Martedì, 14 Dicembre 2021 08:58

SANGALLI: “IN MANOVRA SI PUÒ FARE DI PIÙ PER TURISMO, BOLLETTE E FISCO”

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Il presidente di Confcommercio al Giornale: “circa 900 milioni di maggiori costi con la riforma degli ammortizzatori”. A Natale cancellate oltre 2,5 milioni di prenotazioni nelle strutture ricettive, chiesto a Draghi e Orlando un tavolo di confronto.


Carlo Sangalli, presidente di Confcommercio, cosa ne pensa dell'impianto della legge di Bilancio?

«La ripresa della pandemia, anche a livello globale, preoccupa per le ripercussioni sull'economia del nostro Paese. Occorre fare di più, sia per le imprese che non sono ripartite, e penso soprattutto alla filiera del turismo e della cultura, sia per quelle che stanno ripartendo troppo lentamente. Gli interventi in materia di Irpef e Irap vanno considerati come una prima tappa del processo di riduzione della pressione fiscale. Se per l'Irpef è apprezzabile l'alleggerimento del prelievo fiscale sui redditi medi e medio-bassi, sull'Irap lo stanziamento da un miliardo di euro dovrebbe consentire l'eliminazione dell'imposta solo per piccoli imprenditori e lavoratori autonomi».

L'impennata al 3,8% dell'inflazione vi preoccupa?

«Non siamo solo preoccupati per l'inflazione che secondo il nostro ufficio studi potrebbe attestarsi nell'ultimo trimestre al 4% riducendo il potere di acquisto delle famiglie ma anche per la crescita dei costi dei consumi obbligati, le bollette per intenderci. Gli ulteriori stanziamenti per la riduzione compensativa degli oneri di sistema non bastano. Serve un ampio ventaglio di politiche e azioni strutturali».

Ci sono altre priorità?

«Occorrono interventi urgenti in materia di cartelle esattoriali, Tosap e Cosap».

Cosa pensa della riforma degli ammortizzatori sociali?

«L'universalismo delle tutele comporta un pesante aggravio della contribuzione per le imprese del commercio, del turismo, dei servizi e dei trasporti: le imprese più colpite dall'impatto dell'emergenza sanitaria. È necessaria maggiore attenzione alle caratteristiche settoriali e alle diverse dimensioni aziendali».

Cosa serve per migliorarla?

«Un periodo transitorio adeguato e non limitato al solo 2022, un meccanismo di bonus/malus strutturale per allineare la contribuzione alle prestazioni effettive, la definizione di causali specifiche per i settori del terziario di mercato per accedere agli ammortizzatori. E un raccordo stretto con le politiche attive per l'occupazione».

Cosa chiedete per evitare l'aumento dei costi?

«Bisogna trovare soluzioni compensative per attenuare l'incremento della contribuzione dei nuovi ammortizzatori. A regime, parliamo di circa 900 milioni di euro annui a carico del terziario di mercato».

Quali potrebbero essere le soluzioni?

«Bisogna ridurre simmetricamente altre componenti contributive del costo del lavoro a carico delle imprese. In particolare, i contributi dovuti per l'assicurazione contro gli infortuni e le malattie professionali, il contributo di malattia e il contributo per gli assegni familiari anche in considerazione del nuovo assegno unico. C'è lo spazio per intervenire, ma occorre farlo rapidamente».

Quali sono i rischi se non si dovesse intervenire?

«Si frenerà gravemente la ripartenza del terziario di mercato che contribuisce al Pil e all'occupazione del Paese per circa il 40% del totale. Proprio per questo abbiamo chiesto al ministro del Lavoro e al presidente del Consiglio un tavolo di confronto sulla sostenibilità del nuovo assetto».

II turismo è sempre in difficoltà?

«È il settore che più ha sofferto l'emergenza sanitaria e continua a soffrire anche ora. Le risorse stanziate non sono sufficienti a coprire le ingenti perdite delle imprese. La nuova variante Omicron ha provocato una pioggia di disdette delle prenotazioni natalizie. A oggi si registrano oltre 2 milioni e mezzo di prenotazioni cancellate e possiamo dire che il 2021 si chiuderà con 100 milioni di presenze in meno rispetto al 2019 nelle strutture italiane. Da qui la richiesta avanzata dalle organizzazioni del turismo di congrui indennizzi per i quasi due anni di inattività».

L'Europa sta per dire addio ai motori termici nel 2035.

«La transizione ecologica nel settore dei trasporti e della mobilità andrà governata con grande attenzione. Servono rifinanziamenti pluriennali degli ecobonus per rinnovare il parco circolante e ristori adeguati per i concessionari auto che andrebbero introdotti già nella nuova legge di Bilancio, assieme alla conferma delle agevolazioni per il gasolio commerciale per le imprese di trasporto e logistica e a nuovi interventi per la sostenibilità economica del gas naturale liquefatto».

 

Gian Maria De Francesco

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