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La Giunta, il Consiglio e i dipendenti del sistema Confcommercio partecipano al dolore del Presidente di Confcommercio Caltanissetta Enna , dott. Maurizio Prestifilippo per la scomparsa  della suocera Letizia Sincero.

Riparte ON-Oltre nuove imprese a tasso zero: dal 24 marzo domande a Invitalia

Presentato il Rapporto ristorazione 2021 della Fipe. Per 6 imprese su 10 il ritorno ai fatturati pre-Covid non arriverà prima del 2023. Prosegue l’emergenza occupazionale, con 194mila professionisti di bar e ristoranti persi nel periodo della pandemia. Il presidente Stoppani: "Serve una vera politica di settore".


La lunga notte dei pubblici esercizi sembra non avere fine: non bastavano due anni di pandemia che hanno azzerato quasi tutto il giro d'affari del settore con conseguenze pesantissime dal punto di vista occupazionale. E quando sembrava intravedersi qualche spiraglio di luce, è arrivata la guerra tra Russia e Ucraina con l’improvviso rialzo dei prezzi delle materie prime e dell’energia che ha fatto ricadere gli imprenditori del settore nella nebbia dell'incertezza. A illustrare lo stato di salute del comparto, ci ha pensato l’ufficio studi di Fipe, la Federazione italiana dei Pubblici esercizi, nel suo tradizionale rapporto sulla ristorazione, realizzato in collaborazione con Bain&Company e Tradelab, presentato a Roma alla presenza del presidente Lino Enrico Stoppani e di Romina Mura, presidente della Commissione Lavoro della Camera dei Deputati.

Gas e energia elettrica: prezzo della materia prima (valori in euro)

 

 

 

Le "false speranze" del 2021
Quello che doveva essere l’anno della ripartenza, il 2021, ha mantenuto la promessa solo per il 16% delle imprese, i cui fatturati sono cresciuti, mai però più del 10%. Per il 73% degli imprenditori, invece, il calo del volume di affari è stato verticale, a causa delle lunghe limitazioni con conseguente contrazione dei consumi. Gli italiani hanno speso oltre 24 miliardi di euro in meno nei servizi di ristorazione rispetto al 2019, equivalente al 27,9%. Oltre a questo c'è stata la "scomparsa" di 194mila posti di lavoro rispetto al periodo pre-covid.

Consumi delle famiglie nei servizi di ristorazione

 

Fonte: elaborazione Centro Studi Fipe su dati Istat

ll fatturato della ristorazione non tornerà ai valori pre Covid fino al 2023 per 6 imprese su 10. L'87% degli imprenditori ha registrato un aumento della bolletta energetica fino al 50% e del 25% per i prodotti alimentari. Rimangono tuttavia contenuti gli aumenti dei prezzi ai consumatori: nel febbraio 2022 lo scontrino medio è salito solo del 3,3% rispetto a un valore generale dei prezzi aumentato del 5,7%. Il 56,3% di bar e ristoranti non prevede di rivedere a breve il rialzo dei propri listini prezzi.

Le prospettive per il 2022
Nonostante il quadro attuale sia abbastanza fosco, le sperane per il resto dell'anno sono generalmente positive. Il 57,5% dei pubblici esercizi prevede un aumento dei ricavi rispetto al 2021 ma non mancano valutazioni negative tra chi, al contrario, prevede un calo del fatturato (10,1%) o addirittura non ha alcun obiettivo quasi a prefigurare il rischio chiusura (2,6%).

Il fatturato della sua impresa nel 2022, rispetto al 2021...

 

Fonte: Indagine Fipe - Format, 2021

A condizionare negativamente le prospettive di crescita nel 2022 è soprattutto l’aumento dei costi di gestione (62,9%), seguito dal perdurare delle restrizioni introdotte dal Governo per contrastare la pandemia (52,0%), da una domanda insufficiente sia dal punto di vista della clientela potenziale che della capacità di spesa.

Quali sono i principali ambiti in cui la sua impresa sta incontrando criticità che potranno compromettere l’attività nel corso del 2022?

 

Fonte: Indagine Fipe - Format, 2021

 

Stoppani: "Solo la stabilità del settore può dare prospettive e sicurezza sul lavoro"
Commentano i dati emersi dal Rapporto Ristorazione, il presidente della Fipe ha sottolineato che “la fotografia scattata attraverso il nostro rapporto si arricchisce di ulteriori elementi di stringente attualità. Il deflagrare del conflitto bellico in Ucraina sta infatti avendo e continuerà ad avere un impatto fortissimo sulle nostre attività, sia per gli effetti sulla dinamica dei prezzi delle materie prime energetiche e sull’approvvigionamento di specifiche materie prime alimentari, sia per le giuste e necessarie sanzioni elevate dalla comunità internazionale a carico della Russia e sia per l’effetto domino sui flussi turistici, linfa vitale per il nostro settore". "Stante così la situazione - ha detto Stoppani - non è più rinviabile l’eliminazione delle misure restrittive adottate in Italia per mitigare la Pandemia. Misure che oggi, grazie ai vaccini, possiamo e dobbiamo cancellare, anche per ricostruire un clima di fiducia in grado di riavviare i consumi in forte sofferenza. Alle emergenze prezzi e consumi se ne aggiunge una terza, l’occupazione. In questi due anni le imprese hanno subito una pesante perdita di capitale umano a cui occorre rimediare con la massima urgenza recuperando produttività ed attrattività". Secondo Stoppani, "senza produttività non si fanno investimenti, non si attraggono capitali e non si remunera meglio il lavoro. E senza attrattività non si investe nelle sue professioni, creando i problemi di reperimento del personale che le aziende denunciano. Ma quello che manca è una vera politica di settore che ne riconosca il valore per lo sviluppo del Paese. Su questo obiettivo concentreremo la nostra iniziativa e il nostro impegno”.

a cura di

Ugo Da Milano

 

 

Martedì, 15 Marzo 2022 08:37

COVID, NUOVI ALLENTAMENTI IN VISTA

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Il Governo studia un alleggerimento delle misure: dal primo aprile dovrebbe essere eliminato l’obbligo del super green pass per l'accesso agli hotel e dal primo maggio accesso libero nei luoghi all’aperto.

Gli effetti della guerra in Ucraina I padroncini annunciano battaglia e l'inasprirsi della vertenza.

Martedì, 08 Marzo 2022 08:44

In piedi Signori, davanti a una Donna!

Scritto da

Confcommercio Imprese per l'Italia Caltanissetta Enna celebra oggi la giornata dedicata alla donna, con due video realizzati per l'occasione dalle imprenditrici del territorio e dai dirigenti. Nei due video possiamo ascoltare due celebri poesie dedicate alla donna: la prima di Madre Teresa di Calcutta, la seconda di William Shakespeare.

 

   

         Spot imprenditrici

 

 

 


Un credito d’imposta dell’80% e un contributo a fondo perduto che può arrivare fino a un massimo di 100.000 euro, per le imprese turistiche che effettuano interventi di riqualificazione energetica e messa in sicurezza degli immobili.

Il nuovo decreto legge Recovery approvato in Consiglio dei ministri ha destinato 2,4 miliardi.
INVIO DOMANDE
Dalle ore 12:00 di giorno 28/02/2022 sarà possibile inviare la domanda.
BENEFICIARI
Alberghi, Agriturismi, Strutture ricettive all’aria aperta, imprese del comparto turistico, ricreativo, fieristico e congressuale, compresi stabilimenti balneari, complessi termali, porti turistici, parchi tematici.
INTERVENTI AMMISSIBILI
• Incremento efficienza energetica delle strutture e di riqualificazione antisismica;
• Eliminazione delle barriere architettoniche;
• Opere edilizie (manutenzione straordinaria, restauro e risanamento conservativo, ristrutturazione) funzionali alla realizzazione degli interventi indicati nei primi due punti;
• Realizzazione di piscine termali e acquisizione di attrezzature e apparecchiature per le attività termali;
• Digitalizzazione (impianti wi-fi, siti web ottimizzati per il sistema mobile, programmi e sistemi informatici per la vendita diretta di servizi e pernottamenti, spazi e pubblicità per promuovere e commercializzare servizi e pernottamenti turistici sui siti e piattaforme specializzate, consulenza per la comunicazione e il marketing digitale, strumenti per la promozione di proposte e offerte innovative in tema di inclusione e di ospitalità per persone con disabilità – articolo 9, comma 2, Dl 83/2014).
AGEVOLAZIONI
SUPERBONUS 80%
Credito d’imposta dell’80%. Come per il superbonus ‘residenziale’ il credito sarà cedibile a terzi e si potrà utilizzare in compensazione. Il nuovo credito spetta anche per gli interventi avviati dopo il 1° febbraio 2020 e non ancora conclusi alla data di entrata in vigore del decreto PNRR (7 novembre 2021). Per la misura sono stati stanziati 500 milioni di euro: 100 per il 2022, 180 per ciascuno degli anni 2023 e 2024, 40 per il 2025.
CONTRIBUTO A FONDO PERDUTO
Per gli interventi agevolabili realizzati tra il 7 novembre 2021 e il 31 dicembre 2024, è possibile fruire sia di un credito d’imposta sia di un contributo a fondo perduto. Il contributo a fondo perduto non può eccedere il 50% delle spese ammissibili e, comunque, il limite di 100.000 euro.
È riconosciuto per un importo massimo di 40.000 euro, che può essere aumentato anche cumulativamente:
• fino a ulteriori 30.000 euro, se l’intervento prevede spese per la digitalizzazione e l’innovazione delle strutture in chiave tecnologica ed energetica per almeno il 15% dell’importo totale;
• fino a ulteriori 20.000 euro, se il destinatario ha i requisiti per accedere ai benefici per l’imprenditoria femminile o quella giovanile;
• fino a ulteriori 10.000 euro, per le imprese con sede operativa nei territori delle regioni Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna e Sicilia.
PER LE ALTRE SPESE NON COPERTE: Per le spese ammissibili non coperte dagli incentivi (credito d’imposta e contributo a fondo perduto), si può accedere anche al finanziamento a tasso agevolato previsto dal decreto interministeriale 22 dicembre 2017, a condizione che almeno il 50% di tali costi riguardi interventi di riqualificazione energetica.
TAX CREDIT AGENZIE DI VIAGGI
Per le Agenzie di Viaggi e Tour Operator si prevede inoltre, una misura che va nella direzione della digitalizzazione del servizio e dell’offerta turistica.
TAX CREDIT: Credito d’imposta pari al 50% dei costi sostenuti da tour operator e agenzie di viaggi per la digitalizzazione dei servizi (nel limite di 25.000 euro di spesa) dai portali web all’automazione per prenotazioni e vendita di alloggi e pernottamenti
Per maggiori informazioni contattaci al numero: 0935.500971

 

Il fatturato delle imprese del settore è tornato nel complesso lo scorso anno a un livello superiore a quello del 2019. Ma la ripresa non riguarda tutte le attività.

Nel 2021 l'indice del fatturato delle imprese dei servizi è cresciuto del 14,1% tornando su un livello leggermente superiore a quello precedente lo scoppio della pandemia (+0,5% rispetto all'anno 2019). Lo ha reso noto l'Istat (link ai dati completi in pdf) che però al tempo stesso sottolinea l’esistenza di "una marcata differenziazione tra i settori". I livelli superiori all’inizio della crisi riguardano infatti solo il commercio all'ingrosso, esclusi gli autoveicoli, e i servizi di informazione e comunicazione, mentre restano sotto il livello di fatturato del 2019 le attività dei servizi di alloggio e ristorazione, le agenzie di viaggio e servizi di supporto alle imprese, il trasporto e magazzinaggio e le attività professionali, scientifiche e tecniche.

Nel quarto trimestre l'indice è cresciuto del 2,1% rispetto al trimestre precedente e del 13,6% sul 2020. In crescita congiunturale quasi tutti i settori, con le attività dei servizi di alloggio e ristorazione ancora in calo (-1%).

 

Il commento di Confcommercio


“Anche il settore dei servizi, in linea con quanto era già emerso da altri indicatori, ha chiuso il 2021 in forte rallentamento. I dati testimoniano i ritardi nel recupero dei livelli di attività pre-crisi sia dei servizi di alloggio che di ristorazione, le cui dinamiche appaiono decrescenti anche rispetto al terzo trimestre del 2021”. Così l’Ufficio Studi confederale, secondo il quale “nel complesso, lo scorso anno ha mostrato un’inaspettata capacità di reazione del tessuto produttivo nel suo insieme, le cui dinamiche aggregate hanno superato ogni più rosea previsione. Tuttavia, resta l’elemento di debolezza costituito dalle differenti performance settoriali, conseguenza della diversa distribuzione degli shock della pandemia e delle restrizioni tra i diversi comparti produttivi. I più colpiti nel terziario di mercato sono quelli che manifestano a tutt’oggi difficoltà che rischiano di essere prolungate e acuite tanto dalla crisi energetica quanto dalle tensioni geopolitiche, i cui potenziali riflessi negativi sul nostro turismo non devono essere sottovalutati”.