre disposizioni che da ormai quasi due anni scandiscono la nostra vita, tra le altre norme del nuovo decreto varato dal Governo troviamo:

la proroga fino al 31 marzo dei congedi parentali al 50% per i genitori con figli in quarantena causa Covid e dello smart working per i lavoratori fragili;
la nascita di un hub di stoccaggio per i vaccini;
il rinnovo dei poteri al commissario per l'emergenza;
la proroga dei test antigenici rapidi a prezzi calmierati o gratuiti per alcune categorie.

Cambia la regola per l’ingresso in Italia dei cittadini europei. La nuova ordinanza del Ministero della Salute contiene anche l’estensione dei corridoi turistici a nuovi Paesi.


27 gennaio 2022
Nuova ordinanza del ministro della Salute, Roberto Speranza, sugli arrivi dall’estero. In base al nuovo provvedimento, i viaggiatori provenienti dai Paesi dell'Unione Europea dovranno esibire all’ingresso nel nostro Paese soltanto il green pass. Dal primo febbraio non sarà dunque più necessario il tampone. L’iniziativa del ministro della Salute è una risposta all’appello lanciato dai commissari UE Stella Kyriakides (Salute e sicurezza alimentare) e Didier Reynders (Giustizia) ai Paesi europei che hanno introdotto "misure di contenimento dei viaggi supplementari nelle ultime settimane e che hanno reso i viaggi nel l'UE più complicati e meno pianificabili".

Con la stessa ordinanza sono state prorogate ed estese le misure sui corridoi turistici, il cui numero viene aumentato con l’aggiunta di Cuba, Singapore, Turchia, Thailandia (solo l'isola di Phuket), Oman e Polinesia francese. Nello specifico, il testo prevede che “il viaggiatore dotato di certificato vaccinale o di guarigione, in partenza dal territorio nazionale per un soggiorno all'estero nell'ambito di un corridoio turistico Covid-free, deve sottoporsi a un test molecolare o antigenico condotto con tampone e risultato negativo, nelle quarantotto (48) ore precedenti la partenza; se la permanenza all'estero supera i sette (7) giorni, sottoporsi a ulteriore test molecolare o antigenico in loco; prima di rientrare in Italia, nelle quarantotto (48) ore precedenti l'imbarco, è necessario sottoporsi a un test molecolare o antigenico, condotto con tampone e risultato negativo; all'arrivo in aeroporto in Italia, è necessario sottoporsi a ulteriore test molecolare o antigenico, con risultato negativo. Se tutti i passaggi su elencati sono rispettati, i viaggiatori sono esentati dal rispetto degli obblighi di sorveglianza sanitaria e di isolamento fiduciario”.

 

IRFIS - FinSicilia S.p.A. ha pubblicato due importanti Avvisi che potranno dare sostegno alle imprese e ai professionisti che hanno subito danni dovuti all’emergenza epidemiologica da COVID-19.

Nel 2021 si sono registrati segnali di vivacità dei consumi, anche se prevalentemente per effetto di un rimbalzo statistico visto che il confronto è con i lockdown e la crisi del 2020. Tuttavia, non è stato certo l'anno della ripartenza di tutti i settori e di una ripresa diffusa sul territorio. Il nostro Ufficio Studi, infatti, conferma questo scenario: Pil +6,2% e consumi +5,0% per l'anno che si è appena chiuso, ma con interi settori - a cominciare dalla filiera turistica e dall'area della cultura e del tempo libero. Che sono ancora molto distanti dai livelli del 2019 e che recupereranno i livelli pre-pandemia solo nel 2023. Mi riferisco, in particolare, al sistema ricettivo e alla ristorazione che hanno visto crollare i consumi di quasi il 30%, ai servizi culturali e ricreativi che fanno segnare un -21,5%, ma anche ad altri comparti, come i trasporti e l'abbigliamento e le calzature, che hanno subito perdite di consumi a doppia cifra. Senza dimenticare, naturalmente, la drammatica situazione del settore dell'intrattenimento con la chiusura delle attività. Dopo la crisi senza precedenti del 2020 - con perdite di Pile consumi più elevate sia nei confronti del dato nazionale che dell'area del Nord-Est, anche per il crollo del turismo con un dimezzamento di presenze rispetto al 2019 - l'economia veneta ha reagito facendo segnare, nel 2021, performance migliori della media nazionale con una crescita del 6,5% del Pil e del 5,8% per i consumi. Tuttavia, per il Veneto e per l'intera economia nazionale, il recupero prosegue più lentamente del previsto e si concretizza la crescita dell'inflazione. Una crescita innescata dai prezzi delle materie prime e che, anche per i rincari delle bollette, rischia di ridimensionare i consumi delle famiglie italiane, che possono però fare conto su un "eccesso" di risparmio forzoso e precauzionale accumulato negli ultimi due anni. Contro gli effetti negativi dell'inflazione importata, bisogna rafforzare la crescita attraverso la messa a terra degli investimenti del PNRR e di quelli previsti dalla legge di bilancio per il 2022. Quanto alle bollette, occorre che il tavolo di confronto con le imprese annunciato dal Ministro Giorgetti porti rapidamente a risultati concreti. In questa situazione, resa ancora più difficile dalla recrudescenza della pandemia, il Governo deve accelerare. Lo si è fatto perla campagna vaccinale. Ma vanno anche date risposte efficaci ed urgenti alle imprese che soffrono e che rischiano di chiudere nei prossimi mesi. Per evitarlo, bisogna sostenere i settori più colpiti con indennizzi, con crediti d'imposta dedicati - come quelli per le locazioni commerciali o per le giacenze di magazzino del commercio moda - con moratorie fiscali e con un nuovo ciclo di cassa Covid. Ma è anche necessario e urgente prorogare le moratorie sui prestiti bancari e predisporre strumenti di rimodulazione delle scadenze dei finanziamenti. Le risorse vanno assolutamente trovate, perché bisogna evitare ad ogni costo che pandemia e crisi economica inneschino una nuova, pericolosa emergenza sociale.

Carlo Sangalli

Dal Gazzettino del 16 gennaio 2022