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Venerdì, 26 Novembre 2021 09:14

CONAD ENTRA IN CONFCOMMERCIO

Accordo quadro tra l'Associazione Nazionale Cooperative Dettaglianti e la Confederazione. I protocolli d'intesa sono stati firmati dal Presidente Carlo Sangalli, del Presidente di ANCD Maurizio Pelliconi e dall’Amministratore Delegato di Conad Francesco Pugliese.

Il 24 novembre a Roma Conad e Confcommercio hanno firmato i protocolli di intesa che siglano l’ingresso del Consorzio Nazionale e delle Cooperative nella Confederazione di Piazza Belli. L’accordo è stato raggiunto nell’ambito di un accordo quadro tra ANCD (Associazione Nazionale Cooperative Dettaglianti, struttura politico-sindacale aderente a Legacoop a cui sono associate le cooperative territoriali e il Consorzio Nazionale Conad) e Confcommercio.

La firma è avvenuta alla presenza del Presidente di Confcommercio Carlo Sangalli, del Presidente di ANCD Maurizio Pelliconi e dell’Amministratore Delegato di Conad Francesco Pugliese, che assume la carica di Vicepresidente di Confcommercio con delega alla fiscalità e alla finanza d’impresa.

 

 

Pugliese: "Un accordo importante nel segno della semplificazione della rappresentanza"
“Siamo lieti di iniziare questo nuovo percorso insieme a Confcommercio. Il nostro ingresso segna la prosecuzione di un processo di progressiva semplificazione del sistema di rappresentanza nel nostro settore” ha commentato Francesco Pugliese, Amministratore Delegato di Conad. “Questo ci permette di essere meno frammentati e più uniti, di restituire maggiore forza alla rappresentanza, e di essere quindi più efficaci nello sviluppo del settore del commercio. Oggi, finalmente, operatori e associazioni sono più coesi perché gli interessi sono più simili rispetto al passato. Auspichiamo che altri soggetti possano seguire la nostra scelta, rafforzando la rappresentanza della comunità di imprenditori e di lavoratori che serve il Paese e contribuisce alla ripresa dell’economia, generando valore aggiunto e occupazione”.

 

Sangalli: "Si rafforza la capacità di interpretare le politiche associative e sindacali"
“L’entrata del Sistema Conad in Confcommercio – ha dichiarato il Presidente di Confcommercio, Carlo Sangalli - è certamente un segnale importante per diverse ragioni. La prima è che, in un momento così complesso come quello che stiamo vivendo, è decisivo stare insieme e condividere scelte strategiche comuni. La seconda è che si rafforza il perimetro della nostra rappresentanza all’insegna del pluralismo distributivo. La terza riguarda una accresciuta capacità di interpretare, a tutti i livelli, politiche associative e sindacali con il contributo diretto di una realtà leader della grande distribuzione nel nostro Paese”.

 

 

I "numeri" di Conad
L’ingresso del Sistema Conad in Confcommercio porterà alla presenza di delegati di cooperativa e di soci imprenditori Conad nelle organizzazioni provinciali dell’associazione di categoria. Conad porta in Confcommercio il proprio modello di business, fatto di 3.305 punti di vendita, 65.772 addetti, 2.390 soci imprenditori associati in cooperativa che condividono un insieme di principi e valori, tra cui la centralità della persona e delle sue capacità, servendo ogni giorno le comunità grandi e piccole sul territorio italiano in cui operano e vivono.

Approvato il nuovo decreto che rafforza le misure anti Covid: dal 6 dicembre al 15 gennaio sarà di fatto impossibile per i non vaccinati accedere, in zona bianca o gialla, a spettacoli, stadi, cerimonie e pubblici esercizi.



Il Consiglio dei ministri ha dato il via libera all’unanimità al decreto che rafforza le misure anti Covid con il “super green pass”. Sarà valido dal 6 dicembre al 15 gennaio 2022 e permetterà l’accesso, in zona bianca e gialla, a spettacoli, eventi sportivi, bar e ristoranti (solo al chiuso), feste e discoteche, cerimonie pubbliche. Oltre a questi luoghi, dove già la certificazione verde era richiesta, sarà necessario anche per accedere ad alberghi, spogliatoi per l'attività sportiva, trasporto ferroviario regionale e trasporto pubblico locale. In pratica, solo vaccinati e guariti avranno il via libera, contrariamente ai non vaccinati anche se con tampone negativo.

"Finora il green pass si otteneva con vaccinazione, guarigione o tampone negativo. In questa fase di avanzamento dell'epidemia, per la fase che va dal 6 dicembre al 15 gennaio il certificato verde si ottiene solo con la vaccinazione o con la guarigione". Così il ministro della Salute, Roberto Speranza, durante la conferenza stampa che si è tenuta a Palazzo Chigi dopo la riunione del Cdm. "Nel momento in cui facciamo la scelta del green pass rafforzato - ha poi spiegato - con un eventuale passaggio di colore delle Regioni, eviteremo restrizioni per le persone vaccinate. Il rafforzamento del green pass serve a evitare chiusure".

Da parte sua il premier Mario Draghi ha sottolineato che i vari interventi “servono a dare certezze alla stagione turistica. Qual era l'alternativa lo scorso anno? Si guardava al peggioramento dei contagi, poi si diceva che non sarebbe stato possibile tenere aperto e poi si è deciso di non tenere aperto, ma già prima molte prenotazioni erano scomparse, quindi questa strategia tende a dire che avremo fatto il possibile per difenderci dalla diffusione della pandemia e mantenere aperta la stagione".

 

Super green pass, ecco cosa cambia

Sono quattro gli ambiti di intervento del decreto approvato dal Governo:

istituzione del super green pass dal 6 dicembre;
obbligo vaccinale e terza dose;
estensione dell'obbligo del vaccino a nuove categorie;
rafforzamento dei controlli e campagne promozionali sulla vaccinazione.
Verdiamoli in dettaglio:

TERZA DOSE - Il decreto legge prevede di estendere l'obbligo vaccinale alla terza dose per i sanitari a decorrere dal 15 dicembre prossimo e con esclusione della possibilità di essere adibiti a mansioni diverse. Inoltre si ricorda che è già consentito l'anticipo della terza dose dopo cinque mesi dalla seconda. Il governo inoltre ha annunciato di volere aprire dal primo dicembre la terza dose agli over 18 e manifestato l'intenzione di avviare campagne vaccinali, se autorizzate, per la fascia di età 5-12 anni.

OBBLIGO PER PROFESSORI E FORZE DELL’ORDINE - Dopo le categorie sanitarie, l'obbligo vaccinale viene esteso anche a tutto il personale scolastico e a quello del comparto della difesa, sicurezza e soccorso pubblico. Il Governo ha fissato al 15 dicembre la data in cui entra in vigore l'immunizzazione obbligatoria. Nel dettaglio le nuove categorie coinvolte saranno personale amministrativo della sanità, docenti e personale amministrativo della scuola, militari, forze di polizia (compresa la polizia penitenziaria) e personale del soccorso pubblico.

CONTROLLI RAFFORZATI - Il decreto prevede un rafforzamento del sistema dei controlli: entro tre giorni dall'entrata in vigore del decreto, i prefetti sentono il Comitato provinciale ordine e sicurezza ed entro cinque giorni adottano il nuovo piano di controlli, a livello provinciale, coinvolgendo tutte le forze di polizia. Si tratta di controlli "costanti" di cui le Prefetture sono obbligate a redigere una relazione settimanale da inviare al Ministero dell'Interno.

MASCHERINE - Il governo non è intervenuto sul punto, valgono pertanto le disposizioni fin qui in vigore. In zona bianca la mascherina non è obbligatoria all'aperto, ma va indossata in tutti i luoghi chiusi diversi dalla propria abitazione, compresi i mezzi di trasporto pubblico (aerei, treni, autobus) e in tutte le situazioni in cui non possa essere garantito il distanziamento interpersonale o siano possibili assembramenti. È invece obbligatoria all'aperto e al chiuso in zona gialla, arancione e rossa.

TAMPONI E CERTIFICATO - Ai fini del green pass sono confermate sia le tipologie che la durata dei test. Il certificato resta valido in caso di un tampone molecolare negativo effettuato nelle 72 ore antecedenti o rapido nelle 48 ore precedenti.

 

Federalberghi: “il super green pass in hotel chiude le porte a milioni di turisti stranieri”


“La proposta di consentire l'accesso agli alberghi solo alle persone munite del cosiddetto ‘super green pass’ rischia di chiudere le porte dell'Italia a milioni di cittadini stranieri che sono stati immunizzati con un vaccino non riconosciuto dall'Autorità europea”. È l’allarme lanciato da Federalberghi a poche ore dall’approvazione del nuovo decreto con le misure anti-coronavirus. In tal caso, secondo la Federazione degli albergatori, verrebbero avvantaggiati i Paesi concorrenti che “attendono a braccia aperte i milioni di turisti stranieri che l'Italia si appresta a respingere, una nuova mazzata sul settore dopo che la Banca d'Italia ha certificato che nei primi otto mesi del 202 la spesa dei viaggiatori stranieri in Italia è diminuita di quasi 19 miliardi, con un calo del 61,4% rispetto al 2019'' .

Federalberghi sottolinea poi che se "per accedere ai luoghi di lavoro sarà sufficiente il green pass semplice, la logica vuole che la medesima deroga debba essere accordata a chi viaggia per motivi di lavoro e ha bisogno di pernottare fuori casa, come gli esponenti delle forze dell'ordine e gli addetti alle attività di trasporto. Senza dimenticare che non sono rari i casi di persone che soggiornano stabilmente presso strutture ricettive per ragioni di lavoro, di studio o di salute".

Infine, eventuali vincoli alle strutture ricettive ufficiali “devono essere validi anche per gli affitti in locazione breve. Se non si seguisse questa strada, al danno si aggiungerebbe la beffa: sarebbero scoraggiati i soggiorni nelle strutture ufficiali che rispettano le regole, applicano rigorosi protocolli di sicurezza e pagano gli stipendi, mentre verrebbero incentivati i soggiorni presso alloggi che sfuggono a ogni regola e si sottraggono a ogni controllo".

 

Fipe: “sì al super green pass per scongiurare la chiusura”


''Rafforzare le misure di contenimento del contagio è fondamentale sia per salvare quante più vite umane possibile, sia per scongiurare le ipotesi di nuove chiusure, in particolare in un periodo delicato come dicembre. Prima della pandemia, infatti, questo mese da solo valeva circa 9 miliardi di euro per il settore della ristorazione, mentre quest'anno la previsione è di 7,2 miliardi. Si tratta del 10% del fatturato dell'intero anno e del 22% in più rispetto alla media mensile: troppo per un comparto che sta cercando di ripartire e che non può permettersi ulteriori chiusure né ulteriori incertezze".

Così Fipe-Confcommercio, che sottolinea poi come "consentire alle imprese di lavorare significa non solo garantire l'occupazione a 900mila addetti tra dipendenti e indipendenti ma anche assicurare uno sbocco commerciale che vale 2 miliardi di euro ad una lunga filiera fatta di agricoltori, allevatori, vignaioli, imbottigliatori, pescatori e produttori artigianali e industriali di ogni genere''.

 

COMUNICATO STAMPA DEL 24 NOVEMBRE 2021


I fioristi aderenti a Federfiori Caltanissetta aderiscono alla seconda edizione della “Giornata Internazionale contro la violenza sulle donne” organizzata anche quest’anno dall’Unione Induista Italiana e da Federfiori. Si tratta di un’iniziativa alla quale il sindacato Federfiori nisseno aderisce con entusiasmo, con lo scopo di tenere alta l’attenzione sul terribile e crescente fenomeno della violenza sulle donne.
Giovedì 25 novembre ogni donna che entrerà in una fioreria aderente all’iniziativa, riceverà in omaggio una gerbera rossa; i fiorai aderenti all’iniziativa saranno riconoscibili attraverso una locandina affissa all’esterno del loro punto vendita. Lo scopo è quello di lanciare un forte messaggio contro la violenza sulle donne che, nei mesi di lockdown, è cresciuta drammaticamente.
L’Unione induista italiana e Federfiori hanno scelto di dire no alla violenza con il piccolo gesto di “donare un fiore per un fiore”. Un singolo gesto per difendere il principio della nonviolenza.

Il presidente di Confcommercio sulla Stampa: "aiutare le aziende, servono moratorie fiscali e una ristrutturazione dei debiti bancari". “II taglio dell'Irap serve e nemmeno è sufficiente a ridarci fiato. Ok l'intervento sul cuneo fiscale”.

«Non è vero che le aziende hanno avuto troppo», sostiene il presidente di Confcommercio Carlo Sangalli che respinge la richiesta dei sindacati di destinare tutti gli 8 miliardi destinati al taglio delle tasse a lavoratori dipendenti e pensionati.

Presidente, i sindacati accusano le imprese di aver già avuto 170 miliardi erogati senza condizioni...

«Credo onestamente non si possa davvero dire che le imprese abbiano avuto sin troppo. Come è noto, i contributi a fondo perduto sono stati un parziale e certo non sufficiente ristoro delle drammatiche cadute di fatturato provocate dall'impatto economico e sociale della pandemia, mentre le misure per la cassa integrazione hanno sorretto la tenuta dell'occupazione. Le garanzie pubbliche sono state finalizzate a favorire l'accesso al credito ed a sorreggere la liquidità, ma i prestiti vanno rimborsati. Altre misure hanno risposto all'esigenza di contenere l'onere dei costi fissi - ad esempio quello dei canoni per le locazioni commerciali - in una fase di sospensione o comunque di drastica limitazione delle attività. I fatti sono questi. E la ripartenza, soprattutto per le imprese del terziario di mercato - le più colpite dalla crisi Covid - è ancora un percorso difficile e pieno di incognite sia sul versante sanitario che su quello dell'inflazione».

Quindi voi sulle tasse cosa proponete?

«Occorre agire sia sull'Irpef che sull'Irap, come prevede del resto l'attuale disegno di legge di bilancio. Ma poi bisogna intervenire anche per ridurre il cuneo contributivo. È un intervento particolarmente importante in questa delicata fase di transizione. Lo è tanto più considerando che, con le disposizioni inserite nella stessa legge di bilancio, prende corpo un'impegnativa riforma degli ammortizzatori sociali sotto il segno dell'universalismo delle tutele. Per il terziario di mercato, per il commercio ed il turismo, per i servizi ed i trasporti, ciò significa un rilevante incremento strutturale di pressione contributiva a carico di un settore che - come prima ricordavo - sta ancora facendo i conti con le ripercussioni della pandemia e si confronta con un orizzonte incerto. Servono un adeguato periodo transitorio, una corretta definizione delle causali ed un meccanismo di bonus/malus. Ma va anzitutto affrontato e risolto il nodo della sostenibilità contributiva dei nuovi ammortizzatori. Per questo, come abbiamo chiesto a Draghi ed al ministro Orlando, si deve alleggerire simmetricamente altre componenti del cuneo contributivo: il contributo per gli assegni familiari anche in considerazione del nuovo assegno unico, i contributi Inail e per la malattia».

Ma a proposito di aiuti, visto che non siamo ancora usciti dalla crisi, ne servono altri?

«Giusto qualche giorno fa la Commissione europea ha annunciato la proroga fino al 30 giugno 2022 del Quadro Temporaneo per gli aiuti di Stato. E una decisione che risponde all'esigenza di non determinare brusche interruzioni delle misure emergenziali e di incentivare gli investimenti privati nell'economia reale e quelli per affrontare la transizione ecologica e la transizione digitale. A nostro avviso, servono, dunque, misure in materia di moratorie fiscali, creditizie e di ristrutturazione dei debiti bancari, ma anche crediti d'imposta dedicati, come, ad esempio, per le locazioni commerciali e per le giacenze di magazzino del commercio del settore moda».

Siete preoccupati per il ritorno dell'inflazione?

«Molto, visto che la importiamo completamente dall'estero. Prevediamo nella media dell'ultimo trimestre valori ben al di sopra del 3% con la conseguenza di perdita di potere d'acquisto e di risparmi liquidi. E speriamo che questo non riduca e rallenti i consumi di Natale».

 

Paolo Baroni

Mercoledì, 17 Novembre 2021 09:01

BONUS NATALE 2021 PER FAMIGLIE E PENSIONATI

Cos'è, a chi spetta e come funziona il bonus Natale 2021: tutte le informazioni sull'extra natalizio del governo per le pensioni e le famiglie in difficoltà.



Dal bonus casa al bonus tv, l'elenco degli incentivi fiscali non sembra concludersi portando una sorpresa per le festività natalizie a pensionati e famiglie: è in arrivo il bonus Natale 2021. Un’agevolazione da 154,94 euro, attesa nel mese di dicembre da tutti i percettori di pensioni minime. Ma non solo, perché è previsto un ulteriore bonus natalizio fino a 1400 euro per le famiglie in difficoltà a causa della pandemia. Facciamo chiarezza sulle differenze tra i due bonus per capire meglio che cosa sono, come funzionano, a chi spettano e come richiederli.

 

Quando si parla di bonus Natale 2021 è il caso di fare una distinzione, poiché le agevolazioni proposte dal governo, previste per il mese di dicembre, sono due. Una riguarda i pensionati, l’altra le famiglie. Vediamo i due incentivi natalizi nel dettaglio.

Che cos’è il bonus Natale pensioni


È di 154,94 euro il bonus che i pensionati riceveranno con la mensilità di dicembre. L'extra, che si aggiunge all’importo mensile della pensione, è stato introdotto con la Finanziaria del 2001 (articolo 70, Legge 23 dicembre 2000, n. 388) e rinsaldato, con un piccolo aumento, dalla Legge di Bilancio 2021.

Il bonus, però, non spetta a tutti, ma solamente a chi ha diritto alla pensione e quindi ne è detentore. Inoltre, anche in questo caso, vi sono delle limitazioni perché non basta soltanto possedere la pensione: per godere del bonus è necessario che non si superi un determinato ISEE. È possibile ritirare il bonus alle Poste dalla fine di novembre, o attendere l’arrivo del bollettino di dicembre, dove sarà accreditato automaticamente sul conto corrente.

A chi spetta


Il beneficio del governo spetta a chi gode di una pensione annuale inferiore ai 6.695,91 euro. In realtà, che sia ricevente di una o più pensioni è indifferente, purché l’importo annuale non superi il trattamento minimo. In sintesi, se il proprio reddito non supera i 10.043,87 euro (in riferimento all’anno 2020) si riceve il bonus Natale. Quando si procede al calcolo per ricevere l'incentivo è considerato anche il reddito coniugale che, sommato al limite del reddito personale, non deve superare la cifra di 20.087,73 euro (quindi il tetto massimo resta di 10.043,87 per ciascun coniuge o congiunto civile).

Con riferimento all’annualità 2020, in base all’importo complessivo delle pensioni, si possono verificare le seguenti situazioni:

importo minore o uguale a 6.695,91 euro (trattamento minimo anno 2020): il pensionato ha diritto al bonus intero, purché sia rispettato il tetto massimo reddituale dell’anno non solo personale ma anche del coniuge o congiunto civile;
importo compreso tra 6.695,91 e 6.850,85 euro: il pensionato riceverà la differenza tra 6.850,85 euro e l’importo delle pensioni, a condizione che siano soddisfatte le condizioni di reddito proprie e del congiunto;
importo maggiore di 6.850,85 euro (trattamento minimo + importo aggiuntivo): il pensionato non può ricevere il bonus.

A chi non spetta
Come già indicato, l’extra natalizio spetta a chiunque detenga una o più pensioni INPS con un reddito annuale che non oltrepassi una certa soglia. Ma esistono delle eccezioni, poiché in alcuni casi, nonostante siano rispettati i prerequisiti sopra indicati, i pensionati non hanno diritto al bonus. Sono escluse, infatti, le seguenti categorie:

pensioni di dipendenti di enti creditizi;
trattamenti assistenziali, come pensioni e assegni sociali o prestazioni agli invalidi;
pensioni di dirigenti aziendali;
trattamenti non aventi natura pensionistica.

Come richiederlo


Se si parla del bonus natalizio pensioni non c’è bisogno di fare alcuna richiesta, poiché viene assegnato d’ufficio dall’INPS con la mensilità di dicembre. Naturalmente sarà concesso solamente se sono rispettati i criteri sopra indicati. Se, però, il pensionato che ha diritto al bonus non riuscisse a ricevere il beneficio, potrà compilare un modulo dedicato, ovvero la "domanda di ricostituzione della pensione". Sarà, dunque, necessario accedere al sito dell’INPS e procedere al servizio online.

Come accedere ai servizi online INPS
Ricordiamo che per accedere a tutti i servizi della Pubblica Amministrazione, dal 1° ottobre 2021 l’accesso non è più consentito tramite PIN (ad eccezione dei cittadini residenti all'estero non in possesso di un documento di riconoscimento italiano (Circolare INPS n. 127 del 12-08-2021) ma solamente attraverso i seguenti metodi:

SPID (identità digitale);
CNS (Carta Nazionale dei Servizi);
CIE (Carta d’Identità Elettronica).

Quando arriva il bonus?
Entro i primi di dicembre, l’avente diritto al bonus potrà godere dell’agevolazione economica, che sarà aggiunta alla pensione al momento del rilascio. Già dal 25 novembre 2021, infatti, si potranno rilevare i 154,94 euro sui pagamenti delle pensioni presso Poste Italiane.

Nel caso in cui la pensione venga accreditata direttamente sul conto corrente, i beneficiari riusciranno a vedere l’accredito dal 1° dicembre 2021.

Che cos’è il bonus Natale per famiglie


La storia cambia con il bonus Natale per famiglie, poiché non si tratta di un assegno o di un incentivo in denaro ma di un buono per la spesa o l’acquisto di beni di prima necessità, come prodotti per l’igiene personale o per la casa.

Può sembrare quasi un regalo natalizio, e forse in fondo lo è, ma bisogna specificare che questo aiuto è stato messo in atto per aiutare le famiglie in difficoltà economica a causa dell'emergenza Covid-19.

L’agevolazione, già prevista dal Decreto Ristori e finanziata nuovamente dal governo per essere inserita nel Decreto Legge 25 maggio 2021, n. 73 (il cosiddetto decreto Sostegni Bis), è stata elaborata per accompagnare i ristori e alleggerire il peso delle chiusure commerciali durante la pandemia.

Per accedere all’agevolazione è necessario che il richiedente rispetti determinati parametri, quali ad esempio un tetto ISEE, il numero dei componenti di un nucleo familiare, ecc. Inoltre, non si tratta di un voucher spendibile come nel caso del bonus terme, ma di buoni spesa utilizzabili per l'acquisto di beni di prima necessità e generi alimentari. I buoni, spendibili nei negozi che aderiscono all’iniziativa, hanno un importo variabile e sono erogati dai Comuni, i quali ne stabiliscono anche i criteri per il rilascio.

Come funziona


Il bonus Natale per famiglie è finanziato dallo Stato, che ha stanziato 500 milioni di euro, fino alla fine dell’anno, per offrire sostegno alle famiglie colpite dall’emergenza Covid-19. Il fondo è ripartito tra i vari comuni secondo criteri di densità di popolazione e valore del reddito pro capite di ogni Comune. In sintesi, lo stanziamento dei fondi statali è ripartito per il:

50% (250 milioni di euro) in proporzione alla popolazione residente in ciascun Comune;
50% (250 milioni di euro) in base alla differenza del valore del reddito pro capite di ogni Comune rispetto al valore medio nazionale, ponderata per la rispettiva popolazione. Come riportato nell’art. 53 del dl n. 73 del 25 maggio 2021"I valori reddituali comunali sono quelli relativi all'anno d'imposta 2018, pubblicati dal Dipartimento delle Finanze del Ministero dell'economia e delle finanze" a questo indirizzo.
Sono, quindi, le realtà comunali ad occuparsi direttamente della gestione dei fondi. Motivo per cui saranno i relativi Comuni a pubblicare sul proprio sito il bando con le informazioni inerenti principalmente a:

requisiti di accesso al bonus;
importi previsti sulla base dei componenti del nucleo familiare;
termini di scadenza;
documentazione richiesta per presentare domanda.
È opportuno monitorare i portali dei propri Comuni di residenza per essere sempre aggiornati su eventuali comunicazioni in merito.

A chi spetta
Per accedere al bonus non vi sono vincoli in base al numero di componenti del nucleo familiare. L’agevolazione, infatti, può spettare sia a nuclei familiari composti da una sola persona, che a famiglie composte da più persone o con figli.

A chi non spetta
Tra i criteri di selezione, coloro che non ricevono nessun tipo di sostegno pubblico hanno la priorità. Sono, invece, esclusi dal beneficio natalizio coloro che percepiscono ulteriori forme di sostegno pubblico, come i percettori di:

Reddito di Cittadinanza;
Reddito di Inclusione;
NASPI;
Indennità di Mobilità;
Cassa Integrazione Guadagni.

Come richiedere il bonus


Per richiedere il bonus bisogna far riferimento alle modalità indicate dai vari Comuni. Dal momento che l'agevolazione è gestita dai Comuni, la presentazione della domanda segue modalità indicate nei bandi indetti dalle singole amministrazioni.

La residenza e l’ISEE sono prerequisiti per stabilire chi può ricevere il bonus. Si presume, quindi, che nella presentazione della domanda siano indispensabili documenti che dimostrino la residenza nel Comune in cui si fa richiesta; così come anche l’ISEE del nucleo familiare per attestare la situazione patrimoniale ed economica in cui verte.

Quali sono le scadenze


Le scadenze per presentare domanda per il bonus sono gestite autonomamente dai singoli Comuni, anche se il Decreto stabilisce come limite massimo il 31 dicembre 2021.

Qual è l’importo del bonus Natale per famiglie
Una delle domande più frequenti è l’ammontare dell’importo. L’incentivo natalizio per famiglie non ha un importo fisso, ma varia da Comune a Comune. Si parte da un minimo di circa 100 euro fino ad arrivare ad un massimo di 600-700 euro nel caso di nuclei familiari più grandi.

Si sente spesso parlare di bonus natalizio da 1400 euro. Questo perché nel 2021, ogni nucleo familiare ha la possibilità di richiederlo 2 volte, arrivando a raggiungere la cifra massima di 1400 euro.

Bisogna, però, ricordare che è un fondo statale ad esaurimento. Quindi gli aventi diritto che presentano per primi la domanda riusciranno a beneficiare dell’incentivo, perché il rischio è di non ricevere il bonus per esaurimento del fondo.

 

Il presidente di Confcommercio: sul Mattino: “non possiamo permetterci altri stop”. “Temiamo che nell'ultima parte dell'anno ci sia una frenata degli acquisti per il caro prezzi”. “Negozi e turismo: le spese obbligate come quelle per le bollette possono colpire la ripresa”.


Presidente Sangalli, il nemico è il Covid non gli strumenti per combatterlo dice il Capo dello Stato, a proposito delle piazze no vax e dell'aumento dei contagi da esse prodotto. Che ne pensa?

«Apprezziamo l'autorevole intervento del Presidente Mattarella - dice Carlo Sangalli presidente di Confcommercio - perché il nemico comune è il Covid e non le soluzioni per combatterlo».

Proteste e manifestazioni di piazza quale conseguenza concreta possono produrre al commercio in questo periodo e in vista delle festività di Natale?

«Dopo un anno e mezzo di pandemia, che ha provocato perdite umane gravissime, ha fatto chiudere molte attività e messo in ginocchio centinaia di migliaia di imprese, non possiamo davvero permetterci che manifestazioni e cortei illegali blocchino la vita economica e sociale delle nostre città».

Il governo intende vietare i centri storici: basterà o ci vuole anche altro?

«La pandemia ancora non è stata sconfitta e ora più che mai è necessario un supplemento di responsabilità da parte di tutti. Per questo motivo condividiamo la decisione del Viminale di fare in modo che qualsiasi legittima protesta contro il green-pass sia regolarmente autorizzata e nel perimetro della legalità. Nessuno vuole privare nessuno della possibilità di manifestare ma è altrettanto evidente che il prezzo di queste proteste non lo possono pagare i cittadini e le imprese e le attività commerciali che hanno vissuto una crisi drammatica per effetto del Covid».

Il commercio fatica a riprendere i volumi di attività pre-pandemia e ora c'è chi teme anche l'effetto negativo dell'inflazione sui prezzi al consumo. Che ne pensa?

«Il nostro Ufficio Studi ha stimato, nell'ipotesi di una inattesa fiammata dei prezzi in questa ultima parte dell'anno, una perdita di consumi tra i 3 e i 5 miliardi di euro. Un'eventualità che, unita all'aumento delle spese obbligate - come utenze e bollette - a causa soprattutto dei rincari dell'energia, rischia di rallentare la crescita del Paese. Un'eventualità che potrebbe incidere anche sui consumi di Natale ma che speriamo di non dover registrare. Per quest'anno, infatti, prevediamo un Pil a +6,2%, ma nel 2022 la nostra stima scende al +4% proprio in ragione di questo scenario inflazionistico».

Quanto incidèrà l'aumento del costo delle materie prime?

«È evidente che, se le tensioni sui costi delle materie prime, energetiche e non, dovessero persistere, ci saranno inevitabili riflessi sui prezzi al consumo nel giro di qualche mese. Del resto, la crescita dei prezzi ha già raggiunto un tendenziale del 2,9% á ottobre, e comunque è un fenomeno non solo italiano. Per contrastare questo rischio bisogna accelerare con investimenti e riforme: una crescita più robusta permetterebbe alle imprese, grazie a maggiore produttività e più ampie economie di scala, di limitare il trasferimento sui prezzi finali degli impulsi provenienti dall'estero».

Ma la crescita del Pil è soprattutto un rimbalzo o l'inizio di un percorso duraturo?

«Il rimbalzo c'è soprattutto per il risultato inatteso del terzo trimestre. Ma quello che ci preoccupa per l'anno prossimo sono i consumi che non cresceranno a causa di una maggiore inflazione e dell'aumento delle cosiddette spese obbligate. Perché se non ripartono il commercio, il turismo, i servizi, i trasporti e la logistica non si potrà avere una crescita robusta e duratura».

Ci sono risposte in tal senso nella manovra 2022?

«Bene l'intonazione espansiva della manovra. Ma occorre maggiore attenzione all'impatto dell'emergenza sul tessuto delle imprese del terziario di mercato ed alla necessità di interventi tanto sul versante delle moratorie fiscali e creditizie quanto dei crediti d'imposta. Sul versante dei bonus edilizi, va ripristinato il meccanismo dello sconto in fattura e della cessione del credito. Ed anche per il bonus mobili sollecitiamo il ripristino del precedente tetto di spesa. Così come è importante il credito d'imposta per le rimanenze di magazzino dei negozi di abbigliamento».

 

Nando Santonastaso

Dal Mattino del 10 novembre 2021

Appuntamento oggi e domani a Roma. Diretta streaming su www.confcommercio.it/live. Intervengono i presidenti Sangalli e Uggè e il ministro Giovannini.

Il Boscolo Circo Massimo (via dei Cerchi 87, a Roma) ospiterà il 9 e 10 novembre prossimi la sesta edizione del Forum Internazionale di Conftrasporto, organizzato insieme a Confcommercio. I temi portanti saranno le interrelazioni dei trasporti e della logistica con l’export, la portualità, l’ambiente e l’intermodalità. I lavori potranno anche essere seguiti in diretta streaming su www.confcommercio.it/live

Si comincerà con una conferenza stampa ( ore 10.30) dei presidenti di Confcommercio, Carlo Sangalli, e di Conftrasporto, Paolo Uggè, nel corso della quale verrà presentata un’analisi dell’Ufficio Studi di Confcommercio sui trasporti e la sostenibilità e un'indagine Isfort su la transizione ecologica dei trasporti e della logistica e l'intemodalità.

Tra i partecipanti di martedì 9 novembre: Simonetta Acri (Chief Mid Market Officer di Sace), Andrea Annunziata (presidente Adsp del Mar Tirreno Centrale), Federico Barbera (presidente di Fise Uniport), Mauro Brivio (AD di Brivio & Viganò), Fulvio Lino Di Blasio (presidente Adsp del Mar Adriatico Settentrionale), Rodolfo Giampieri (presidente di Assoporti) Gianni Onorato (AD di MSC), Lorenzo Paolizzi (segretario generale di Angopi), Stefano Perego (vicepresident EU Customer Fulfillment di Amazon), Emanuele Remondini (presidente di Marceviaggi Logistic Group), Alessandro Santi (Presidente di Federagenti), Fabrizio Palenzona (Presidente Onorario di Conftrasporto).

Tra quelli di mercoledì 10 novembre: Marco Bisagno (Cantieri Navali Mariotti), Ennio Cascetta (professore ordinario di Pianificazione dei Sistemi di Trasporto, Universitas Mercatorum), Nicola Carlone (comandante generale del Corpo delle Capitanerie di Porto), Giuseppe Catalano (coordinatore Struttura Tecnica di Missione per l'indirizzo strategico, lo sviluppo delle infrastrutture e l'alta sorveglianza del MIMS), Fabrizio Favara (Chief Strategy Officer Gruppo FS Italiane), Stefano Messina (presidente di Assarmatori), Elio Ruggeri (vicepresidente di Assocostieri e Senior Vice President Global Lng Snam), Ugo Salerno (presidente di RINA), Paolo Starace (presidente sezione veicoli industriali di Unrae).

Nella prima giornata interverrà Giancarlo Cancellieri (sottosegretario alle Infrastrutture e Mobilità Sostenibili) e nella seconda giornata la viceministra dello stesso dicastero, Teresa Bellanova.

Chiuderà i lavori il ministro Enrico Giovannini (in collegamento da remoto).


#forumconftrasporto

 

Diretta streaming su https://www.confcommercio.it/live

Martedì, 09 Novembre 2021 08:45

6° Forum Internazionale di Conftrasporto

Appuntamento oggi e domani a Roma. Diretta streaming su www.confcommercio.it/live. Intervengono i presidenti Sangalli e Uggè e il ministro Giovannini.

Intervista del presidente di Confcommercio al Corriere della Sera. "Manifestare è un diritto sacrosanto, restando nel perimetro della legalità e del rispetto per gli altri". "Se riprendono i contagi perdiamo tutti".

Presidente Carlo Sangalli, Confcommercio ha aperto a Milano una petizione su Change.org contro le manifestazioni in centro al sabato. Non era mai successo.

"Dopo un anno e mezzo di pandemia, che ha provocato perdite umane gravissime e colpito profondamente centinaia di migliaia di imprese, soprattutto del terziario, il Covid è al momento ancora sotto controllo e l’economia finalmente ha ripreso a crescere. In questo contesto va fatto ogni sforzo per contenere il contagio e permettere alle imprese di lavorare. Credo che 15 sabati consecutivi di cortei “no pass” a Milano, e in altre città, che bloccano la vita del centro e non rispettano le regole, non vanno in questa direzione".

Quindi chiedete di spostare i cortei in un altro giorno, in un altro luogo o entrambe le cose?

"Sono le autorità competenti che devono decidere le modalità delle manifestazioni e fare in modo che vengano rispettate. La libertà di manifestare le proprie idee è l’architrave della democrazia. Mio padre, partigiano cattolico, ha combattuto come tanti altri per questo. Ma va rispettata la libertà di tutti".

Che tipo di perdite lamentate?

"Il sabato per il settore del commercio e della ristorazione, vale oltre il 25% del fatturato settimanale. Secondo un calcolo prudenziale del nostro Ufficio Studi milanese, gli ultimi tre sabati hanno comportato perdite per più di 10 milioni di euro a esercizi commerciali, bar e ristoranti delle zone interessate dai blocchi dei manifestanti. Senza considerare che una città percorsa ogni sabato da cortei che bloccano anche il traffico diventa certamente meno vivibile e attrattiva".

Ci sono stati danni materiali ai negozi?

"Fino a questo momento, per fortuna, a Milano non ne abbiamo registrati. Ma restano, certo, le perdite di fatturato che sono danni materiali anche se non “visibili”

C’è un problema di controllo da parte delle forze dell’ordine?

"Credo che fino ad ora ci sia stata una gestione dell’ordine pubblico molto responsabile e di grande attenzione. Sarebbe auspicabile che questa responsabilità ci fosse da parte di tutti".

Siete preoccupati per il Natale?

"Molto preoccupati. Il Natale oltre il significato profondo che ha per la nostra società, è il periodo più importante dell’anno sul fronte dei consumi. Le lascio immaginare cosa potrebbe significare la prosecuzione dei cortei non autorizzati per i nostri settori usciti così pesantemente penalizzati dalla pandemia".

Le manifestazioni in altre città come Trieste sembrano produrre anche più contagi. Temete nuove chiusure?

"Questo è un punto centrale i dati scientifici sono oggettivi. Se riprendono ad aumentare i contagi ci perdiamo tutti. In primis le persone e poi le attività economiche".

L’iniziativa ha trovato il sostegno delle istituzioni, dal sindaco di Milano Sala al presidente della regione Lombardia Fontana, di schieramenti opposti.

"E’ la dimostrazione che su temi così rilevanti per la vita delle persone e delle imprese, istituzioni e politica alla fine stanno dalla stessa parte al di là delle appartenenze. E questo dà forza e credibilità alle parti sociali e ai corpi intermedi. Che in questa occasione dimostrano un supplemento di responsablità".

E il dirittto a manifestare che posto ha?

Come ho detto la libertà di esprimere le proprie idee e il fondamento della nostra democrazia. Ma l’esercizio della libertà significa rispetto delle regole a garanzia di tutti".

Non teme che vietare o contingentare le manifestazioni posso comportare una degenerazione?

Nessuno vuole vietare o contingentare nulla. La nostra petizione è un appello alla responsabilità e alla ragionevolezza. Portare avanti le proprie idee e istanze non è solo legittimo ma doveroso. Anche alla nostra organizzazione è capitato varie volte di scendere in piazza per manifestare. Ma sempre nel perimetro della legalità e nel rispetto degli altri. E infine, il nemico comune è il Covid, non le soluzioni per combatterlo".

 

tratto dal Corriere della Sera

di Antonella Baccaro

 

Finalità
Sono ammissibili a finanziamento le seguenti attività economiche:

attività produttive nei settori industria, artigianato, trasformazione dei prodotti agricoli, pesca e acquacoltura;
fornitura di servizi alle imprese e alle persone;
turismo;
attività libero professionali (sia in forma individuale che societaria);
commercio;

Beneficiari
Possono accedere alla misura i soggetti maggiorenni con età inferiore ai 56 anni che:
sono residenti nelle aree indicate o che trasferiscono la residenza entro 60 giorni (120 giorni se residenti all’estero) dall’esito positivo dell’istruttoria;
non sono titolari di altre attività d’impresa al 21 giugno 2017;
non hanno ricevuto altre agevolazioni sull’autoimprenditorialità nell’ultimo triennio;
al momento dell’approvazione della domanda non hanno un lavoro a tempo indeterminato e si impegnano a non averlo per tutta la durata del finanziamento.

Spese ammissibili
Le spese ammesse a finanziamento sono:

ristrutturazione o manutenzione straordinaria di beni immobili (massimo 30% del programma di spesa);
macchinari, impianti e attrezzature nuovi;
programmi informatici e servizi per le tecnologie, l’informazione e la telecomunicazione;
spese di gestione (materie prime, materiali di consumo, utenze, canoni di locazione, canoni di leasing, garanzie assicurative) – massimo 20% del programma di spesa.

La misura ancora non è ancora attiva, ma è stato approvato un emendamento al decreto legge Infrastrutture, per inserire il commercio tra le attività per cui possono essere richieste le agevolazioni di “Resto al Sud”.

 

Per tutte le informazioni sul bando visita il sito https://www.invitalia.it. Per una consulenza contatta il nostro ufficio al n. 0935.500971

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