Notizie

Il fatturato delle imprese del settore è tornato nel complesso lo scorso anno a un livello superiore a quello del 2019. Ma la ripresa non riguarda tutte le attività.

Nel 2021 l'indice del fatturato delle imprese dei servizi è cresciuto del 14,1% tornando su un livello leggermente superiore a quello precedente lo scoppio della pandemia (+0,5% rispetto all'anno 2019). Lo ha reso noto l'Istat (link ai dati completi in pdf) che però al tempo stesso sottolinea l’esistenza di "una marcata differenziazione tra i settori". I livelli superiori all’inizio della crisi riguardano infatti solo il commercio all'ingrosso, esclusi gli autoveicoli, e i servizi di informazione e comunicazione, mentre restano sotto il livello di fatturato del 2019 le attività dei servizi di alloggio e ristorazione, le agenzie di viaggio e servizi di supporto alle imprese, il trasporto e magazzinaggio e le attività professionali, scientifiche e tecniche.

Nel quarto trimestre l'indice è cresciuto del 2,1% rispetto al trimestre precedente e del 13,6% sul 2020. In crescita congiunturale quasi tutti i settori, con le attività dei servizi di alloggio e ristorazione ancora in calo (-1%).

 

Il commento di Confcommercio


“Anche il settore dei servizi, in linea con quanto era già emerso da altri indicatori, ha chiuso il 2021 in forte rallentamento. I dati testimoniano i ritardi nel recupero dei livelli di attività pre-crisi sia dei servizi di alloggio che di ristorazione, le cui dinamiche appaiono decrescenti anche rispetto al terzo trimestre del 2021”. Così l’Ufficio Studi confederale, secondo il quale “nel complesso, lo scorso anno ha mostrato un’inaspettata capacità di reazione del tessuto produttivo nel suo insieme, le cui dinamiche aggregate hanno superato ogni più rosea previsione. Tuttavia, resta l’elemento di debolezza costituito dalle differenti performance settoriali, conseguenza della diversa distribuzione degli shock della pandemia e delle restrizioni tra i diversi comparti produttivi. I più colpiti nel terziario di mercato sono quelli che manifestano a tutt’oggi difficoltà che rischiano di essere prolungate e acuite tanto dalla crisi energetica quanto dalle tensioni geopolitiche, i cui potenziali riflessi negativi sul nostro turismo non devono essere sottovalutati”.

 

Lunedì, 14 Febbraio 2022 09:49

SANGALLI: "SE RIPARTE IL SUD RIPARTE IL PAESE"

Scritto da

Intervento sul Giornale di Sicilia del presidente di Confcommercio: "II turismo ha ancora enormi potenzialità da esprimere". "L'Ue consenta un nuovo scostamento di bilancio"

Il presidente Sangalli dalle pagine del Giornale di Sicilia ha fatto un'analisi complessiva sul momento economico del Paese, dal calo della fiducia delle famiglie alla crescita dell'inflazione con la conseguente frenata dei consumi, dal decreto sostegni fino al caro energia.

"Lo scenario è ancora incerto e preoccupante anche se non manca qualche segnale positivo. I consumi nel corso del 2021 si sono ripresi, in particolare a dicembre con una crescita addirittura sopra le aspettative, ma si tratta di un recupero ancora parziale rispetto a quanto perso nel 2019. A questo si aggiunge un clima di fiducia in sensibile deterioramento soprattutto a causa del caro energia senza precedenti e della ripresa dell'inflazione". "Un binomio pericoloso che rappresenta un vero e proprio eshock» per famiglie e imprese con aumenti insostenibili destinati ad indebolire la dinamica dei consumi e, conseguentemente, a rallentare la crescita nel 2022. Il nostro Ufficio Studi, infatti, proprio in questi giorni ha rivisto al ribasso le stime di crescita del Pil per l'anno in corso dal 4% al 3,5-3,7%. La strada da percorrere per uscire dalla crisi è, quindi, ancora lunga e per i consumi in particolare bisognerà attendere il 2023 per tornare ai livelli pre-Covid. Inoltre, la ripresa sta avendo andamenti molto disomogenei tra i diversi settori e questa è una criticità in più. Mi riferisco in particolare al sistema ricettivo, alla ristorazione e ai servizi culturali e ricreativi che registrano ancora pesanti perdite di consumi con cali che vanno dal 20 al 30%". "Ma ci sono anche altri comparti - come i trasporti, l'abbigliamento e le calzature - che registrano perdite sempre a doppia cifra. Senza di La sfida per il rilancio della Sicilia e del Sud. Senza dimenticare, naturalmente, la drammatica situazione vissuta dalle discoteche che hanno potuto riaprire solo in questi giorni.

Le potenzialità inespresse del turismo
Un quadro che per l'economia siciliana appare anche più complesso. Tra il 1995 e il 2020 questa Regione ha registrato tassi di crescita e dinamiche di consumi inferiori sia rispetto al Paese che all'area meridionale. Tuttavia, sembra emergere negli ultimi anni qualche segnale incoraggiante grazie alla valorizzazione dei flussi turistici. Ma è un segnale ancora troppo debole perché il turismo, che come noto è un settore trainante dell'economia siciliana e di tutto il Sud, ha ancora enormi potenzialità da esprimere. Basti pensare che, in un anno «normale» come il 2019, il rapporto tra la spesa dei turisti stranieri nella Regione e i consumi complessivi è stato del 2,8% contro il 5,8% del Centro e il 5,1% del Nord-Est. C'è poi il tema dei ritardi infrastrutturali sul quale, in particolare per i servizi di trasporto, la Sicilia evidenzia forti ritardi, soprattutto nel traffico merci per via aerea e marittima, rispetto all'intera area meridionale e al resto del Paese. Un'importante «scossa» pub certamente venire dal PNRR. Soprattutto al Sud che, nei sei anni del Piano, potrebbe recuperare il terreno perduto attraverso un incremento dell'87% degli investimenti pubblici. Investimenti che, se indirizzati presto e bene, potranno attirare anche ingenti risorse private rafforzando la filiera turistica. Siamo dunque di fronte ad un'occasione — forse irripetibile — che non possiamo perdere: perché se riparte il Sud riparte l'intero Paese. Detto questo, va sottolineato che le misure contenute nell'ultimo decreto sostegni — tra cui circa un miliardo di euro per le imprese più colpite dalla nuova fase della pandemia, soprattutto quelle del terziario di mercato - risultano insufficienti. Imprese che sono, poi, ulteriormente penalizzate per il mancato accoglimento della richiesta di un nuovo ciclo di «cassa COVID». Scatta, invece, il meccanismo del Fondo di integrazione salariale con il contributo di finanziamento a carico delle imprese. Un contributo previsto in caso di utilizzo e scontato ma solo per alcuni settori del terziario di mercato e fino alla conclusione del periodo emergenziale. Bene, invece, l'estensione del credito d'imposta sulle rimanenze di magazzino al settore del commercio moda, come da noi fortemente voluto.

Il "peso" del caro energia sulle imprese
Quanto al caro energia, la riduzione degli oneri di sistema per il primo trimestre 2022 è un piccolo passo avanti. Ma soprattutto è importante l'impegno del presidente Draghi di «preparare un intervento di ampia portata nei prossimi giorni». Resta, infatti, l'urgenza di intervenire in modo strutturale: dalla dipendenza estera, agli oneri di sistema, fino alla compensazione dell'aumento dei prezzi dei carburanti sulla filiera dei trasporti e della logistica. E comunque, in ogni caso, vanno messe urgentemente in campo nuove moratorie fiscali e creditizie e risorse aggiuntive rispetto ai fondi individuati nella Legge di bilancio. Risorse indispensabili che vanno eventualmente reperite anche ricorrendo ad un nuovo scostamento di bilancio raccordato con l'Unione Europea".

tratto da

Il Giornale di Sicilia

 



SANGALLI SUL TIRRENO: "LA CRISI MORDE MA IL PNRR PUÒ SALVARCI"
"Vorrei partire dal clima di fiducia che a gennaio è sensibilmente diminuito a causa del caro energia e del ritorno dell'inflazione. Un vero e proprio "shock" di inizio anno per famiglie e imprese che ancora lottano contro la variante Omicron e i suoi impatti. A cominciare dalla frenata dei consumi che, come rilevato dal nostro Ufficio Studi, sono ancora sotto del 7,7% rispetto al 2019. Un dato pessimo che arriva dopo i segnali di vivacità registrati nel 2021. E questo vale anche per il Pil che, nonostante il + 6,5% del 2021— tra le migliori performance in Europa — di strada ne deve fare ancora per recuperare i livelli pre-crisi". "Con una criticità in più: che la ripresa - ha osservato Sangalli- è molto disomogenea tra i diversi settori. Rispetto al 2019, infatti, il sistema ricettivo e la ristorazione mostrano ancora perdite in termini di consumi pari a quasi il 30 per cento, i servizi culturali e ricreativi di oltre il 20 per cento, e altri comparti, come i trasporti, l'abbigliamento e le calzature, registrano distanze a doppia cifra. Senza dimenticare, naturalmente, la drammatica situazione delle discoteche che continuano a rimanere chiuse".

"Un quadro che per l'economia della Toscana appare anche più complesso. In questa regione, infatti, il calo del Pile dei consumi nel 2019, rispettivamente del 9,8% e del 12,3% , è superiore al dato medio nazionale e il turismo registra un vero e proprio crollo, con il territorio di Firenze che perde quasi l'80% di presenze, il dato più alto di tutte le province italiane. E ancora oggi in Toscana si registra un calo di presenze turistiche rispetto al 2019 prossimo al 40%, nonostante continui ad essere tra i territori preferiti dagli stranieri".

"Insufficienti le misure del decreto sostegni"
"E va sottolineato che le misure contenute nel nuovo decreto sostegni — tra cui circa un miliardo di euro per le imprese più colpite dalla nuova fase della pandemia, soprattutto quelle del terziario di mercato — risultano insufficienti. Così come appare un errore che penalizza ulteriormente le attività imprenditoriali il mancato accoglimento della richiesta di un nuovo ciclo di "cassa Covid". Scatta, invece, il meccanismo oneroso del Fondo di integrazione salariale, sia pure scontato, per alcuni settori del terziario di mercato e fino alla conclusione del periodo emergenziale, del contributo di finanziamento previsto in caso di utilizzo. Bene, invece, l'estensione del credito d'imposta sulle rimanenze di magazzino al settore del commercio moda. Quanto al caro energia, la riduzione degli oneri di sistema per il primo trimestre 2022 è un piccolo passo avanti, ma resta l'urgenza di un piano di azione strutturale comprensivo, tra l'altro, della riforma dell'impianto della bolletta elettrica e della riduzione della dipendenza dalle forniture estere. E soprattutto servono misure per compensare gli impatti negativi dell'aumento dei prezzi dei carburanti sulla filiera del trasporto e della logistica. E comunque, in ogni caso, è urgente un provvedimento di estensione delle moratorie fiscali e creditizie. Ma ci sono anche segnali in controtendenza che inducono all'ottimismo. Un esempio per tutti la manifestazione di interesse di Msc per Ita Airways, un gesto coraggioso con il quale si rafforzerebbe l'asset del trasporto aereo in Italia, sia il comparto cargo, attraverso l'integrazione con lo shipping, sia quello passeggeri, con nuove sinergie con le eccellenze nazionali del turismo crocieristico e di tutta la nostra filiera dell'accoglienza". "Lo scenario complessivo - ha concluso Sangalli - è ancora incerto: da una parte non consente facili ottimismi e, dall'altra, richiede il massimo impegno da parte di tutti per rafforzare la crescita accelerando sugli investimenti del Pnrr. Un'occasione, forse irripetibile, di rilancio del Paese, soprattutto del Mezzogiorno, che non possiamo perdere".

tratto da "Il Tirreno"

 

FAQ sul Green Pass
Le risposte ai dubbi e agli interrogativi sul green pass, il Certificato Digitale Covid dell'Unione Europea.


PAGINA IN AGGIORNAMENTO

Le FAQ sono in fase di revisione e aggiornamento a seguito dell'entrata in vigore del
decreto-legge 7 gennaio 2022, n. 1 e del DPCM 21 gennaio 2022.
Dal 1° luglio 2021 è attivo il cosiddetto green pass, ovvero quel documento che integra e sostituisce la certificazione verde Covid-19. L'EU digital COVID certificate (Certificato Digitale Covid dell'Unione Europea o anche Certificazione Verde Digitale Covid-19), infatti, ha permesso inizialmente non solo di partecipare a feste ed eventi pubblici, di avere accesso alle RSA e di spostarsi tra regioni di colori diversi (come consentiva già la certificazione verde), ma anche di viaggiare tra i paesi membri dell’Unione Europea senza obbligo di quarantena o tampone.

In seguito, il decreto-legge 26 novembre 2021, che riporta "Misure urgenti per il contenimento dell’epidemia da Covid-19 e per lo svolgimento in sicurezza delle attività economiche e sociali", ha dettato nuove regole sul green pass. Si tratta di norme elaborate con l'obiettivo di contenere la "quarta ondata" della pandemia Sars-Cov2, che toccano diversi ambiti tra cui l'obbligo vaccinale per determinate categorie, l'introduzione della terza dose o dose booster, il rafforzamento di controlli e campagne promozionali sulla vaccinazione, così come lo "sdoppiamento" della certificazione verde Covid-19 in green pass "base" e green pass "rafforzato", il cosiddetto super green pass.

Consulta la pagina delle FAQ sul Super Green Pass per maggiori informazioni al riguardo
Le misure sono state ulteriormente modificate con il decreto 24 dicembre 2021, n. 221, ovvero il cosiddetto "decreto festività" e, successivamente, con l'entrata in vigore del decreto-legge 30 dicembre 2021, n. 229, e del decreto-legge 7 gennaio 2022, n.1.

Super green pass: le novità
Nuove norme anche per quanto riguarda il green pass "rafforzato", anche detto super green pass, ovvero la certificazione verde Covid-19 rilasciata a seguito del completamento vaccinale o dello stato di guarigione.

Il decreto 30 dicembre 2021, n. 229 e il decreto-legge 7 gennaio 2022, n. 1 introducono novità in materia di contenimento della diffusione del Covid-19. Tra le varie disposizioni contenute nei decreti, viene introdotta la necessità del possesso del super green pass per l'accesso ad ulteriori servizi e attività (ad esempio nei trasporti, vedi FAQ 44) ma anche nel settore del lavoro pubblico e privato.

In quest'ultimo caso si precisa che, a decorrere dal 15 febbraio 2022, sono i lavoratori over cinquanta del settore privato e del settore pubblico (soggetti all'obbligo vaccinale secondo l'art. 4-quater, DL n.44/2021) a dover esibire il green pass "rafforzato".

I lavoratori che accedono ai luoghi di lavoro senza super green pass saranno soggetti ad una sanzione amministrativa del pagamento di una somma da 600 a 1.500 euro (raddoppiata in caso di reiterata violazione), fermo restando conseguenze disciplinari secondo gli ordinamenti dei vari settori.

Va precisato che tali disposizioni non si applicano ai soggetti di età inferiore ai dodici anni e ai soggetti esenti dalla campagna vaccinale sulla base di idonea certificazione medica, rilasciata secondo i criteri definiti con circolare del Ministero della salute (link in pdf).


Green pass base: cosa cambia
Se l'accesso a determinate attività è consentito solamente ai soggetti in possesso di certificazione verde rafforzata (vedi elenco nella pagina delle faq super green pass), il green pass ordinario (o "base") servirà per l'accesso ai seguenti servizi e attività:

dal 20 gennaio 2022: servizi alla persona;
dal 1° febbraio 2022 (o altra data prevista da specifico DPCM): pubblici uffici, servizi postali, bancari e finanziari, attività commerciali, escluse quelle necessarie per assicurare il soddisfacimento di esigenze essenziali e primarie della persona.
Spetta ai titolari, gestori o responsabili dei servizi e delle attività effettuare le dovute verifiche nel rispetto delle nuove prescrizioni. La mancata osservanza delle disposizioni comporta l’applicazione della sanzione amministrativa da 400 a 1000 euro (ai sensi dell’art. 4 DL 19/2020).

Validità delle certificazioni verdi Covid-19
Il 25 dicembre 2021 è entrato in vigore il nuovo decreto-legge 24 dicembre 2021, n. 221 recante "Proroga dello stato di emergenza nazionale e ulteriori misure per il contenimento della diffusione dell’epidemia da COVID-19" (Gazzetta Ufficiale n. 305 del 24 dicembre 2021).

Sono diverse le nuove misure stabilite per il contenimento e il contrasto della diffusione del virus da Covid-19. Una fra tutte è la riduzione da nove a sei mesi, a partire dal 1° febbraio 2022, della validità delle certificazioni verdi Covid-19 quali:

certificazioni verdi Covid-19 attestanti l’avvenuta vaccinazione anti-SARS-CoV-2, a decorrere dal completamento del ciclo vaccinale primario;
certificazioni verdi Covid-19 emesse in caso di somministrazione della dose di richiamo successivo al ciclo vaccinale primario (dose booster o terza dose), a decorrere dalla predetta data di somministrazione;
certificazioni verdi Covid-19 attestanti l'avvenuta guarigione da COVID-19, dopo la somministrazione della prima dose di vaccino o al termine del ciclo vaccinale primario o della somministrazione della relativa dose di richiamo (dose booster o terza dose), a decorrere dall'avvenuta guarigione.

Ricordiamo che, ai sensi dell’articolo 4-quinquies, comma 1, a decorrere dal 15 febbraio 2022, i lavoratori ultracinquantenni del settore privato e del settore pubblico, soggetti al nuovo obbligo vaccinale (art. 4-quater DL n. 44/2021), per accedere ai luoghi di lavoro devono possedere e sono tenuti ad esibire il green pass "rafforzato" (super green pass).

Clicca sul link per accedere all'indice delle FAQ

INDICE FAQ

 

I titolari degli esercizi commerciali per accedere ai quali è richiesto il green pass base non devono effettuare necessariamente i controlli all’ingresso. Per le discoteche altri dieci giorni di stop.


1 febbraio 2022
Nella prima riunione dopo la rielezione di Sergio Mattarella alla Presidenza della Repubblica il Consiglio dei ministri ha varato una mini proroga di dieci giorni per alcune delle misure anti-Covid. Fino al 10 febbraio prossimo:

le discoteche rimarranno chiuse;
saranno vietati i concerti e le feste all'aperto;
sarà ancora obbligatorio utilizzare le mascherine all'aperto in zona bianca.
La proroga delle misure è contenuta in un'ordinanza del ministro della Salute, Roberto Speranza, che sarà seguita da un decreto legge previsto per mercoledì prossimo che dovrebbe contenere le misure per la scuola e tutti gli altri interventi di cui si è parlato in queste settimane, dalla distinzione tra i ricoverati 'per' Covid e 'con' Covid al sistema dei colori fino alla durata del pass. Il sottosegretario alla Salute, Pierpaolo Sileri, intanto ha anticipato: "credo che il 31 marzo lo stato d'emergenza non sarà prorogato e per la fine del mese avremo abbandonato tante di quelle restrizioni che oggi abbiamo”.

Silb Fipe: ultima proroga contro lo spettro del fallimento”


"Ci auguriamo che la proroga sia l'ultima e che a partire dal 10 febbraio i nostri locali possano finalmente riaprire per non chiudere più”. Così Maurizio Pasca, presidente nazionale del Silb-Fipe, l'Associazione italiana imprese di intrattenimento da ballo e di spettacolo aderente a Fipe-Confcommercio. "Dopo due anni di enormi difficoltà, a cui si è aggiunta la doccia fredda che ci ha imposto una nuova chiusura a ridosso delle festività di fine anno, abbiamo bisogno di riappropriarci del nostro diritto al lavoro. Ne abbiamo bisogno per scongiurare lo spettro del fallimento che aleggia sulle nostre imprese in grande difficoltà”, ha aggiunto. "Tra l'altro, non posso evitare di far notare che, come già successo in passato, anche quest'ultima chiusura delle discoteche non ha scongiurato il rischio di assembramenti, tant'è che si è ballato ovunque e senza il controllo che avrebbero garantito i nostri imprenditori. Ci organizzeremo per ripartire tra dieci giorni ma sarà fondamentale prevedere dei sostegni adeguati alle perdite economiche senza eguali che ci hanno colpito", ha concluso il presidente del Silb.

 

Dal primo febbraio "green pass" a campione nei negozi
I titolari degli esercizi commerciali diversi da quelli che soddisfano le esigenze alimentari, mediche e di prima necessità ai sensi del dpcm 24 gennaio 2022, devono assicurare i controlli del green pass all’ingresso? “No. I titolari degli esercizi per i quali è richiesto il green pass base non devono effettuare necessariamente i controlli sul possesso del green pass base all’ingresso, ma possono svolgerli a campione successivamente all’ingresso della clientela nei locali”.

Con questa faq pubblicata sul suo sito web il Governo è venuto incontro alle molte proteste di titolari di esercizi commerciali che lamentavano la mera impossibilità di assicurare un controllo puntuale all’ingresso nell’attività.

“Sapere di poter effettuare i controlli a campione sui green pass della clientela rende possibile svolgere al meglio il nostro lavoro, nel rigoroso rispetto delle regole e agevola la vita ai cittadini", è il commento di Giovanni Risso presidente della Fit, la Federazione italiana tabaccai aderente a Confcommercio. Si tratta di ''un giusto compromesso tra le ragioni, mai messe in discussione, del Governo e quelle della categoria'', conclude Risso.


Negozi senza pass: si “salvano” alimentari, ottici, farmacie e carburanti


Dal primo febbraio si può accedere senza green pass solo in supermercati, farmacie, negozi di ottica e alimentari, oltre che in strutture sanitarie e uffici giudiziari e di polizia. È quanto prevede l’atteso decreto del Presidente del Consiglio dei Ministriche elenca le attività "necessarie al soddisfacimento di esigenze essenziali e primarie della persona”.

Il provvedimento stabilisce in particolare che si potrà entrare privi di certificazione verde in "esercizi specializzati e non specializzati con prevalenza di prodotti alimentari e bevande", come supermercati, discount, minimercati e altri esercizi non specializzati di alimenti vari, "escluso in ogni caso il consumo sul posto". Possibile fare spesa anche in negozi di animali domestici e alimenti per animali domestici, di articoli igienico-sanitari e in distributori di carburanti. Ingresso libero, poi, pure in ottici, farmacie, parafarmacie e altri esercizi specializzati di medicinali non soggetti a prescrizione medica, oltre che in negozi di articoli medicali e ortopedici in esercizi specializzati.

Nell’elenco “no pass” anche le strutture sanitarie, sociosanitarie e veterinarie, così l'accesso dei visitatori a strutture residenziali, socio-assistenziali, sociosanitarie e hospice. Consentito infine l'ingresso senza certificazioni verdi anche agli uffici aperti al pubblico delle forze di polizia e delle polizie locali, agli uffici giudiziari e dei servizi sociosanitari "esclusivamente per la presentazione indifferibile e urgente di denunzie da parte di soggetti vittime di reati o di richieste di interventi giudiziari a tutela di persone minori di età o incapaci, nonché per consentire lo svolgimento di attività di indagine o giurisdizionale per cui è necessaria la presenza della persona convocata".

 

L'elenco delle attività senza “green pass”
commercio al dettaglio in esercizi specializzati e non specializzati con prevalenza di prodotti alimentari e bevande (ipermercati, supermercati, discount di alimentari, minimercati e altri esercizi non specializzati di alimenti vari), escluso in ogni caso il consumo sul posto;
commercio al dettaglio di prodotti surgelati; commercio al dettaglio di animali domestici e alimenti per animali domestici in esercizi specializzati;
commercio al dettaglio di carburante per autotrazione in esercizi specializzati; commercio al dettaglio di articoli igienico-sanitari;
commercio al dettaglio di medicinali in esercizi specializzati (farmacie, parafarmacie e altri esercizi specializzati di medicinali non soggetti a prescrizione medica);
commercio al dettaglio di articoli medicali e ortopedici in esercizi specializzati;
commercio al dettaglio di materiale per ottica;
commercio al dettaglio di combustibile per uso domestico e per riscaldamento.

Ali: “ci auguriamo che valga per un breve periodo”


“È chiaro che la misura rappresenta un aggravio per le nostre attività, in un momento nel quale si assiste ad un rallentamento delle vendite e come imprese siamo chiamati ad affrontare le conseguenze dei forti aumenti dell’energia e delle materie prime. Sono però certo che i librai comprenderanno le ragioni di questo provvedimento e daranno al Paese quel segnale di collaborazione e unità che è necessario per superare questa nuova ondata della crisi sanitaria”. Così Paolo Ambrosini, presidente di Ali-Confcommercio, commenta la decisione del Governo di escludere le librerie dall’esenzione del green pass.

Visto però che “la misura crea vantaggi competitivi ad alcuni operatori, online e gdo” e che “le librerie da sempre sono patrimonio di tutti”, l’Associazione ritiene “anche ‘culturalmente’ insostenibile mantenere il provvedimento per un lungo periodo” e teme che “possa pregiudicare gli effetti positivi prodotti dal riconoscimento del libro bene essenziale”. Per questo, sottolinea Ambrosoli, “le nostre librerie continueranno con i servizi di consegna a domicilio o spedizione tramite corriere, per consentire a tutti i lettori di poter avere, anche in questa nuova situazione, la possibilità di leggere e non rompere quell’esile filo che nel nostro Paese lega il libro ai lettori”.

“Il mio auspicio è che questo provvedimento sia applicato nelle librerie per il tempo strettamente necessario a superare il picco pandemico”, conclude il presidente di Ali-Confcommercio.

 

Ancra: “anche se non siamo stati esentati dal green pass il provvedimento non è da criticare”
Per entrare nei negozi di elettrodomestici e di elettronica di consumo tra il primo febbraio e il 31 marzo prossimi servirà il “green pass” base, quello che si ottiene dopo un tampone negativo. “È un provvedimento che non ci sentiamo di criticare. Certo - commenta Dario Bossi, direttore generale di Ancra, l’Associazione di settore aderente a Confcommercio - può creare qualche disagio al momento dell’ingresso nel punto vendita. Ma d’altronde stiamo ancora combattendo una pandemia e il settore non può annoverarsi tra quelli danneggiati. Pertanto, siamo pronti a fare il nostro dovere confidando che in primavera si possa tornare alla normalità”.

 

Dal 10 gennaio “super green pass” anche per alberghi e ristorazione all’aperto


Il Consiglio dei ministri aveva già approvato il 29 dicembre dello scorso anno un altro decreto legge che contiene una nuova “raffica” di misure per contrastare il fortissimo incremento di nuove infezioni da Covid-19. In particolare si interviene estendendo l’obbligo di green pass rafforzato (il “super green pass” che si può ottenere con il completamento del ciclo vaccinale e la guarigione), sulle quarantene per i vaccinati e sulle capienze negli impianti sportivi. Vediamo il contenuto in sintesi.

Green Pass Rafforzato
Dal 10 gennaio 2022 e fino alla cessazione dello stato di emergenza viene esteso l’utilizzo del “super green pass” a:

alberghi e strutture ricettive;
feste nell’ambito di cerimonie civili o religiose;
sagre e fiere;
centri congressi;
servizi di ristorazione all’aperto;
impianti di risalita con finalità turistico-commerciale anche se ubicati in comprensori sciistici;
piscine, centri natatori, sport di squadra e centri benessere anche all’aperto;
centri culturali, centro sociali e ricreativi per le attività all’aperto;
tutti i mezzi di trasporto, compreso quello pubblico locale o regionale.
Quarantene
Chi ha avuto contatti stretti con persone positive non deve stare in quarantena se:

il contatto è avvenuto entro 120 giorni dal completamento del ciclo vaccinale primario (le prime due dosi). Se i 120 giorni sono passati e si è in attesa della dose booster i giorni di quarantena scendono da 7 a 5 (vedi la circolare del Ministero della Salute);
il contatto è avvenuto entro 120 giorni dalla guarigione;
ha ricevuto la dose di richiamo.
Per dieci giorni, però, si dovrà indossare una mascherina di tipo FFP2 e, solo in caso di sintomi, bisognerà effettuare un test antigenico rapido o molecolare cinque giorni dopo l’ultimo contatto.

Per uscire dalla quarantena o dall’auto-sorveglianza bisognerà essere negativi a un test antigenico rapido o molecolare, effettuato anche presso centri privati. In quest’ultimo caso bisognerà trasmissione all’Asl di appartenenza il relativo referto.

Capienze impianti sportivi
Il decreto prevede che le capienze saranno consentite al massimo al 50% per gli impianti all’aperto e al 35% per gli impianti al chiuso.

 

Da Confcommercio “ok al super green pass per i lavoratori”

Con l’introduzione di un “super green pass” per tutti i lavoratori si spingerebbero le persone alla vaccinazione e verrebbe superata quell'anomalia che impone un certificato verde rafforzato per la clientela a fronte di un green pass “semplice” per i lavoratori. È la posizione di Confcommercio, espressa dal vicepresidente vicario nonché presidente di Fipe, Lino Stoppani, che nel contempo chiede però una semplificazione nell'utilizzo dei contratti a termine e del lavoro straordinario nei pubblici esercizi viste le difficoltà reperire personale. "L'inasprimento delle norme – queste le parole di Stoppani - dimostra che la priorità del Governo è di non chiudere le attività di fronte alla preoccupazione per l'aumento dei contagi. L'imposizione di un super green pass è il tentativo di evitare l'obbligo della vaccinazione e preservare la libertà delle persone sul vaccino. Se non fosse sufficiente bisognerà pensare all'obbligo di vaccinazione per tutti".

Favorevole anche Conftrasporto-Confcommercio, che però allerta sul pericolo dei “due pesi e due misure. "Ben venga l'obbligo vaccinale ma non si aprano strade a una situazione di disparità tra i lavoratori italiani e quelli che provengono dall'estero: l'obbligo solo per i primi sarebbe una 'tafazzata' a tutto vantaggio delle imprese straniere", afferma infatti il presidente Paolo Uggè. "Chi entra in Italia deve produrre il certificato che attesti l'avvenuta vaccinazione. La regola deve essere applicata a tutti. Non si ripeta che gli operatori esteri nel nostro Paese possano essere esonerati dall'obbligo del vaccino. Chi entra in Italia deve produrre il certificato che attesti l'avvenuta vaccinazione”, rincara Uggè.

In generale il green pass rafforzato convince la maggior parte delle associazioni dei datori di lavoro, mentre tra i sindacati le posizioni sono più “sfumate”, con Cgil e Uil che considerano la vaccinazione obbligatoria per tutti un atto necessario e la Cisl che sottolinea come sia "un passo avanti" che comunque "non basta".

 

"Super green pass" anche al bar e in palestra, discoteche chiuse fino al 31 gennaio
Fino al 31 marzo è obbligatorio possedere il “super green pass” per consumare al banco di bar e pubblici esercizi, nonché per poter accedere a piscine, palestre, sale bingo, musei, parchi tematici e divertimento, sale gioco, sale scommesse e sale bingo. È una delle disposizioni del decreto legge 'Ulteriori misure urgenti per il contenimento dell'epidemia da Covid-19 e per lo svolgimento in sicurezza delle attività economiche e sociali', pubblicato il 24 dicembre scorso in Gazzetta Ufficiale. Ecco le altre principali misure:

dal primo febbraio 2022 riduzione della durata del green pass da 9 a 6 mesi;
il periodo minimo per la somministrazione della terza dose viene ridotto da 5 a 4 mesi dal completamento del ciclo vaccinale primario;
obbligo di mascherine all'aperto anche in zona bianca;
obbligo di dispositivi Ffp2 in cinema, teatri e per eventi sportivi, nonché sui mezzi di trasporto, anche del trasporto pubblico locale;
divieto di consumare cibi e bevande, al chiuso, in cinema, teatri e nel corso di eventi sportivi.

Stato di emergenza fino al 31 marzo, tampone alle frontiere fino al 31 gennaio
Il Consiglio dei ministri ha approvato un decreto legge che proroga fino al 31 marzo 2022 lo stato d'emergenza per contrastare la pandemia da coronavirus. La decisione è stata presa per far fronte alla nuova minaccia che arriva dalla variante “omicron” e nello stesso senso va un'ordinanza firmata dal ministro della Salute, Roberto Speranza, che prevede una “stretta” fino al 31 gennaio 2022 per tutti gli arrivi dall'estero. Ovvero, tampone obbligatorio per tutti e in più quarantena di cinque giorni per i non vaccinati. Prorogate, inoltre, le misure già previste per gli arrivi dai Paesi extraeuropei. Detto che restano in vigore, a questo punto almeno fino al 31 marzo, "green pass" e "super green pass" e tutte le altre disposizioni che da ormai quasi due anni scandiscono la nostra vita, tra le altre norme del nuovo decreto varato dal Governo troviamo:

la proroga fino al 31 marzo dei congedi parentali al 50% per i genitori con figli in quarantena causa Covid e dello smart working per i lavoratori fragili;
la nascita di un hub di stoccaggio per i vaccini;
il rinnovo dei poteri al commissario per l'emergenza;
la proroga dei test antigenici rapidi a prezzi calmierati o gratuiti per alcune categorie.

Il Governo ha chiarito che i titolari degli esercizi commerciali per accedere ai quali è richiesto il green pass base non devono effettuare necessariamente i controlli all’ingresso.

I titolari degli esercizi commerciali diversi da quelli che soddisfano le esigenze alimentari, mediche e di prima necessità ai sensi del dpcm 24 gennaio 2022, devono assicurare i controlli del green pass all’ingresso? “No. I titolari degli esercizi per i quali è richiesto il green pass base non devono effettuare necessariamente i controlli sul possesso del green pass base all’ingresso, ma possono svolgerli a campione successivamente all’ingresso della clientela nei locali”.

Con questa faq pubblicata sul suo sito web il Governo è venuto incontro alle molte proteste di titolari di esercizi commerciali che lamentavano la mera impossibilità di assicurare un controllo puntuale all’ingresso nell’attività.

“Sapere di poter effettuare i controlli a campione sui green pass della clientela rende possibile svolgere al meglio il nostro lavoro, nel rigoroso rispetto delle regole e agevola la vita ai cittadini", è il commento di Giovanni Risso presidente della Fit, la Federazione italiana tabaccai aderente a Confcommercio. Si tratta di ''un giusto compromesso tra le ragioni, mai messe in discussione, del Governo e quelle della categoria'', conclude Risso.



Negozi senza pass: si “salvano” alimentari, ottici, farmacie e carburanti
Dal primo febbraio prossimo si potrà accedere senza green pass solo in supermercati, farmacie, negozi di ottica e alimentari, oltre che in strutture sanitarie e uffici giudiziari e di polizia. È quanto prevede l’atteso decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri che elenca le attività "necessarie al soddisfacimento di esigenze essenziali e primarie della persona”.

Il provvedimento stabilisce in particolare che si potrà entrare privi di certificazione verde in "esercizi specializzati e non specializzati con prevalenza di prodotti alimentari e bevande", come supermercati, discount, minimercati e altri esercizi non specializzati di alimenti vari, "escluso in ogni caso il consumo sul posto". Possibile fare spesa anche in negozi di animali domestici e alimenti per animali domestici, di articoli igienico-sanitari e in distributori di carburanti. Ingresso libero, poi, pure in ottici, farmacie, parafarmacie e altri esercizi specializzati di medicinali non soggetti a prescrizione medica, oltre che in negozi di articoli medicali e ortopedici in esercizi specializzati.

Nell’elenco “no pass” anche le strutture sanitarie, sociosanitarie e veterinarie, così l'accesso dei visitatori a strutture residenziali, socio-assistenziali, sociosanitarie e hospice. Consentito infine l'ingresso senza certificazioni verdi anche agli uffici aperti al pubblico delle forze di polizia e delle polizie locali, agli uffici giudiziari e dei servizi sociosanitari "esclusivamente per la presentazione indifferibile e urgente di denunzie da parte di soggetti vittime di reati o di richieste di interventi giudiziari a tutela di persone minori di età o incapaci, nonché per consentire lo svolgimento di attività di indagine o giurisdizionale per cui è necessaria la presenza della persona convocata".

 

L'elenco delle attività senza “green pass”
commercio al dettaglio in esercizi specializzati e non specializzati con prevalenza di prodotti alimentari e bevande (ipermercati, supermercati, discount di alimentari, minimercati e altri esercizi non specializzati di alimenti vari), escluso in ogni caso il consumo sul posto;
commercio al dettaglio di prodotti surgelati; commercio al dettaglio di animali domestici e alimenti per animali domestici in esercizi specializzati;
commercio al dettaglio di carburante per autotrazione in esercizi specializzati; commercio al dettaglio di articoli igienico-sanitari;
commercio al dettaglio di medicinali in esercizi specializzati (farmacie, parafarmacie e altri esercizi specializzati di medicinali non soggetti a prescrizione medica);
commercio al dettaglio di articoli medicali e ortopedici in esercizi specializzati;
commercio al dettaglio di materiale per ottica;
commercio al dettaglio di combustibile per uso domestico e per riscaldamento.

Per i tabaccai incontro positivo con Costa
Passi avanti nella vertenza che oppone i tabaccai, che protestano per l’obbligo di “green pass” per i loro clienti, al Governo. Una delegazione della Fit (la Federazione italiana tabaccai aderente a Confcommercio), guidata dal presidente nazionale, Giovanni Risso, è stata infatti ricevuta il 25 gennaio scorso al Ministero della Salute dal sottosegretario Andrea Costa. "Abbiamo posto le premesse per l'apertura di un tavolo di confronto con il Governo - ha dichiarato Risso al termine dell'incontro - e siamo fiduciosi che le nostre richieste vengano accolte e che si riescano ad arginare le conseguenze di scelte finora sconsiderate. Trovo positivo che il Governo abbia dimostrato disponibilità ad ascoltare la voce della nostra categoria".

Costa, secondo quanto riporta una nota della Fit, ha affermato: "è dovere della politica ascoltare le istanze della cittadinanza e mettersi a disposizione per trovare le soluzioni migliori e più indicate. Con l'incontro odierno, estremamente positivo, è auspicabile che si possa avviare un confronto tra il Governo e le associazioni di categoria al fine di individuare un possibile percorso condiviso che possa coniugare le preoccupazioni del Governo con le richieste del comparto, anche in ragione del ruolo importante che hanno assunto le tabaccherie durante il lockdown, assicurando alcuni servizi essenziali per tutti i cittadini".

 

Ali: “ci auguriamo che valga per un breve periodo”


“È chiaro che la misura rappresenta un aggravio per le nostre attività, in un momento nel quale si assiste ad un rallentamento delle vendite e come imprese siamo chiamati ad affrontare le conseguenze dei forti aumenti dell’energia e delle materie prime. Sono però certo che i librai comprenderanno le ragioni di questo provvedimento e daranno al Paese quel segnale di collaborazione e unità che è necessario per superare questa nuova ondata della crisi sanitaria”. Così Paolo Ambrosini, presidente di Ali-Confcommercio, commenta la decisione del Governo di escludere le librerie dall’esenzione del green pass.

Visto però che “la misura crea vantaggi competitivi ad alcuni operatori, online e gdo” e che “le librerie da sempre sono patrimonio di tutti”, l’Associazione ritiene “anche ‘culturalmente’ insostenibile mantenere il provvedimento per un lungo periodo” e teme che “possa pregiudicare gli effetti positivi prodotti dal riconoscimento del libro bene essenziale”. Per questo, sottolinea Ambrosoli, “le nostre librerie continueranno con i servizi di consegna a domicilio o spedizione tramite corriere, per consentire a tutti i lettori di poter avere, anche in questa nuova situazione, la possibilità di leggere e non rompere quell’esile filo che nel nostro Paese lega il libro ai lettori”.

“Il mio auspicio è che questo provvedimento sia applicato nelle librerie per il tempo strettamente necessario a superare il picco pandemico”, conclude il presidente di Ali-Confcommercio.

 

Ancra: “anche se non siamo stati esentati dal green pass il provvedimento non è da criticare”
Per entrare nei negozi di elettrodomestici e di elettronica di consumo tra il primo febbraio e il 31 marzo prossimi servirà il “green pass” base, quello che si ottiene dopo un tampone negativo. “È un provvedimento che non ci sentiamo di criticare. Certo - commenta Dario Bossi, direttore generale di Ancra, l’Associazione di settore aderente a Confcommercio - può creare qualche disagio al momento dell’ingresso nel punto vendita. Ma d’altronde stiamo ancora combattendo una pandemia e il settore non può annoverarsi tra quelli danneggiati. Pertanto, siamo pronti a fare il nostro dovere confidando che in primavera si possa tornare alla normalità”.

 

Dal 10 gennaio “super green pass” anche per alberghi e ristorazione all’aperto


Il Consiglio dei ministri aveva già approvato il 29 dicembre dello scorso anno un altro decreto legge che contiene una nuova “raffica” di misure per contrastare il fortissimo incremento di nuove infezioni da Covid-19. In particolare si interviene estendendo l’obbligo di green pass rafforzato (il “super green pass” che si può ottenere con il completamento del ciclo vaccinale e la guarigione), sulle quarantene per i vaccinati e sulle capienze negli impianti sportivi. Vediamo il contenuto in sintesi.

Green Pass Rafforzato
Dal 10 gennaio 2022 e fino alla cessazione dello stato di emergenza viene esteso l’utilizzo del “super green pass” a:

alberghi e strutture ricettive;
feste nell’ambito di cerimonie civili o religiose;
sagre e fiere;
centri congressi;
servizi di ristorazione all’aperto;
impianti di risalita con finalità turistico-commerciale anche se ubicati in comprensori sciistici;
piscine, centri natatori, sport di squadra e centri benessere anche all’aperto;
centri culturali, centro sociali e ricreativi per le attività all’aperto;
tutti i mezzi di trasporto, compreso quello pubblico locale o regionale.
Quarantene
Chi ha avuto contatti stretti con persone positive non deve stare in quarantena se:

il contatto è avvenuto entro 120 giorni dal completamento del ciclo vaccinale primario (le prime due dosi). Se i 120 giorni sono passati e si è in attesa della dose booster i giorni di quarantena scendono da 7 a 5 (vedi la circolare del Ministero della Salute);
il contatto è avvenuto entro 120 giorni dalla guarigione;
ha ricevuto la dose di richiamo.
Per dieci giorni, però, si dovrà indossare una mascherina di tipo FFP2 e, solo in caso di sintomi, bisognerà effettuare un test antigenico rapido o molecolare cinque giorni dopo l’ultimo contatto.

Per uscire dalla quarantena o dall’auto-sorveglianza bisognerà essere negativi a un test antigenico rapido o molecolare, effettuato anche presso centri privati. In quest’ultimo caso bisognerà trasmissione all’Asl di appartenenza il relativo referto.

Capienze impianti sportivi
Il decreto prevede che le capienze saranno consentite al massimo al 50% per gli impianti all’aperto e al 35% per gli impianti al chiuso.

 

Da Confcommercio “ok al super green pass per i lavoratori”

Con l’introduzione di un “super green pass” per tutti i lavoratori si spingerebbero le persone alla vaccinazione e verrebbe superata quell'anomalia che impone un certificato verde rafforzato per la clientela a fronte di un green pass “semplice” per i lavoratori. È la posizione di Confcommercio, espressa dal vicepresidente vicario nonché presidente di Fipe, Lino Stoppani, che nel contempo chiede però una semplificazione nell'utilizzo dei contratti a termine e del lavoro straordinario nei pubblici esercizi viste le difficoltà reperire personale. "L'inasprimento delle norme – queste le parole di Stoppani - dimostra che la priorità del Governo è di non chiudere le attività di fronte alla preoccupazione per l'aumento dei contagi. L'imposizione di un super green pass è il tentativo di evitare l'obbligo della vaccinazione e preservare la libertà delle persone sul vaccino. Se non fosse sufficiente bisognerà pensare all'obbligo di vaccinazione per tutti".

Favorevole anche Conftrasporto-Confcommercio, che però allerta sul pericolo dei “due pesi e due misure. "Ben venga l'obbligo vaccinale ma non si aprano strade a una situazione di disparità tra i lavoratori italiani e quelli che provengono dall'estero: l'obbligo solo per i primi sarebbe una 'tafazzata' a tutto vantaggio delle imprese straniere", afferma infatti il presidente Paolo Uggè. "Chi entra in Italia deve produrre il certificato che attesti l'avvenuta vaccinazione. La regola deve essere applicata a tutti. Non si ripeta che gli operatori esteri nel nostro Paese possano essere esonerati dall'obbligo del vaccino. Chi entra in Italia deve produrre il certificato che attesti l'avvenuta vaccinazione”, rincara Uggè.

In generale il green pass rafforzato convince la maggior parte delle associazioni dei datori di lavoro, mentre tra i sindacati le posizioni sono più “sfumate”, con Cgil e Uil che considerano la vaccinazione obbligatoria per tutti un atto necessario e la Cisl che sottolinea come sia "un passo avanti" che comunque "non basta".

 

"Super green pass" anche al bar e in palestra, discoteche chiuse fino al 31 gennaio
Fino al 31 marzo è obbligatorio possedere il “super green pass” per consumare al banco di bar e pubblici esercizi, nonché per poter accedere a piscine, palestre, sale bingo, musei, parchi tematici e divertimento, sale gioco, sale scommesse e sale bingo. È una delle disposizioni del decreto legge 'Ulteriori misure urgenti per il contenimento dell'epidemia da Covid-19 e per lo svolgimento in sicurezza delle attività economiche e sociali', pubblicato il 24 dicembre scorso in Gazzetta Ufficiale. Ecco le altre principali misure:

dal primo febbraio 2022 riduzione della durata del green pass da 9 a 6 mesi;
il periodo minimo per la somministrazione della terza dose viene ridotto da 5 a 4 mesi dal completamento del ciclo vaccinale primario;
obbligo di mascherine all'aperto anche in zona bianca;
obbligo di dispositivi Ffp2 in cinema, teatri e per eventi sportivi, nonché sui mezzi di trasporto, anche del trasporto pubblico locale;
divieto di consumare cibi e bevande, al chiuso, in cinema, teatri e nel corso di eventi sportivi;
fino al 31 gennaio divieto di eventi e feste che implichino assembramenti all'aperto e chiusura di discoteche e sale da ballo.

Silb-Fipe: “colpo di grazia per un settore che ha perso 4 miliardi”


"Eravamo già pronti per lavorare il 31 dicembre con la speranza di compensare una parte dei 4 miliardi di euro di perdite di due anni di chiusura. Ma ecco che in poche ore tutto è stato distrutto. Ci stavamo lentamente riprendendo seguendo le regole imposte dallo stesso Governo, ma evidentemente non è bastato. Tutte le attività sono aperte, stadi, teatri, cinema, ma non le discoteche". È il commento di Maurizio Pasca, presidente del Silb, il Sindacato dei Locali da Ballo aderente a Fipe-Confcommercio. ''Cosa pensate che accadrà il 31 dicembre? Le persone andranno a ballare e festeggiare in luoghi abusivi, con buona pace di ogni tracciamento e misura di sicurezza. Quando si chiude un locale da ballo bisogna ricordarsi che ci sono famiglie dietro che vivono di questo lavoro. Evidentemente per questo governo siamo figli di un Dio minore. Ne abbiamo abbastanza", continua. "L'11 ottobre abbiamo aperto e abbiamo assunto centinaia di persone. Cosa diremo loro domani mattina? Siamo senza parole. A questo punto, visto che la decisione di chiudere è arrivata dall'oggi al domani, nello stesso breve arco di tempo ci aspettiamo una decisione sui ristori'', conclude Pasca.

 

Stato di emergenza fino al 31 marzo, tampone alle frontiere fino al 31 gennaio
Il Consiglio dei ministri ha approvato un decreto legge che proroga fino al 31 marzo 2022 lo stato d'emergenza per contrastare la pandemia da coronavirus. La decisione è stata presa per far fronte alla nuova minaccia che arriva dalla variante “omicron” e nello stesso senso va un'ordinanza firmata dal ministro della Salute, Roberto Speranza, che prevede una “stretta” fino al 31 gennaio 2022 per tutti gli arrivi dall'estero. Ovvero, tampone obbligatorio per tutti e in più quarantena di cinque giorni per i non vaccinati. Prorogate, inoltre, le misure già previste per gli arrivi dai Paesi extraeuropei. Detto che restano in vigore, a questo punto almeno fino al 31 marzo, "green pass" e "super green pass" e tutte le altre disposizioni che da ormai quasi due anni scandiscono la nostra vita, tra le altre norme del nuovo decreto varato dal Governo troviamo:

la proroga fino al 31 marzo dei congedi parentali al 50% per i genitori con figli in quarantena causa Covid e dello smart working per i lavoratori fragili;
la nascita di un hub di stoccaggio per i vaccini;
il rinnovo dei poteri al commissario per l'emergenza;
la proroga dei test antigenici rapidi a prezzi calmierati o gratuiti per alcune categorie.

Cambia la regola per l’ingresso in Italia dei cittadini europei. La nuova ordinanza del Ministero della Salute contiene anche l’estensione dei corridoi turistici a nuovi Paesi.


27 gennaio 2022
Nuova ordinanza del ministro della Salute, Roberto Speranza, sugli arrivi dall’estero. In base al nuovo provvedimento, i viaggiatori provenienti dai Paesi dell'Unione Europea dovranno esibire all’ingresso nel nostro Paese soltanto il green pass. Dal primo febbraio non sarà dunque più necessario il tampone. L’iniziativa del ministro della Salute è una risposta all’appello lanciato dai commissari UE Stella Kyriakides (Salute e sicurezza alimentare) e Didier Reynders (Giustizia) ai Paesi europei che hanno introdotto "misure di contenimento dei viaggi supplementari nelle ultime settimane e che hanno reso i viaggi nel l'UE più complicati e meno pianificabili".

Con la stessa ordinanza sono state prorogate ed estese le misure sui corridoi turistici, il cui numero viene aumentato con l’aggiunta di Cuba, Singapore, Turchia, Thailandia (solo l'isola di Phuket), Oman e Polinesia francese. Nello specifico, il testo prevede che “il viaggiatore dotato di certificato vaccinale o di guarigione, in partenza dal territorio nazionale per un soggiorno all'estero nell'ambito di un corridoio turistico Covid-free, deve sottoporsi a un test molecolare o antigenico condotto con tampone e risultato negativo, nelle quarantotto (48) ore precedenti la partenza; se la permanenza all'estero supera i sette (7) giorni, sottoporsi a ulteriore test molecolare o antigenico in loco; prima di rientrare in Italia, nelle quarantotto (48) ore precedenti l'imbarco, è necessario sottoporsi a un test molecolare o antigenico, condotto con tampone e risultato negativo; all'arrivo in aeroporto in Italia, è necessario sottoporsi a ulteriore test molecolare o antigenico, con risultato negativo. Se tutti i passaggi su elencati sono rispettati, i viaggiatori sono esentati dal rispetto degli obblighi di sorveglianza sanitaria e di isolamento fiduciario”.

 

IRFIS - FinSicilia S.p.A. ha pubblicato due importanti Avvisi che potranno dare sostegno alle imprese e ai professionisti che hanno subito danni dovuti all’emergenza epidemiologica da COVID-19.

Nel 2021 si sono registrati segnali di vivacità dei consumi, anche se prevalentemente per effetto di un rimbalzo statistico visto che il confronto è con i lockdown e la crisi del 2020. Tuttavia, non è stato certo l'anno della ripartenza di tutti i settori e di una ripresa diffusa sul territorio. Il nostro Ufficio Studi, infatti, conferma questo scenario: Pil +6,2% e consumi +5,0% per l'anno che si è appena chiuso, ma con interi settori - a cominciare dalla filiera turistica e dall'area della cultura e del tempo libero. Che sono ancora molto distanti dai livelli del 2019 e che recupereranno i livelli pre-pandemia solo nel 2023. Mi riferisco, in particolare, al sistema ricettivo e alla ristorazione che hanno visto crollare i consumi di quasi il 30%, ai servizi culturali e ricreativi che fanno segnare un -21,5%, ma anche ad altri comparti, come i trasporti e l'abbigliamento e le calzature, che hanno subito perdite di consumi a doppia cifra. Senza dimenticare, naturalmente, la drammatica situazione del settore dell'intrattenimento con la chiusura delle attività. Dopo la crisi senza precedenti del 2020 - con perdite di Pile consumi più elevate sia nei confronti del dato nazionale che dell'area del Nord-Est, anche per il crollo del turismo con un dimezzamento di presenze rispetto al 2019 - l'economia veneta ha reagito facendo segnare, nel 2021, performance migliori della media nazionale con una crescita del 6,5% del Pil e del 5,8% per i consumi. Tuttavia, per il Veneto e per l'intera economia nazionale, il recupero prosegue più lentamente del previsto e si concretizza la crescita dell'inflazione. Una crescita innescata dai prezzi delle materie prime e che, anche per i rincari delle bollette, rischia di ridimensionare i consumi delle famiglie italiane, che possono però fare conto su un "eccesso" di risparmio forzoso e precauzionale accumulato negli ultimi due anni. Contro gli effetti negativi dell'inflazione importata, bisogna rafforzare la crescita attraverso la messa a terra degli investimenti del PNRR e di quelli previsti dalla legge di bilancio per il 2022. Quanto alle bollette, occorre che il tavolo di confronto con le imprese annunciato dal Ministro Giorgetti porti rapidamente a risultati concreti. In questa situazione, resa ancora più difficile dalla recrudescenza della pandemia, il Governo deve accelerare. Lo si è fatto perla campagna vaccinale. Ma vanno anche date risposte efficaci ed urgenti alle imprese che soffrono e che rischiano di chiudere nei prossimi mesi. Per evitarlo, bisogna sostenere i settori più colpiti con indennizzi, con crediti d'imposta dedicati - come quelli per le locazioni commerciali o per le giacenze di magazzino del commercio moda - con moratorie fiscali e con un nuovo ciclo di cassa Covid. Ma è anche necessario e urgente prorogare le moratorie sui prestiti bancari e predisporre strumenti di rimodulazione delle scadenze dei finanziamenti. Le risorse vanno assolutamente trovate, perché bisogna evitare ad ogni costo che pandemia e crisi economica inneschino una nuova, pericolosa emergenza sociale.

Carlo Sangalli

Dal Gazzettino del 16 gennaio 2022

Nel Consiglio dei ministri in programma giovedì prossimo il via libera a un provvedimento che dettaglierà la distribuzione dei due miliardi già a disposizione. Draghi: “valuteremo se servono altre risorse". Confcommercio: "servono più risorse, anche con un nuovo scostamento di bilancio".


La nuova tornata di ristori a beneficio delle imprese travolte dalla valanga Covid avverrà in due tempi. Il primo sarà deliberato a stretto giro di posta, presumibilmente già nella riunione del Consiglio dei ministri prevista per giovedì prossimo, mentre per il secondo ci sono ancora da valutare tempi, consistenza e l’opportunità di ricorrere a un nuovo scostamento di bilancio. Lo ha spiegato in conferenza stampa il premier Mario Draghi, sottolineando che nell’immediato sono a disposizione i due miliardi circa stanziati nella legge di bilancio. Serviranno per aiutare soprattutto il turismo, per il quale c'è un fondo ad hoc da 150 milioni di euro, e in generale le piccole imprese, che vedranno rifinanziati i fondi per la cassa integrazione. Aiuti mirati sono previsti anche per discoteche, locali da ballo e teatri. "Stiamo facendo tutti una riflessione per cercare di affrontare nella maniera più soddisfacente i bisogni di sostegno che possono essere determinati da questa ripresa della pandemia. Valuteremo se servono altre risorse", ha assicurato il presidente del Consiglio.

 

Confcommercio: “servono più risorse per fronteggiare l’impatto della nuova fase della pandemia sulle imprese”


“Il presidente Draghi ha fatto riferimento agli stanziamenti della legge di bilancio per il 2022 per la prima risposta ai fabbisogni dei settori produttivi colpiti - a partire dalla filiera del turismo - dall’impatto della nuova fase della pandemia. Non ha, tuttavia, escluso la necessità del reperimento di ulteriori risorse”. Così Confcommercio, per la quale “è fin d’ora chiaro che vanno messi urgentemente in campo nuovi ristori e nuove moratorie creditizie e fiscali oltre che un nuovo ciclo di Cassa Covid. Servono, dunque, risorse aggiuntive rispetto ai fondi individuati in legge di bilancio. Servono con urgenza e vanno reperite anche ricorrendo ad un nuovo scostamento di bilancio”.

 

Fipe: “senza Cig a rischio altri 50mila posti di lavoro”
“Se il Governo non interverrà con una proroga degli ammortizzatori Covid sono a rischio altri 50mila posti di lavoro solo nel settore dei pubblici esercizi”. È l’allarme lanciato da Fipe-Confcommercio, insieme alla sua associata Aigrim (l’Associazione delle imprese di grande sistorazione e servizi multilocalizzate), dopo l’esaurimento degli effetti della Cassa integrazione Covid, scaduta lo scorso 31 dicembre. La richiesta di altre tredici settimane di cassa Covid riguarda in particolare i pubblici esercizi delle città d’arte, colpiti dalla mancanza di turismo internazionale, le attività di catering e banqueting, legate a cerimonie ed eventi, la ristorazione collettiva, penalizzata anche dal massiccio ricorso allo smart working, e quella commerciale presente in aeroporti, stazioni ferroviarie, aree di servizio autostradali.

“Le catene della ristorazione in viaggio, in particolare nelle stazioni ferroviarie e negli aeroporti, stanno soffrendo in modo particolare della recrudescenza della pandemia. Così come la ristorazione che beneficiava ampiamente dei flussi turistici. Inoltre, per la ripartenza dello smart working, anche i normali flussi dei pendolari si stanno riducendo notevolmente”, sottolinea Cristian Biasoni, presidente di Aigrim. “Fipe – conclude il presidente Lino Enrico Stoppani – chiede queste misure urgenti per evitare dolorose iniziative di ‘legittima difesa’ che porterebbero a licenziamenti e a drastiche riduzioni di posti di lavoro, con gli annessi problemi sociali e le prospettive per un settore strategico per l’economia del Paese. È indispensabile, invece, preservare le competenze professionali del settore per consentire la ripresa delle attività in sicurezza quando questa fase critica sarà superata”.

 

Fto: “subito ristori per il turismo organizzato, ma non a pioggia”

"Non tocca a noi entrare nel dibattito tecnico e politico sulla necessità o meno di uno scostamento di bilancio. Tuttavia chiediamo al governo sostegni congrui e immediati: la pandemia continua a mordere, il turismo organizzato è fermo ormai da due anni e non possiamo accontentarci di qualche briciola raccattata tra le pieghe del bilancio pubblico". Lo ha sottolineato Franco Gattinoni, presidente della Federazione Turismo Organizzato di Confcommercio, in vista del Consiglio dei ministri di giovedì che dovrebbe varare nuovi ristori all'economia. "Servono subito un ampio rifinanziamento della Cig Covid almeno fino al 30 giugno 2022, naturalmente con validità retroattiva dal primo gennaio, e contributi diretti per almeno 500 milioni di euro. La rapidità è fondamentale, non c'è tempo da perdere, ogni giorno che passa è un giorno colpevolmente sprecato. Il nostro è il comparto più colpito dalla pandemia e ci sono decine di migliaia di posti di lavoro a rischio. Ecco perché – ha proseguito Gattinoni - chiediamo anche l'estensione del credito d'imposta sulle locazioni commerciali con la possibile cessione fino a fine giugno". "Ci aspettiamo dunque uno stanziamento rilevante e tempestivo. E ci permettiamo di dare un suggerimento al governo: quello di evitare contributi a pioggia che perseguono spesso la logica del consenso politico di corto respiro e finiscono per perdersi in mille rivoli, ridimensionando l'efficacia dello sforzo finanziario", ha concluso il presidente di Fto.

 

Sul Corriere della Sera il presidente di Confcommercio lancia l'allarme: le misure del governo non sono sufficienti. Per la cassa integrazione serve un intervento con efficacia retroattiva dal primo gennaio. Ammortizzatori, troppo oneri sulle imprese.


Presidente Sangalli, a ridosso del Consiglio dei ministri che approverà nuove misure antipandemia, quali sono le richieste di Confcommercio, l'associazione che presiede?

«La recrudescenza del Covid sta colpendo ancora il turismo. Siamo di nuovo in allarme rosso. II bilancio 2021 si chiuderà con dati disastrosi. Rispetto al 2019 si sono perduti almeno 60 milioni di arrivi e 120 milioni di presenze in Italia, oltre a 13 milioni di viaggi degli italiani all'estero».

E rispetto alle feste?

«Solo tra Natale, Capodanno ed Epifania, sono state cancellate oltre 5 milioni di partenze programmate dai nostri connazionali. Senza dimenticare, negli ultimi giorni, l'impennata delle disdette negli alberghi e nella ristorazione e la drammatica situazione delle discoteche, che continuano a pagare un prezzo altissimo con la chiusura per decreto».

Insomma migliaia di imprese di tutta la filiera rischiano la chiusura?

«Le risorse finora messe in campo dal governo non sono sufficienti. Abbiamo chiesto fino all'ultimo giorno utile la proroga della cassa integrazione riconosciuta alle attività ferme a causa dell'emergenza sanitaria. I provvedimenti sono scaduti il 31 dicembre».

Ora è prevista l'entrata in vigore del nuovo sistema di ammortizzatori sociali previsti dalla legge di bilancio per II 2022.

«Sì, ma servirà tempo per chiarire le procedure e le imprese del turismo - che affrontano una nuova situazione emergenziale in cui fioccano le disdette, mentre sono intanto entrati in servizio anche i lavoratori stagionali assunti per le festività - non sono certo in grado di fare fronte agli oneri contributivi dei nuovi».

Quindi?

«Servirà un provvedimento con efficacia retroattiva dal 1° gennaio e vanno reperite le risorse per un nuovo ciclo di "cassa Covid"».

Come valuta i nuovi ammortizzatori sociali?

«Un sistema di tutele universali comporta un pesante aggravio strutturale della contribuzione per le imprese del commercio, del turismo, dei servizi e dei trasporti: le imprese più colpite dall'impatto dell'emergenza sanitaria. Dunque, va anzitutto risolto il nodo della loro sostenibilità contributiva. Lo abbiamo ribadito - insieme a tutte le altre associazioni imprenditoriali del terziario e della cooperazione - in occasione dell'incontro del 20 dicembre con i ministri Franco (Economia) e Orlando (Lavoro). Il confronto deve proseguire anche oltre il perimetro della legge di bilancio per monitorare gli impatti e per valutare sia interventi compensativi, sia la congruità tra contribuzione e prestazioni».

Nel complesso la legge di Bilancio la convince?

«Gli interventi in materia di Irpef ed Irap li consideriamo una prima tappa del processo di riduzione della pressione fiscale. Si alleggerisce il prelievo Irpef sui redditi medi e medio-bassi. Quanto all'Irap, lo stanziamento da un miliardo di euro si dovrebbe tradurre nell'eliminazione dell'imposta solo per piccoli imprenditori e lavoratori autonomi».

Ci sono strumenti che la legge di Bilancio ha tralasciato e che la nuova fase della pandemia richiederebbe?

«Crediti d'imposta dedicati - come quelli per le locazioni commerciali o per le giacenze di magazzino del commercio moda - e moratorie fiscali. Ma c'è anche la necessità di prorogare le moratorie sui prestiti bancari e predispone strumenti di rimodulazione delle scadenze dei finanziamenti. Un tema di cui, in questi giorni, sono tornato a sottolineare l'urgenza al Governo».

Veniamo ai consumi, quale prospettiva intravede?

«Pandemia, caro energia e inflazione diffusa li stanno frenando: nei prossimi mesi rischiamo di mettere in discussione gli obiettivi di crescita e di finanza pubblica per il 2022. Contro l'inflazione, bisogna puntare ad una maggiore crescita, accelerando la messa a terra degli investimenti del PNRR e di quelli della legge di Bilancio 2022».

Come valuterebbe l'obbligo del green pass rafforzato per tutti i lavoratori?

«Una scelta difficile ma necessaria. I vaccini stanno sorreggendo resistenza e ripartenza delle attività ma dovrà servire un'attenta e precisa programmazione anche a livello informativo. Va evitato ad ogni costo che pandemia e crisi economica inneschino una pericolosa emergenza sociale».

 

Antonella Baccaro

Dal Corriere della Sera del 5 gennaio 2022

 


Un nuovo decreto del Governo estende l'uso del "green pass rafforzato" e toglie la quarantena per vaccinati e guariti. Lombardia, Piemonte, Lazio e Sicilia in zona gialla dal 3 gennaio.

Il Consiglio dei ministri ha approvato un altro decreto legge che contiene una nuova “raffica” di misure per contrastare il fortissimo incremento di nuove infezioni da Covid-19. In particolare si interviene estendendo l’obbligo di green pass rafforzato (il “super green pass” che si può ottenere con il completamento del ciclo vaccinale e la guarigione), sulle quarantene per i vaccinati e sulle capienze negli impianti sportivi. Vediamo il contenuto in sintesi.

Green Pass Rafforzato
Dal 10 gennaio 2022 e fino alla cessazione dello stato di emergenza viene esteso l’utilizzo del “super green pass” a:

alberghi e strutture ricettive;
feste nell’ambito di cerimonie civili o religiose;
sagre e fiere;
centri congressi;
servizi di ristorazione all’aperto;
impianti di risalita con finalità turistico-commerciale anche se ubicati in comprensori sciistici;
piscine, centri natatori, sport di squadra e centri benessere anche all’aperto;
centri culturali, centro sociali e ricreativi per le attività all’aperto;
tutti i mezzi di trasporto, compreso quello pubblico locale o regionale.

Quarantene
Chi ha avuto contatti stretti con persone positive non deve stare in quarantena se:

il contatto è avvenuto entro 120 giorni dal completamento del ciclo vaccinale primario (le prime due dosi). Se i 120 giorni sono passati e si è in attesa della dose booster i giorni di quarantena scendono da 7 a 5;
il contatto è avvenuto entro 120 giorni dalla guarigione;
ha ricevuto la dose di richiamo.
Per dieci giorni, però, si dovrà indossare una mascherina di tipo FFP2 e, solo in caso di sintomi, bisognerà effettuare un test antigenico rapido o molecolare cinque giorni dopo l’ultimo contatto.

Per uscire dalla quarantena o dall’auto-sorveglianza bisognerà essere negativi a un test antigenico rapido o molecolare, effettuato anche presso centri privati. In quest’ultimo caso bisognerà trasmissione all’Asl di appartenenza il relativo referto.

Capienze impianti sportivi

Il decreto prevede che le capienze saranno consentite al massimo al 50% per gli impianti all’aperto e al 35% per gli impianti al chiuso.

 

Lombardia, Piemonte, Lazio e Sicilia in zona gialla dal 3 gennaio
Da lunedì 3 gennaio Lombardia, Piemonte, Lazio e Sicilia passeranno in zona gialla (vedi le regole che si applicano nelle varie zone). Si aggiungeranno a Liguria, Marche, Veneto, Friuli Venezia Giulia, Calabria e alle province autonome di Trento e Bolzano.

 

"Super green pass" anche al bar e in palestra, discoteche chiuse fino al 31 gennaio

Fino al 31 marzo sarà obbligatorio possedere il “super green pass” per consumare al banco di bar e pubblici esercizi, nonché per poter accedere a piscine, palestre, sale bingo, musei, parchi tematici e divertimento, sale gioco, sale scommesse e sale bingo. È una delle disposizioni del decreto legge 'Ulteriori misure urgenti per il contenimento dell'epidemia da Covid-19 e per lo svolgimento in sicurezza delle attività economiche e sociali', pubblicato il 24 dicembre scorso in Gazzetta Ufficiale. Ecco le altre principali misure:

dal primo febbraio 2022 riduzione della durata del green pass da 9 a 6 mesi;
il periodo minimo per la somministrazione della terza dose viene ridotto da 5 a 4 mesi dal completamento del ciclo vaccinale primario;
obbligo di mascherine all'aperto anche in zona bianca;
obbligo di dispositivi Ffp2 in cinema, teatri e per eventi sportivi, nonché sui mezzi di trasporto, anche del trasporto pubblico locale;
divieto di consumare cibi e bevande, al chiuso, in cinema, teatri e nel corso di eventi sportivi;
fino al 31 gennaio divieto di eventi e feste che implichino assembramenti all'aperto e chiusura di discoteche e sale da ballo.

Silb-Fipe: “colpo di grazia per un settore che ha perso 4 miliardi”


"Eravamo già pronti per lavorare il 31 dicembre con la speranza di compensare una parte dei 4 miliardi di euro di perdite di due anni di chiusura. Ma ecco che in poche ore tutto è stato distrutto. Ci stavamo lentamente riprendendo seguendo le regole imposte dallo stesso Governo, ma evidentemente non è bastato. Tutte le attività sono aperte, stadi, teatri, cinema, ma non le discoteche". È il commento di Maurizio Pasca, presidente del Silb, il Sindacato dei Locali da Ballo aderente a Fipe-Confcommercio. ''Cosa pensate che accadrà il 31 dicembre? Le persone andranno a ballare e festeggiare in luoghi abusivi, con buona pace di ogni tracciamento e misura di sicurezza. Quando si chiude un locale da ballo bisogna ricordarsi che ci sono famiglie dietro che vivono di questo lavoro. Evidentemente per questo governo siamo figli di un Dio minore. Ne abbiamo abbastanza", continua. "L'11 ottobre abbiamo aperto e abbiamo assunto centinaia di persone. Cosa diremo loro domani mattina? Siamo senza parole. A questo punto, visto che la decisione di chiudere è arrivata dall'oggi al domani, nello stesso breve arco di tempo ci aspettiamo una decisione sui ristori'', conclude Pasca.

 

Stato di emergenza fino al 31 marzo, tampone alle frontiere fino al 31 gennaio
Il Consiglio dei ministri ha approvato un decreto legge che proroga fino al 31 marzo 2022 lo stato d'emergenza per contrastare la pandemia da coronavirus. La decisione è stata presa per far fronte alla nuova minaccia che arriva dalla variante “omicron” e nello stesso senso va un'ordinanza firmata dal ministro della Salute, Roberto Speranza, che prevede una “stretta” fino al 31 gennaio 2022 per tutti gli arrivi dall'estero. Ovvero, tampone obbligatorio per tutti e in più quarantena di cinque giorni per i non vaccinati. Prorogate, inoltre, le misure già previste per gli arrivi dai Paesi extraeuropei. Detto che restano in vigore, a questo punto almeno fino al 31 marzo, "green pass" e "super green pass" e tutte le altre disposizioni che da ormai quasi due anni scandiscono la nostra vita, tra le altre norme del nuovo decreto varato dal Governo troviamo:

la proroga fino al 31 marzo dei congedi parentali al 50% per i genitori con figli in quarantena causa Covid e dello smart working per i lavoratori fragili;
la nascita di un hub di stoccaggio per i vaccini;
il rinnovo dei poteri al commissario per l'emergenza;
la proroga dei test antigenici rapidi a prezzi calmierati o gratuiti per alcune categorie.


Confturismo: “ennesimo colpo basso per il turismo”


“E’ l’ennesimo colpo basso all’economia nazionale del turismo, un provvedimento emanato senza alcun preavviso, che ci allontana dall’Europa, i cui vertici reagiscono sbigottiti quanto noi. Siamo tra i Paesi con i migliori risultati nella lotta alla pandemia eppure siamo anche quello con le maggiori restrizioni agli spostamenti internazionali, per i flussi intercontinentali e ora anche per quelli all’interno dell’Europa. Non solo si prevede l’obbligo di presentare, alla partenza o ai controlli di frontiera, un test antigenico o molecolare effettuato nell’imminenza del viaggio, ma anche l’imposizione di una quarantena di cinque giorni in Italia per i viaggiatori non immunizzati. Com’è possibile comprendere tutto questo?”. Così il presidente di Confturismo-Confcommercio, Luca Patané, secondo il quale “non possiamo sostenere oltre una situazione di questo tipo. Dopo quasi due anni di blocco per il turismo e decine di milioni di viaggi e presenze che continuano a mancare all’appello rispetto al 2019, le richieste di supporti specifici per il nostro settore vengono sistematicamente ignorate nei provvedimenti che il Parlamento sta esaminando in questi giorni, dal decreto fisco e lavoro alla legge di bilancio. Basta parlare di turismo come asset strategico dell’economia italiana per poi dimenticarsene regolarmente all’atto pratico”.

 

Fipe: “giusta la proroga dello stato d’emergenza, ma l’ordinanza danneggia turismo e pubblici esercizi”
"La proroga dello stato di emergenza era prevedibile e la riteniamo giusta perché la situazione è ancora critica e quindi è necessario poter semplificare eventuali provvedimenti emergenziali da prendere”. Parole del presidente di Fipe-Confcommercio, Lino Enrico Stoppani, che invece è critico sull’ordinanza del ministro Speranza: “certamente danneggia il turismo e i pubblici esercizi, su cui pesano già le cancellazioni di eventi aziendali e di catering nel solo mese di dicembre per 300 milioni di euro, e il calo potenziale di circa 350mila clienti non vaccinati, per un importo intorno ai 120-150 milioni di euro".


Federalberghi: “restrizioni troppo dure per il turismo straniero”
“Non comprendiamo le ragioni che inducono il Governo a definire, per l'ingresso dei cittadini stranieri in Italia, le restrizioni più rigide d'Europa nonostante il buon esito della campagna vaccinale, che ha portato l'Italia ad ottenere i risultati migliori d'Europa”. Così Federalberghi, che sottolinea che “nelle scorse settimane le imprese del turismo hanno sostenuto l'ennesimo sforzo, adeguandosi alle nuove indicazioni sul green pass e sul super green pass, nel presupposto che il contributo di tutti avrebbe realizzato le condizioni per consentire il sereno svolgimento delle attività economiche e sociali. Tutto ci saremmo aspettati tranne questa cattiva sorpresa, che riporta indietro le lancette e respinge i turisti stranieri, dirottandoli verso i Paesi concorrenti”.

Per la Federazione degli albergatori aderente a Confcommercio si tratta di “un grave danno per il Paese” e “a complicare la situazione intervengono i tempi di entrata in vigore dell'ordinanza che non tengono conto del fatto che nell'economia dei viaggi e del turismo le decisioni vengono assunte con largo anticipo. Le imprese hanno già assunto il personale e rifornito le scorte per la stagione invernale, i turisti hanno prenotato il viaggio, l'alloggio e i servizi complementari. Chiediamo che l'ordinanza venga rimodulata al fine di consentire alle imprese e ai turisti di riorganizzarsi”.

“Ribadiamo inoltre, anche alla luce della proroga dello stato di emergenza, la richiesta di inserire in legge di bilancio adeguate misure di sostegno del settore, a partire dall'esonero dei costi fissi che gravano sulle imprese del settore (seconda rata Imu e credito imposta affitti) e proroga della cassa integrazione, per sostenere imprese e lavoratori che sono allo stremo”, conclude Federalberghi.

 

Fiavet: “l’ordinanza è un’ulteriore mazzata”

"L'ordinanza è arrivata come un fulmine a ciel sereno, sul turismo non si scherza. Il 13% del Pil non può essere messo in gioco così in maniera improvvisa e non condivisa. Sarebbe stato opportuno dare tempo alle imprese e ai viaggiatori di adattarsi e capire cosa fare. Adottare un'ordinanza il 15 dicembre dà un'ulteriore mazzata a questo comparto, già violentato dalla pandemia". Non nasconde l’amarezza Ivana Jelinic, presidente di Fiavet-Confcommercio, secondo la quale "spostare le destinazioni, fare dei cambi, all'opinione pubblica possono sembrare operazioni banali ma nel mondo del turismo hanno una grande ripercussione. Se anche su quel poco che si poteva fare vengono cambiate le regole dalla sera alla mattina, significa gambizzare le imprese".

"Questo settore ha lavorato solo due mesi, a luglio e ad agosto. L'auspicio – conclude Jelinic - è che dal governo intervengano rapidamente almeno sulla partita che riguarda i sostegni alle imprese perché le aziende sono allo stremo e di fatto rese inattive per decreto. Gli operatori sono esasperati, alcuni minacciano reazioni scomposte e questo mi preoccupa davvero molto”.

 

Fto: “da Speranza ulteriore mazzata al turismo organizzato”
“L’ulteriore giro di vite su tamponi e quarantena deciso dal ministro Speranza in relazione ai viaggi in Europa e la conferma delle chiusure sulle mete extra Ue rappresentano un’ulteriore mazzata per il settore del turismo organizzato che va indennizzato subito e in maniera congrua”. Lo denuncia Franco Gattinoni, presidente della Federazione Turismo Organizzato di Confcommercio, per il quale “bisogna passare subito ai fatti perché lo scenario è sempre più drammatico. La notizia per cui gli Usa sconsigliano di viaggiare anche nel nostro Paese è un ulteriore campanello d’allarme che dovrebbe farci capire quanto pesa una comunicazione eccessivamente allarmistica e spingere la politica ad agire immediatamente. Il turismo organizzato è al collasso e non c’è più tempo da perdere”.

Dal giorno di Natale nuove restrizioni per il contenimento dei contagi: ecco quali

Mercoledì, 22 Dicembre 2021 11:16

MANOVRA, OGGI IL VIA LIBERA DEL SENATO

Scritto da

Dal 27 dicembre il testo passerà alla Camera per l'approvazione definitiva. Giù Irpef e Irap, quasi quattro miliardi per il caro-bollette nel primo trimestre 2022. Fondo da 150 milioni per turismo, spettacolo e auto

Sta per tagliare finalmente il traguardo la manovra di bilancio per il 2022 da oltre 30 miliardi. Dopo il via libera della commissione Bilancio, il provvedimento è approdato nell'Aula del Senato per la discussione generale. Il voto di fiducia è previsto per domani, con il testo che poi andrà alla Camera per l’approvazione definitiva tra Natale e Capodanno.

 

LE PRINCIPALI MISURE
OK IRPEF A 4 SCAGLIONI E STOP IRAP AUTONOMI Arriva la nuova Irpef a quattro scaglioni con una clausola di salvaguardia per i redditi inferiori a 15.000 euro che manterranno il bonus da 100 euro. Le aliquote passano da cinque a quattro: Il 23% fino a 15.000 euro, il 25% da 15.000 a 28.000 euro, il 35% da 28.000 a 50.000 euro ed il 43% oltre i 50.000 euro. I redditi al di sotto i 15.000 euro mantengono il bonus 100 euro mentre quelli da 15.000 a 28.000 lo avranno in base all'ammontare delle detrazioni. Stop inoltre all'Irap per gli autonomi e i professionisti con partita Iva.

FINO A 180 GIORNI PER CARTELLE PRIMI 3 MESI ANNO Per pagare le cartelle notificate dal primo gennaio al 31 marzo del 2022 ci sarà tempo fino a 180 giorni invece dei 60 giorni ordinari.

SUPERBONUS VILLETTE SENZA TETTO ISEE, LAVORI 30% ENTRO GIUGNO Viene esteso al 2022 il Superbonus sulle case unifamiliari e viene cancellato il tetto Isee, la limitazione all'abitazione principale e a termini di comunicazione Cila, prevedendo solo uno stato di avanzamento lavori del 30% al 30 giugno 2022. Viene prorogato il Superbonus per gli impianti fotovoltaici e introdotta un'agevolazione fiscale per le opere di abbattimento delle barriere architettoniche. Vengono poi ricomprese le spese delle nuove asseverazioni nel perimetro dei vari bonus edilizi e previsto che il decreto antifrode non trovi applicazione per gli interventi in edilizia libera sotto i 10 mila euro. Viene inoltre prorogato a tutto il 2025 il Superbonus nelle aree colpite da eventi sismici a partire dal 2009.

OK NORME ANTI-DELOCALIZZAZIONI: CRESCE CONTRIBUTO LICENZIAMENTI Le imprese che licenziano per delocalizzare senza presentare un piano di gestione degli esuberi pagheranno fino al doppio del contributo previsto dal Jobs act. Le aziende con più di 250 dipendenti, non in crisi, che decidono di chiudere una sede con cessazione delle attività e vogliono licenziare più di 50 dipendenti debbano darne comunicazione tre mesi prima a sindacati, regioni interessate, ministero del Lavoro, Mise ed Anpal e presentare entro 60 giorni un piano per la gestione degli esuberi per una durata non superiore a 12 mesi, da esaminare nei 30 giorni successivi altrimenti i licenziamenti sono nulli e scatta il raddoppio dei contributi.

BONUS MOBILI, TETTO SALE DA 5MILA A 10MILA EURO Sale da 5mila a 10mila euro l'importo massimo del bonus mobili nel 2022 mentre nei due anni successivi viene confermato con un massimale di 5mila euro.

PROROGA STOP TASSA TAVOLINI Viene prorogata al 31 marzo 2022 l'esenzione del canone unico patrimoniale (che ha sostituito la Tosap/Cosap) per esercizi commerciali e ambulanti.

RIFINANZIATO BONUS TV-DECODER. A PENSIONATI ULTRA 70ENNI SOTTO 20MILA EURO INIVATO A CASA Arrivano altri 68 milioni di euro per il 2022 per il bonus per l'acquisto di televisori e decoder con la rottamazione di vecchi apparecchi non idonei allo standard DVBT-2. La norma stabilisce che gli ultra 70enni con pensione inferiore ai 20mila euro annui possano ricevere il decoder direttamente a domicilio.

FONDO DA 10 MILIONI PER PROPRIETARI CASE OCCUPATE DA ABUSIVI Arrivano 10 milioni di euro per i proprietari di immobili occupati abusivamente.

PATENT BOX AL 110% E CUMULABILE CON BONUS RICERCA Viene riscritta la normativa sul patent box: l'incentivo sale dal 90% al 110% delle spese per lo sviluppo dei brevetti mentre vengono esclusi dai beni agevolabili i marchi d'impresa. Viene poi eliminato il divieto di cumulo tra l'agevolazione del patent box ed il credito d'imposta ricerca e sviluppo.


3,8 MILIARDI PER BOLLETTE E 1 MILUARDO PER RATEIZZAZIONIL'emendamento stanzia 1,8 miliardi per l'azzeramento degli oneri generali di sistema per le utenze elettriche a bassa tensione fino a 16,5 kW, 480 milioni per l'azzeramento degli oneri per tutte le utenze gas, 600 milioni per la riduzione del'Iva sul gas naturale per tutte le utenze al 5%, 912 milioni per il potenziamento del bonus per i clienti in condizione economicamente svantaggiata. Si tratta in particolare di persone con Isee fino a 8.265 euro, percettori di reddito o pensione di citTadinanza, famiglie numerose e utenti che utilizzano macchinari elettromedicali. Arriva poi un miliardo di euro per consentire la rateizzazione fino a 10 mesi delle bollette per i clienti domestici.

PACCHETTO SCUOLA: RISORSE DA PERSONALE ATA A MERITO DOCENTI In arrivo oltre 180 milioni di euro per la scuola, dalle proroghe del personale ATA con contratti Covid, al rifinanziamento del sostegno psicologico negli istituti, l'adeguamento dei compensi degli insegnanti rispetto agli aumenti già ottenuti da altri comparti della PA e fondi alle paritarie.

VERSO STABILIZZAZIONE GIUDICI ONORARI Arriva la norma per stabilizzare i giudici onorari in servizio, resa necessario dopo la messa in mora dell'Italia da parte dell'Ue. Ai lavoratori vengono, tra l'altro, attribuite le garanzie del lavoratore ordinario. I magistrati, dopo aver espletato una prova valutazione, avranno la possibilità di restare in servizio fino al settantesimo anno di età. Si stabilisce anche l'apertura della procedura di reclutamento per 700 nuovi giudici onorari nel 2022.

PROROGA AL 2023 DEL BONUS IDRICO Viene prorogata la detrazione per l'acquisto e l'istallazione di sistemi di filtraggio dell'acqua.

SGRAVIO CONTRIBUTI 100% APPRENDISTATO MICRO-IMPRESE Via libera allo sgravio contributivo al 100% per tre anni a favore delle micro imprese per i contratti di apprendistato di primo livello per giovani under 25. La norma prevede un'esenzione per tre anni per i contratti di apprendistato di primo livello firmati nel 2022 dalle piccole imprese fino a 9 dipendenti.

PROROGA DEL BONUS COLLOCAMENTO IN BORSA PMI, MASSIMALE SCENDE A 200MILA EURO Prorogato a fine 2022 il credito d'imposta pari al 50% delle spese di consulenza per le piccole e medie imprese che si collocano in borsa in un paese dell'Unione europea. La norma riduce il massimale del beneficio da 500mila e 200mila euro.

ARRIVA ANTICIPO PENSIONISTICO PER EDILI E CERAMISTI Via libera all'anticipo pensionistico per i lavoratori edili e per i ceramisti a 63 anni con un requisito contributivo che scende da 36 a 32 anni.

AUMENTA PARTECIPAZIONE IN BANKITALIA DAL 3 AL 5% Aumenta dal 3% al 5% il limite per la partecipazione nel capitale della Banca d'Italia. La norma prevede che "ciascun partecipante non può possedere, direttamente o indirettamente, una quota del capitale superiore al 5 per cento" e che "per le quote possedute in eccesso non spetta il diritto di voto ed ogni altro diritto economico e patrimoniale".

RIAPERTI TERMINI PER FINANZIAMENTO PARTITI Più tempo ai partiti per iscriversi al registro nazionale che consente di ricevere "erogazioni liberali in denaro" da persone fisiche detraibili fiscalmente. La norma consente ai partiti che hanno presentato la domanda per il 2021 oltre i termini di "produrre una nuova istanza per essere ammessi al beneficio" entro 30 giorni dalla pubblicazione della manovra.

RINVIO 2 ANNI ENTRATA IN VIGORE IVA TERZO SETTORE Viene rinviata di due anni l'entrata in vigore del regime Iva per il terzo settore.

5 MILIONI EURO PER REDDITO DI LIBERTÀ Vengono incrementate di 5 milioni le risorse per i diritti e le pari opportunità #redditodilibertà e di 3 milioni il fondo per le attività di formazione propedeutiche all'ottenimento della certificazione di parità di genere.

15 MILIONI IN PIÙ PER FONDO NON AUTOSUFFICIENZE Arrivano altri 15 milioni di euro nel 2022 nel fondo per le non autosufficienze. Via libera anche a maggiori risorse per la cura dei soggetti con disturbo dello spettro autistico. Viene inoltre istituito un fondo presso il ministero della Salute con una dotazione di 25 milioni per il biennio 2022-23 per il contrasto dei disturbi alimentari. Ai professionisti è riconosciuto il differimento termini per malattia ed infortunio e riguarderà tutte le patologie ed infortuni.

 

Draghi: "Una manovra espansiva che accompagna la ripresa"


In conferenza stampa il premier Mario Draghi ha sottolineato che la manovra, "è una legge espansiva, che accompagna la ripresa ed è in piena coerenza con gli altri documenti che guidano l'azione economica di questo governo. Si agisce sia sulla domanda ma anche molto sull'offerta: tagliamo le tasse, stimoliamo gli investimenti". "Al problema del debito pubblico, a quello delle prestazioni sociali inadeguate e alle altre giuste modifiche del nostro sistema sociale che non abbiamo potuto fare negli anni passati - ha detto Draghi - si esce attraverso la crescita: il Paese crescerà bene oltre il 6% e questa è una bussola e la strategia di questo governo". Draghi ha poi voluto precisare che "sulle tasse mettiamo 12 miliardi per ridurre la pressione fiscale e non otto come si dice in giro e destiniamo 40 miliardi in un triennio alla riduzione delle imposte, di cui 24 al cuneo e la parte restante agli incentivi fiscali, alle famiglie e imprese per il patrimonio immobiliare e la digitalizzazione".
Sul capitolo pensioni il presidente del Consiglio ha ribadito che l'obiettivo "è il ritorno in pieno al sistema contributivo, con una transizione a Quota 102 (38 anni di contributi e 64 anni di età)". "Il governo - ha aggiunto - è disponibile al confronto con le parti sociali e con il Parlamento perchè l'obiettivo è il pieno ritorno al contributivo che è la "scatola" dentro cui tante cose si possono aggiustare, come ad esempio recuperare al lavoro chi ne è uscito e si trova in nero".

 

Federalberghi: “imprese e lavoratori sul ciglio del baratro, urgono risposte”

“Il 16 dicembre scorso è scaduto il termine per il pagamento dell’Imu e molti albergatori non hanno avuto le risorse per pagare o hanno dovuto ricorrere all’indebitamento. Per non parlare delle strutture in affitto, che si ritrovano sotto minaccia di sfratto dopo che lo sconto fiscale sui canoni si è esaurito a luglio. Nel complesso, più di 20mila imprese non riescono a far fronte ai costi fissi di gestione concernenti l’immobile, che è il principale bene strumentale delle strutture turistico ricettive. Inoltre, il 31 dicembre 2021 scadono il termine per l’utilizzo degli ammortizzatori sociali Covid-19 e la moratoria sui licenziamenti. Se la cassa integrazione non sarà rifinanziata, saranno a rischio 70mila lavoratori dipendenti dalle strutture ricettive italiane”.

È la denuncia di Federalberghi, che sottolinea che “imprese e lavoratori sono sull’orlo del baratro” e chiede di “intervenire con urgenza per evitare che precipitino, Esonero della seconda rata mu, proroga del credito d’imposta sugli affitti e della cassa integrazione Covid sono le risposte di cui il settore ha bisogno con urgenza, per evitare chiusure e licenziamenti. Chiediamo che queste misure trovino posto nella legge di bilancio, che il Senato si appresta a votare”.

 

Conftrasporto: “no all’emendamento Cingolani per ridurre le agevolazioni sui carburanti”


Conftrasporto ribatte con un secco ‘no’ all’emendamento alla legge di bilancio per ridurre le agevolazioni sui carburanti annunciato dal ministro della Transizione ecologica, Roberto Cingolani. E invia una lettera ai responsabili nazionali dei partiti politici chiedendo, invece, un sostegno alle imprese che hanno investito in mezzi alimentati a gnl (gas naturale liquefatto).

“È ampiamente nota la corsa verso l’alto dei prezzi dell’energia, il cui costo è giunto ai massimi storici, che rischia di minare a medio termine la ripresa economica in atto incidendo soprattutto sui consumi”, spiega il presidente di Conftrasporto-Confcommercio, Paolo Uggè. Per la Confederazione appare evidente come gli effetti negativi di questa dinamica si ripercuotano maggiormente dove l’energia è un fattore di produzione rilevante. Come è il caso dei trasporti, con l’autotrasporto in testa, dove circa un terzo dei costi funzionali all’operatività degli autoveicoli è legato al carburante per autotrazione. Di qui la richiesta di Conftrasporto, che segnala l’urgenza di sostenere, attraverso un apposito provvedimento nella legge di bilancio, le imprese di autotrasporto che hanno investito nell’acquisto di veicoli a gnl che, con i prezzi del metano attuali, risultano essere di fatto ‘fuori mercato’. “Il fermo di questi mezzi perché il loro utilizzo risulta nei fatti antieconomico, oltre a recare un danno diretto alle imprese che non hanno possibilità di ammortizzarne l’acquisto, appare paradossale, considerato che gli stessi mezzi a gnl garantiscono elevate performance in termini ambientali”, si legge nella lettera.

Conftrasporto-Confcommercio propone quindi che dal primo gennaio 2022 si riconosca, alle imprese attive sul territorio italiano che operano nella logistica e nel trasporto delle merci in conto terzi con mezzi di trasporto ad elevala sostenibilità ad alimentazione alternativa a metano liquefatto, un credito d'imposta del 30% del costo di acquisto al netto dell'imposta sul valore aggiunto di gnl utilizzato per la trazione dei mezzi pesanti. Lo scopo è duplice: promuovere la sostenibilità d'esercizio e incentivare il processo di efficientamento energetico nel settore del trasporto merci. “La misura comporterebbe oneri a carico dello Stato valutabili in 25 milioni di euro per ciascuno degli anni 2022, 2023, 2024, periodo che si risente congruo per consentire di superare e nel contempo assorbire gli effetti dell’attuale contingenza economica negativa”, conclude Conftrasporto.

 


Confturismo: “turismo ancora in piena crisi, servono più risorse”


“A quasi due anni dall’inizio della pandemia la crisi del turismo è ancora in pieno corso, e anzi si riacutizza. A ciò si aggiunge l’effetto pesantemente negativo delle ultime notizie sull’andamento degli indici epidemiologici in tutta Europa, che frenano, o meglio inibiscono, le prenotazioni per Natale e Capodanno. In questo quadro, parlare di un turismo che vede la fine della crisi è prematuro, per non dire errato”. Questo il commento del presidente di Confturismo-Confcommercio, Luca Patanè, sul Ddl Bilancio.

“Per questo motivo il disegno di legge di bilancio deve innanzitutto prevedere la riassegnazione al turismo delle risorse, stanziate tra il 2020 e il 2021, che risultano non utilizzate in tutto o in parte alla luce delle evoluzioni registrate. Parlo di ben più di un miliardo di euro avanzato sul tax credit vacanze, ma anche dei 6 milioni del fondo a tutela dei consumatori che detengono voucher emessi a rimborso da strutture ricettive, vettori e agenzie di viaggi. La dotazione di parte corrente del fondo unico per il turismo, che il disegno di legge di bilancio istituisce per iniziative di sostegno e sviluppo, può validamente essere, almeno in questa fase, la destinazione di queste risorse da recuperare, a patto che si apra immediatamente, presso il Ministero, un tavolo di confronto con le nostre rappresentanze di categoria per ridefinirne e ampliarne le modalità di utilizzo”, conclude Patané.


Riforma ammortizzatori sociali: le imprese chiedono chiarimenti "urgenti" al governo
Le associazioni che rappresentano la totalità del terziario di mercato, Confcommercio, Alleanza delle Cooperative Italiane, Confesercenti, Federdistribuzione, chiedono un incontro urgentissimo per un confronto con il Presidente Draghi e con il Ministro Orlando "al fine di verificare la disponibilità del Governo a individuare misure che possano mitigare l’impatto dei costi che le imprese rappresentate dovranno sostenere a regime. In particolare, le associazioni esprimono forte preoccupazione per la sostenibilità contributiva da parte delle imprese dei nuovi e più inclusivi ammortizzatori".

"Sarà, pertanto, necessario - prosegue la nota congiunta- garantire un periodo transitorio congruo per l’entrata a regime dei nuovi strumenti, accompagnato da idonee misure di riduzione strutturale del costo del lavoro, come pure un chiaro meccanismo di bonus-malus relativamente al rapporto tra contributi e prestazioni".

"E’, inoltre, indispensabile - conclude la nota - approfondire i meccanismi introdotti e la congruità delle nuove tutele con le specificità delle imprese di questi settori secondo il principio enunciato di un reale universalismo differenziato".

 

Tour operator e agenzie di viaggio, 40mila posti di lavoro a rischio

 

Un’impresa su due chiuderà la saracinesca, con la relativa perdita di 40mila posti di lavoro. Questo "solo relativamente alle agenzie di viaggio e tour operator, in assenza di urgenti interventi economici e finanziari". È l’allarme contenuto in una lettera-appello al premier Mario Draghi e ai ministri Daniele Franco, Giancarlo Giorgetti, Andrea Orlando e Massimo Garavaglia firmata congiuntamente da Fto e Fiavet Confcommercio, Aidit Federturismo Confindustria, Astoi Confindustria Viaggi, Assoviaggi Confesercenti e Maavi Conflavoro.

Le sigle chiedono di convocare urgentemente "un tavolo di confronto interministeriale, da istituirsi presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri", in cui "poter illustrare al meglio le proposte avanzate" e "individuare soluzioni idonee a scongiurare la chiusura di migliaia di aziende italiane ed i conseguenti licenziamenti della stragrande maggioranza del personale in forza".

 

Ali: "Ottimi segnali per le librerie"


Per l'Associazione dei Librai Italiani sono arrivate buone notizie dall'approvazione definitiva della manovra 2022. Il presidente Paolo Ambrosini ha sottolineato gli "ottimi segnali nella legge di bilancio per le librerie: conferma e stabilizzazione di App18, conferma per il 2022 e il 2023 del fondo biblioteche e incremento nei due anni di 10 milioni per il tax credit librerie. Tutte queste misure, unite ai provvedimenti già assunti nei mesi scorsi e a quelli ai quali stiamo lavorando, rappresentano la conferma che per il Ministro Franceschini le librerie sono parte del più ampio progetto culturale per il Paese”.

“Un potenziamento della cultura in generale – prosegue Ambrosini - che dia un grande valore alle biblioteche, agli archivi e alle librerie che sono l’anima pulsante dei borghi e dei piccoli centri italiani, come lo stesso Ministro Franceschini ha sottolineato dopo l’approvazione della legge di bilancio”.

Fimaa: “bene la riduzione della pressione fiscale sugli investimenti immobiliari privati”
Fiaip, Fimaa e Anama accolgono con favore la manovra di bilancio ma sottolineano la “eccessiva complessità nella previsione delle proroghe dei bonus edilizi e del superbonus 110%”, evidenziando “la necessità di rendere maggiormente lineare l’estensione di tali incentivi fiscali, strategici per il rilancio di ampi settori dell’economia, proponendo di prorogarli tutti per tre anni in maniera piena con le stesse caratteristiche e le attuali aliquote”.

“Finalmente si riduce la pressione fiscale e si ragiona in maniera prospettica in relazione agli incentivi fiscali immobiliari - dichiarano i presidenti Gian Battista Baccarini, Santino Taverna e Renato Maffey - ma la proroga del superbonus 110% e di tutti i bonus edilizi, compreso il bonus facciate, deve essere piena per tre anni, mantenendo per tutti la previsione della cedibilità del credito e dello sconto in fattura, affinché tali misure siano realmente accessibili ed efficaci contribuendo alla dinamicità del mercato immobiliare. Siamo infatti convinti che il reale fattore vincente di tutta l’impostazione dei bonus legati all’immobiliare sia stata, e continui ad essere, la possibilità per il contribuente di avere un beneficio immediato attraverso la cessione del credito o lo sconto diretto in fattura. Procedura che insisteremo affinché sia mantenuta anche per il futuro”.

“Lavoreremo in questa direzione nel corso dell’iter parlamentare - concludono i tre presidenti - in questo modo si agevolerà concretamente, incentivandolo, il processo di riqualificazione energetica e di consolidamento sismico del patrimonio immobiliare, abbellendolo, valorizzandolo e rendendolo ancora più attrattivo a beneficio della comunità e dell’intera economia nazionale”.

 

Angaisa: “Si rischia una paralisi dei cantieri”
Angaisa, l’Associazione nazionale dei distributori idrotermosanitari aderente a Confcommercio ha accolto favorevolmente la proroga di bonus, superbonus e soprattutto sconto in fattura e cessione del credito. L’unica perplessità riguarda il nuovo provvedimento antifrode introdotto dal governo. Secondo l’Associazione, infatti, con il nuovo decreto si rischia una paralisi progressiva dei cantieri, rendendo meno attrattivi i bonus fiscali del settore edile.

“Comprendiamo perfettamente - ha spiegato il presidente Maurizio Lo Re - gli obiettivi che il legislatore si è posto: legalità, correttezza, trasparenza, valori assolutamente prioritari che non possiamo non condividere, ma per continuare a svolgere il nostro ruolo abbiamo bisogno di poter contare di regole chiare e coerenti”.

Nel nuovo decreto antifrode, infatti, l’obbligo del visto di conformità e la certificazione di congruità delle spese è stato esteso a tutti i bonus, a prescindere dall’effettiva entità dei lavori a cui gli incentivi sono collegati. “Il rischio - ha proseguito Lo Re - è che chi stava valutando possibili investimenti attenda tempi migliori”. Uno scenario che l'edilizia non si può permettere visto che contribuirebbe per l’1,6% alla crescita del Pil stimata nel 2021 al 6,7%.

Angaisa ha quindi proposto alle istituzioni di riservare l’obbligo di conformità e asseverazione solo agli interventi di una certa entità e di carattere strutturale.

“È necessario intervenire nel più breve tempo possibile adottando qualche correttivo. Facciamo appello al governo affinché non venga interrotto il circolo virtuoso della riqualificazione degli immobili e dell’efficientamento energetico, legato al bonus ristrutturazioni e all’ecobonus”, ha concluso Lo Re.

Assopetroli-Assoenergia: “no all'attenuazione delle misure antifrode”
Assopetroli-Assoenergia ha accolto con preoccupazione la notizia dell’arrivo di alcune proposte emendative per attenuare le misure del pacchetto normativo antifrode. L'Associazione fa riferimento in particolare alle modifiche “per l’accesso alla gestione dei depositi di carburanti detenuti in sospensione di accisa”.

Gli emendamenti sono stati proposti da alcuni parlamentari sia per semplificare la burocrazia e sia perché, secondo l’attuale regolamentazione, “i profili anticoncorrenziali rappresenterebbero una barriera all’accesso della libertà di iniziativa economica”. L’Associazione però si è dichiarata contraria a queste motivazioni aggiungendo inoltre che “simili iniziative vanno respinte proprio in ragione dell’aggressione criminale che ha reso indispensabile il rafforzamento delle regole e del potere amministrativo”.

Al momento l’attuale assetto del pacchetto normativo rappresenta il giusto bilanciamento tra libertà d’iniziativa economica, tutela del mercato e contrasto all’illegalità. Per questo Assopetroli-Assoenergia ha chiesto a gran voce di non modificare la “solidità dell’impianto con nuovi innesti”, così come “non vanno vanificati i gravosi adempimenti posti a carico delle imprese che oggi rendono possibile all’Amministrazione il controllo in tempo reale della movimentazione fisica delle merci e dei flussi finanziari correlati”.

“La priorità del momento è consolidare i risultati, valorizzare al massimo il coordinamento tra le istituzioni preposte alla vigilanza, in primis il ruolo dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli”, ha concluso l’Associazione.

 

Nessuna misura di sostegno per la rete di vendita della stampa, edicolanti preoccupati
Con una nota unitaria indirizzata al sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, Giuseppe Moles, e ai relatori in Commissione al Senato della Legge di Bilancio, le associazioni di categoria degli edicolanti (Snag-Confcommercio, Sinagi affiliato Slc Cgil, Uiltucs Giornalai, Fenagi Confesercenti e Cisl Giornalai), hanno espresso “grave preoccupazione per l’assenza in legge di bilancio di qualsivoglia misura a sostegno della rete di vendita delle edicole”.

Le sigle auspicano che “nel percorso di approvazione parlamentare possano essere introdotti opportuni correttivi affinché vengano estese anche alle edicole le forme di sostegno ora riservate alle sole imprese editoriali e vengano prorogati strumenti di sostegno essenziali per la sopravvivenza della rete, quali il bonus edicola e il tax credit edicole, anche per il 2022/2023” e chiedono di prendere in considerazione “gli emendamenti presentati a sostegno della rete di vendita delle edicole, tenuto conto del ruolo e della funzione di servizio di interesse generale che le edicole svolgono nella diffusione paritaria della stampa”.

“Se si vuole veramente tutelare il diritto all’informazione – commenta il presidente di Snag-Confcommercio, Andrea Innocenti - deve essere tutelata anche la rete di vendita della stampa. In legge di bilancio non c’è nessuna misura per l’anello più debole della filiera editoriale rappresentato dalle edicole che sono il naturale luogo di incontro tra informazione di qualità e lettori. Se veramente si ha a cuore il diritto ad una informazione pluralista e il contrasto alle fake news bisogna proteggere anche il luogo dove questi diritti trovano realizzazione. Non dimentichiamo poi che quasi il 90% dei ricavi diffusionali delle imprese editoriali deriva dalle vendite in edicola”.